Published On: Lun, Feb 13th, 2012

Turismo: creare un brand del Tigullio, non perdere Expo2015

Nel 2010 alla Provincia di Genova arrivò un documento, nel quale si chiedeva che tutto il comprensorio del Tigullio venisse collegato alle iniziative della Expò di Milano 2015, offrendo ai visitatori l’occasione di visitare la Riviera, e garantendo promozione e ospiti al comparto turistico locale.
Il documento venne presentato agli assessorati competenti per essere sottoposto all’attenzione della Presidenza.  Si trattava di una iniziativa della Società Economica di Chiavari, presieduta da Roberto Napolitano. In precedenza la Provincia aveva dato l’indicazione di procedere integrandosi col Sistema Turistico Locale (STL), così da non creare doppioni.
Maurizio Bedina, coordinatore dell’Osservatorio Fenomeni Economici (di seguito OFE) della Società Economica, scriveva a chiare lettere: “Le saremo grati se vorrà valutare il tutto alla luce di quanto emerso durante il convegno “Turismo” alla Mostra del Tigullio, al fine di coordinare e concentrare su un unico filone (sia esso coincidente con l’STL o meno) gli sforzi di Provincia, Regione e soggetti privati che possiamo contribuire ad aggregare, rivolti a integrare in un’unica offerta la promozione “incoming” relativa al Tigullio…

Le richieste del Tigullio

Il coinvolgimento tra Expo2015 e Tigullio poteva riguardare:

–          Per gli espositori, la possibilità di cogestire a più mani gli spazi espositivi, così da dividerne i costi;

–          Per Expo2015, offrire ai visitatori provenienti da tutto il mondo la possibilità di recarsi in località turistiche vicine e prestigiose, come il Tigullio.

L’OFE e la Presidenza della Società Economica si attivarono con i sindaci e le associazioni di categoria del Tigullio, per realizzare un coordinamento, ottenendo anche un parere positivo da parte della Camera del Commercio di Genova. L’offerta turistica andava integrata con manifestazioni collaterali coordinate e la promozione dell’Expo presso i turisti del Tigullio.

Naturalmente, si trattava di coordinarsi con Milano su un modello di comunicazione/organizzazione moderno ed efficiente, che includesse la comunicazione su web, calcolando però che il sistema turistico italiano “non è in grado di esprimere una qualità alta su volumi enormi come altri sistemi integrati su scala globale (es. Disneyworld, Las Vegas)”.
Pertanto il Tigullio avrebbe offerto più qualità su volumi più ridotti, basandosi su accoglienza di charme, bed and breakfast in posizioni uniche, food con caratteristiche DOC, DOP, IGT, oltre naturalmente alla “piattaforma base” paesaggistica, storica e monumentale e alle manifestazioni.

 Un punto problematico era il trasporto inter-regionale, “troppo soggetto a variabili per essere preso in considerazione come un’offerta matura e stabile dotata di parametri di percorrenza acquisiti”.

Dal 2010 a oggi nulla è successo: nessuna risposta dalla Provincia, il che oggi purtroppo in prospettiva non desta meraviglia, me neanche indizi di aggregazione pubblico-privato – beninteso a favore di tutto il Tigullio – su iniziativa di qualche associazione di categoria, o di un comune del Tigullio come capofila.

N.B. Va detto che, viste le vicissitudini in cui è incorsa l’organizzazione di Expo2015 (che a suo tempo aveva espresso notevole interesse per l’iniziativa sponsorizzata dall’Economica, discussa a Milano nella sede di Expo2015) l’autobus non è ancora perso del tutto.

 Turismo, come agire?

Secondo l’analisi della Società Economica “Il sistema pubblico-privato in Italia in generale non funziona, sia perchè i soggetti privati stentano a collaborare tra di loro (una delle conseguenze negative del modello “piccolo è bello”) sia perchè le amministrazioni pubbliche adorano spendere i soldi a modo loro senza ascoltare le esigenze degli imprenditori. Però il Tigullio sembrerebbe avere tutti i requisiti per costituire un’eccezione a questa regola, data la notevole coesione del tessuto imprenditoriale e una maggiore vicinanza delle amministrazioni ai cittadini”.

