Published On: Lun, Dic 21st, 2015

Un Natale spento a Sestri levante: poche luminarie e con colori cimiteriali

La foto di viale Roma, la strada che porta alla Stazione, scattata il 20 dicembre alle 16 da L.C. Rolandi e pubblicata sul gruppo Facebook “Mugugni di Sestri levante” parla chiaro. Nonostante sia in bianco e nero, non rappresenta un Natale sestrino del 1973, quando l’Opec arabo ricattò l’Occidente, lasciando l’Italia con le domeniche senza auto e con le settimane senza corrente elettrica (bar e cinema chiudevano alle 20).
Il Natale sestrino 2015 è -alla lettera- spento.
Forse è per colpa di un malinteso senso di risparmio energetico. Ma non è questo il punto principale.
Forse è colpa di un malinteso senso di religione sacrificale (“SE noi non accendiamo la luce ALLORA Madre Natura non ci colpirà col riscaldamento globale” (“Madre Natura” è un’espressione pagana e nazistoide purtroppo utilizzata anche nel Vaticano di oggi: San Francesco invece parlava di Frate Sole e sorella Luna: “Madre” è teologicamente disastroso).
Forse è colpa del Comune, che non investe sulle luminarie, affidate invece al mondo del commercio.
Forse è colpa delle imprese commerciali di Sestri levante, che non hanno voluto o non hanno potuto tirare fuori i circa 100 euro di quota per ogni negozio, necessari a organizzare l’illuminazione di una strada.

Di fatto le luci di Natale a Sestri -non solo non sono quelle di Times square o Tokyo o della Ville Lumière (Parigi), ma persino nei circa 100 metri in cui ci sono (tra piazza della Repubblica e piazza sant’Antonio) hanno un colore del tutto obituario celestino-bluastro-ciano, che non invita alla gioia ma al memento mori cimiteriale.

Natale in via Nazionale

Natale in via Nazionale

Niente luci nemmeno in via Nazionale (vedi foto), la più popolosa della città. L’unica azienda a metterli è stata il Supermercato Noi, appena aperto, i cui dirigenti (genovesi) sono rimasti “sorpresi” dall’assenza di illuminazione di Natale nella strada.

Ecco alcuni commenti alle foto:

Ieri sera sabato 19 dicembre alle ore 23 abbiamo avuto difficoltà a trovare un bar aperto a Sestri per un gelato per un bambino e una toilette per un adulto.

La città rispecchia l’austerità sovietica anni 70/80.

Al di là delle luminarie mancanti, che sotto Natale è un brutto segno, peggio ancora sono i parcheggi vuoti

Altri commenti sottolineano i prezzi alti delle boutiques di Sestri “Sono tutti a comprare a Chiavari…”.
Indubbiamente, qualcosa si dovrebbe fare, imparando dalle luci di New York e non da quelle di Leningrado, appunto.
Il Comune spinge il turismo nei mesi freddi, ma forse converrebbe spingere di più il turismo nella bella stagione, senza disperdere energie. Gli eventi in città sono molti e anche di qualità , ma la coreografia urbana è molto importante se non si vuole intristire qualche sparuto turista.
I commercianti dovrebbero attivarsi di più, provando a invertire il trend, anche in periferia e nelle zone popolate come via Nazionale.
Per esempio il CIV di Chiavari, venerdi scorso, ha “obbligato” i commercianti a tenere aperti i negozi di carruggio dritto fino alle 23.
E comunque, se si vuole almeno fare un regalo ai residenti, si illumini un po’ di più la città, evitando i colori da obitorio: non si confondano le luminarie con i lumini.

Luminarie natale sestri 2015

Natale in viale Roma

Displaying 2 Comments
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  1. L'ase ha detto:

    Mio caro Mykros,non sono retaggi di un passato. Ma di recente. Sempre per restare in argomento,cosa hanno fatto? Nullla! Ed i correntisti (si salvano solo le Banche)ed i pensionati ancora aspettano,c’è voluto un suicidio per sensibilizzare l’opinione pubblica? Cosa vuoi che pensino se non a se stessi o agli amici ed infine agli amici degli amici. Basta che il popolino che li vota. E se non bastasse si votano da soli e si mettono a governare il paese. Con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Le luci natalizie? Sono per loro solamente uno spreco. I soldi servono per darli a loro e agli altri che la pensano come loro! E i commercianti non sono immuni da queste colpe. In Polonia hanno capito benissimo!!!

  2. Mykros ha detto:

    “La città rispecchia l’austerità sovietica anni 70/80” ha scritto l’autore dell’articolo.
    Ed in effetti a Sestri Levante esiste ancora una via intitolata all’Unione Sovietica, dopo oltre un quarto di secolo dalla fine di quella deleteria dittatura basata sul terrore.
    Sestri Levante, sino a che non si libererà di questi retaggi di un brutto passato, non potrà fare passi avanti ma solo indietro.

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