Published On: Mar, Dic 1st, 2015

1 Dicembre 1943: un bombardamento distrugge la Tubifera a Sestri levante: 40 morti

Primo dicembre 1943, ore 11,30: scocca l’ora del primo bombardamento di Sestri levante.

Trenta bombardieri distruggono la struttura industriale della Tubifera (Fabbrica di tubi in acciaio), che dava già allora lavoro a migliaia tra impiegati e operai.
Una quarantina di lavoratori morti vengono tutti allineati fuori del muro di recinzione, sulla Via Aurelia (attuale via Fascie).

E’ il caso di ricordare le radici e le responsabilità di quei bombardamenti, che sono il prodotto di una politica nazionale serva del nazionalismo socialista di Mussolini e hitler.
L’Italia, che oggi con l’Europa boicotta i prodotti israeliani, dimenticando il resto del mondo (vedi qui), allora aveva da 5 anni promulgato le infami leggi razziali, sacrificando sull’altare dell’alleanza coi tedeschi, onore e dignità per inseguire la chimera di una vittoria. Con l’illusione di vittoria, si dichiarò guerra alle democrazie “demo-pluto-anglo-giudaiche” di Francia e Regno Unito, finendo così nelle braccia dei nazisti.
Colpe enormi, causate dalla dittatura, ma anche dagli errori di una nazione intera.
Colpe pagate, purtroppo, da poveri ragazzi e padri di famiglia che oggi è sacrosanto ricordare, proprio per evitare ogni ritorno agli incubi che avevano causato quei bombardamenti.

Testimonianza di Umberto Burani

Il primo dicembre 1943 uno  stormo di bombardieri Alleati colpì lo stabilimento industriale della Tubifera (FIT) e fece un certo numero di morti (non si è mai saputo esattamente quanti, forse una ventina). Ricordo i cadaveri allineati lungo il muro esterno dello stabilimento, sulla via Aurelia, coperti di teli neri. Era uno spettacolo nuovo, nell’anno successivo ci facemmo l’abitudine. La mia casa fu bombardata il 20 dicembre, insieme allo stabilimento del Tannino; la nostra vicina del piano di sotto fu trovata a cinquanta metri di distanza, decapitata. Di un ragazzo mio coetaneo furono trovati solo pochi resti. Mia madre si prese una scheggia nel cuore: inspiegabilmente sopravvisse, ma per tre anni rimase immobile in un letto d’ospedale, a Chiavari.  E’ morta a 99 anni, sempre con la sua scheggia conficcata nel cuore. Pelle dura, d’altri tempi!

Di Massimo Lagomarsini:

PRIMO BOMBARDAMENTO A SESTRI LEVANTE 1° DICEMBRE 1943
C’erano molti colpi nell’estremità sud est dello scalo di smistamento, – scrisse. – Questi colpi erano in un’area dove si trova un piccolo ponte ferroviario che attraversa un canale. Un grande impianto industriale che si trova all’estremità sud est dello scalo di smistamento è stato parzialmente distrutto. C’è stata una grande esplosione nell’estremità sud dell’impianto e principi d’incendio sui lati nord ed est. Un magazzino all’estremità sud est dello scalo di smistamento è stato colpito e la stazione ferroviaria è stata danneggiata dall’esplosione. Molti grappoli di bombe sono andati oltre il bersaglio e sono caduti nei quartieri a nord ovest della città e sulla spiaggia. Sugli scali di smistamento vi sono circa 48 vagoni
Di Maby Navone:
Eravamo già sfollati a Velva e quel giorno passarono bassi sulle nostre teste tantissimi grandi aerei che chiamavamo “fortezze volanti” Si dirigevano su Sestri e poco dopo, senza sentire alcun rumore, vedemmo nuvole di polvere e gigantesche fontane di acqua di mare. Morirono vicino alla casa del Fascio i due bimbi di nostri amici con la loro balia
sestri bombardamento Foto-aerea

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