Negli anni scorsi la Apt Tigullio non era ancora accentrata a Genova. Al di là di quella scelta, allora  l’Apt aveva un sito in cui era possibile trovare una pagina con tutti gli hotel del Tigullio (entroterra e Moneglia inclusi), divisi per città. Adesso per un russo che voglia sapere quali sono gli hotel di Rapallo, quanto costano, dove sono etc. deve fare una ricerca complicata prima di capire che deve andare sul sito della Provincia. Ma arrivare alla pagina dove si possono scaricare tutti i dati della ricettività alberghiera non è facile nemmeno per un residente (infatti Tigullio News ha messo il box “All Tigullio hotels”).

Troppe scatole vuote

Secondo Maurizio Bedina, responsabile dell’OFE della Società Economica:

 “Nel Tigullio esistono consorzi privati giudicati efficienti come Portofino Coast, che però copre in modo esaustivo solo le città del promontorio. Per la promozione turistica vi sono ben 4 portali. Oltre a quello di  Portofino Coast vi sono:

–          Il sito ufficiale del Sistema Turistico Locale (STL) www.terrediportofino.it, che comprende tutti i comuni del Tigullio anche se “strategicamente” si presenta su internet con un nome più “globale”. Tecnicamente però non lo si può definire un portale“incoming” nel senso che non si può prenotare, anche se abbonda di informazioni.

–          http://turismo.provincia.ge.it  -un duplicato privo di senso se si considera che non è tradotto in altre lingue (ma a chi serve allora?), e che non si può prenotare; le notizie sono scarse (però qualcuno lo aggiorna…)

–           last but not least va considerato che la Provincia di Genova è probabilmente l’unica in Italia il cui territorio è completamente coperto da degli STL (Terre di Portofino che abbiamo già visto, e ANCHE il sito del STL del Genovesato, vedi www.stlgenovesato.it (che incidentalmente come nome di URL è il massimo per uno straniero…)

–          come se non bastasse ci si mette anche la Regione con www.turismoinliguria.it che non mantiene le promesse(provate a cliccare il link “prenota on-line” e scoprirete che… non si può prenotare online)

 Aggiunge Bedina: “Di fatto quindi il contribuente locale ha finanziato QUATTRO portali, nessuno dei quali è all’altezza della situazione. L’unico funzionante è privato-consortile ma limitato di fatto al circondario di Portofino. Guardando da vicino il “nostro” STL si vede che il progetto iniziale era assolutamente ambizioso, e in effetti per il setup della sede e del sito sono stati spesi molti capitali. Dopo di ciò, l’STL vivacchia (ma tiene aggiornato il sito, e questo costa) e sviluppa progetti come la cartellonistica ex-novo per il comprensorio e una monumentale guida (scaricabile in PDF con buona pace degli editori che pubblicano guide a pagamento) di cui non c’era impellente  bisogno (ci sono già le cartellonistiche dei comuni, del Parco di Portofino, del Parco dell’Aveto, del CAI, del FAI, del Rotary e via discorrendo) soprattutto perché la missione è in primo luogo PORTARE qui i turisti, e solo DOPO ci si dovrebbe preoccupare di guidarli qui e là, ma dopo averli alloggiati, nutriti, informati, etc.

Tutta la strategia e l’offerta di portali sopra ignora totalmente le considerazioni relative al mercato globale, come:

–          la migrazione sempre più veloce verso un turismo guidato dai portali web tipo Expedia, trip advisor etc, molto attento alla spesa e alla qualità, e per il quale non fa alcuna differenza dormire a Chiavari o a Sestri (un cinese cerca Portofino e va a dormire dove costa meno)

–          la tendenza all’insuccesso per la vecchia formula degli alberghi “normali” di dimensione medio-piccola, a cui fa da contraltare

–          la tendenza al successo dei B&b e di agriturismi piccolissimi ma poco costosi e ad alta qualità (km zero, etc).

–          l’opportunità del mercato delle crociere

–          e naturalmente Expo2015”.

 
Soluzioni

1. Provincia e Regione non possono essere più l’unico catalizzatore di uno sforzo comune per impostare una strategia unitaria (possibilmente di tutto il Tigullio, incorporando, migliorando e ampliando il conceptoperativo del portale incoming di Portofino Coast).

2. Si moltiplicano i siti di promozione turistica. Si moltiplicano le iniziative (è di queste settimane il costituendo Consorzio turistico di Sestri Levante (con link anche per l’entroterra di Castiglione Chiavarese).

3. Manca però un coordinamento a livello di comprensorio.

4. Il modello di cogestione pubblico/privato ha senso solo quando il privato è riuscito a fare il primo passo, nel rispetto delle indicazioni della Unione Europea, la quale richiede sussidiarietà (*) e non dirigismo; efficienza e non burocrazia; ricavi e non costi.

5. Diventa indispensabile pensare alle infrastrutture in maniera seria. Come organizzare i flussi turistici con il presente sistema aeroportuale-ferroviario-autostradale?

6. E’ opportuno diversificare l’economia locale. Puntare tutto sul turismo paralizza l’imprenditoria e lo stesso turismo: 10 bar in un tratto di costa producevano reddito, ma 100 bar nello stesso spazio non generano reddito sufficiente.

7. Serve un punto di riferimento unico, super partes, dotato delle competenze necessarie, radicato nel territorio.
Gli imprenditori del Tigullio non possono più procedere separati e in fila indiana. Come è possibile presentare con la necessaria forza ai mercati globali l’offerta turistica di una piccola città?
Le iniziative e i consorzi cittadini sono necessari e utili, ma vanno integrati e coordinati in un unico brand che deve avere le dimensioni di tutto il Tigullio, per riuscire a reperire fondi e imporsi sui mercati internazionali con temi come: qualità, cultura, vicinanza, servizi occidentali con un ambiente quasi tropicale, e –non ultimo- sicurezza per le famiglie.

Il soggetto in grado di svolgere e realizzare questo impegnativo compito potrebbe essere proprio la Società Economica che ancora aspetta una risposta dal 2010.

_______________

(*) La sussidiarietà prevede che:

A) Lo stato e le amministrazioni locali non facciano ciò che i cittadini possono fare per conto loro attraverso associazioni, imprese, istituzioni religiose e comunitarie;
B) Le P.A. intervengano soltanto quando le comunità locali non sono in grado di gestire in proprio una situazione;
C) L’intervento sussidiario della mano pubblica dovrà comunque essere portato al livello più vicino al cittadino.

Il principio è nato all’interno della chiesa cattolica (ma fu accolto anche dal socialismo di Proudhon) ed è stato recepito dall’Unione Europea nel preambolo del suo Trattato costitutivo, come cardine e fondamento della propria azione. La sussidiarietà è accolta in numerose costituzioni, come per esempio in quella del Sudafrica. La sua presenza nella Costituzione italiana è limitata all’articolo 118, introdotto dopo la riforma del Titolo V del 2001.

La sussidiarietà può essere verticale, quando riguarda le azioni svolte dalle P.A. condotte al più basso livello; oppure orizzontale, quando riguarda l’autogoverno svolto da soggetti privati che agiscono al di fuori delle P.A.

Displaying 3 Comments
Have Your Say
  1. nicola ha detto:

    Leggo solo ora: ottimo articolo che evidenzia una lacuna attitudinale (il fare sistema vero e non formale) che e’ presente un po’ ovunque nel nostro modo italico di creare sviluppo e fare promozione. Trattasi dunque di un qualcosa che risiede nel DNA della cultura e dei singoli individui. I grandi cambiamenti sono spesso “spinti” da necessita’ estreme e oggettive come quelle, direi, che stiamo ora vivendo. Speriamo dunque di iniziare quel processo di rinnovamento culturale che possa portare a concreta innovazione, anche correggendo la relazione esistente tra il locale e il nazionale e il sovranazionale (EU). Un’organizzazione come la Societa’ Economica di Chiavari e’ sicuramente in una posizione ideale per fungere da volano catalizzante di questi intenti. Sull’Expo’ 2015, di sicuro e’ un’opportunita’ che potrebbe essere presa anche in maniera “indiretta”.

  2. Redazione ha detto:

    Grazie, merito anche delal Società Economica. Vedremo di dare un seguito concreto alle parole, adesso.

  3. umberto ha detto:

    Complimenti a Paolo per il suo impegno nel presentare queste proposte, che mi sembrano improntate a buon senso e concretezza. Non oso proporre strategie a chi ne sa più di me, solo una sommessa osservazione: siete sicuri che “Tigullio” abbia un chiaro significato, non dico all’estero, ma almeno in Italia? Provate a chiedere dove è il Tigullio ad un romano o ad un veneziano (per non parlare di un francese o di un russo) e avrete robuste sorprese. Per attirare visitatori interessati o semplicemente curiosi occorre che si capisca subito di quale posto si intende parlare; quindi “riviera ligure di levante” o equivalente, aggiunto o preposto (o sostitutivo) a “Tigullio”, farebbe un gran bene. Magari un po’ umiliante per il nostro amor proprio, ma pratico e chiaro per i visitatori.

Leave a comment

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>