Published On: mer, Gen 13th, 2016

Consiglio Regione Liguria: discussione dell’ODG di martedi 12 gennaio 2012

Reale valutazione economica dell’area Campi

Angelo Vaccarezza (FI) con un’interrogazione sottoscritta anche da Claudio Muzio (Fi) e Laura Lauro ( Giovanni Toti Liguria), ha ricordato che  il primo dicembre l’ex presidente dell’Autorità portuale di Genova Luigi Merlo, alla trasmissione televisiva Macaia sull’emittente Primo Canale, aveva dichiarato di essersi offerto di acquistare le aree di Campi, di proprietà di AMT (cedute dal Comune di Genova), per poterle usare come parcheggio per i tir e gli autotreni che arrivano al porto di Genova. Il consigliere ha evidenziato che Merlo aveva precisato: “Non abbiamo comprato le aree di Campi perché sono valutate 7 milioni di euro, e non sono state vendute perché sono a bilancio per 7 milioni di euro quando valgono meno della metà e si preferisce tenerle fittiziamente a bilancio per un valore che non è quello reale, piuttosto che venderle e renderle pubbliche”. Il consigliere ha rimarcato, quindi, che dalle parole dell’ex presidente dell’Autorità portuale emergerebbe che il Comune di Genova avrebbe valutato (e messo a bilancio di Amt) le aree Campi per un valore corrispondente al doppio di quello reale di mercato, «non si sa se in buona fede o meno». Il consigliere ha chiesto, quindi, alla giunta se sia o meno a conoscenza della veridicità delle affermazioni fatte dal Merlo e se tali affermazioni, una volta verificate, possano comportare conseguenze sul piano politico e giuridico nei confronti delle Istituzioni liguri interessate.

Per la giunta ha risposto l’assessore ai porti Edoardo Rixi il quale ha rilevato che lo scalo portuale genovese ha un’urgente necessità  di avere un autoparco in grado di accogliere i mezzi pesanti in transito al porto rilevando che una perizia del 2013 attribuiva all’area di circa 30 mila metri quadrati un valore ancora superiore. «E’ chiaro che queste perizie vanno riviste e aggiornate agli attuali valori di mercato» ha aggiunto. Rixi ha spiegato che il Comune intenderebbe, tramite Amt,  destinare l’area ad un impianto per il trattamento dei rifiuti della rcacolta differenziata ma, in caso il progetto non andasse avanti, ha ribadito da parte della Regione l’interesse a destinare l’area ad autoparco: «Naturalmente occorre un’opportuna valutazione per verificare il valore reale dell’area. In ogni caso – ha concluso – la Regione convocherà nei prossimi giorni un tavolo politico-tecnico fra tutti gli enti per individuare una soluzione rispetto alla carenza di aree per la sosta legata al traffico portuale. Credo che questo problema non sia mai stato affrontato con la dovuta attenzione dalle amministrazioni precedenti». Rixi, infine ha assicurato il coinvolgimento nella vicenda del commissario dell’Autorità Portuale ammiraglio Pettorino. Vaccarezza ha ringraziato l’assessore per la risposta e ha ribadito il disappunto per la precedente gestione della

Sì unanime a odg per tutelare Ilva di Genova

Su richiesta del presidente della III Commissione Stefania Pucciarelli, il Consiglio regionale ha votato, e approvato all’unanimità l’ordine del giorno licenziato ieri dalla stessa commissione che impegna la giunta ad attivarsi presso il Governo “ per seguire l’iter della legge in Parlamento affinché non venga meno il principo dell’integrazione salariale; a garantire, in sede di contrattazione sindacale  dei contratti di solidarietà, che la continuità dei contratti stessi e dell’integrazione al reddito, sancita con legge, venga mantenuta anche successivamente al settembre 2016”. Il documento, inoltre, chiede al Governo di “dare attuazione all’impegno assunto dalla gestione commissariale nel corso dell’ultimo Comitato di vigilanza per garantire i fondi necessari per completare l’investimento sugli impianti di zincatura a quattro e su quelli per la lavorazione della banda stagnata; a  reperire risorse governative, regionali e comunali per integrare i fondi necessari ai lavori di pubblica utilità per non diminuire le risorse complessive da impegnare nel tema delle bonifiche e nella riqualificazione urbana e, infine, a assicurare, nel caso di vendita, la tutela degli attuali livelli occupazionali anche attraverso l’inserimento della clausola sociale all’interno del bando.

Rete dello SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati)

Alessandro Piana (Lega Nord Liguria-Salvini) ha illustrato un’interrogazione in cui ha ricordato che il 7 ottobre 2015 è stato pubblicato il Decreto del Ministero dell’Interno 7 agosto 2015: “SPRAR. Presentazione delle domande di contributo da parte degli Enti Locali che prestano servizi finalizzati all’accoglienza di richiedenti e di titolare di protezione internazionale ed umanitaria, biennio 2016-2017” Tale rete è finanziata dal Ministero dell’Interno ed è composta da Enti Locali che aderiscono alla rete di accoglienza in modo volontario; Piana ha evidenziato che  ANCI sta sollecitando i Comuni ad aderire al bando del Ministero dell’Interno. Il consigliere ha ricordato che il ricollocamento di migranti in altri Paesi europei è iniziato il 9 ottobre 2015 e  che gli i Stati europei sono riluttanti a mettere a disposizione posti per accogliere i migranti. Piana ha chiesto, quindi, alla giunta  quanti siano i posti SPRAR in Liguria e  quali iniziative l’Assessore intenda assumere nei confronti del Governo su tale materia.

L’assessore all’immigrazione Sonia Viale ha rimarcato che i posti SPRAR ordinari erano 223 e sono stati poi ampliati a 355, nell’ambito del territorio ligure. Una parte riguarda le famiglie afghane che sono 11. Attualmente rimane aperto un bando destinato a quei Comuni che non fanno parte della rete SPRAR. Si tratta di circa 10 mila posti a livello nazionale.  Viale ha sottolineato che lo SPRAR rappresenta «ciò che noi intendiamo per sistema di accoglienza», sottolineando che si ritiene sicuramente inviolabile il diritto di asilo, ma questo  non può essere riconosciuto a tutti, ma a chi realmente fugge da una guerra e va integrato nella realtà sociale. Cosa diversa,  ha evidenziato l’assessore, è la migrazione per ragioni economiche. L’assessore ha ribadito l’importanza di salvaguardare il sistema SPRAR. Piana si è detto soddisfatto della risposta

Salvaguardare il marchio Agnesi. La produzione resti in Liguria

Alice Salvatore (Mov 5 Stelle) ha illustrato un’interrogazione, sottoscritta anche dai colleghi di gruppo Marco De Ferrari, Francesco Battistini, Andrea Melis, Gabriele Pisani, Fabio Tosi, in cui ha chiesto alla giunta di tutelare il marchio, il prodotto e i lavoratori dello stabilimento Agnesi di Imperia  e che una eventuale ricollocazione del sito  produttivo sia sempre in Liguria. Il consigliere ha ricordato che Agnesi è il più antico pastificio d’Italia, la cui nascita risale  al 1824, e che già nel 2014 era stata annunciata la cessazione della produzione della pasta con la conseguente chiusura dello stabilimento dove lavorano 150 persone.  «L’azionista principale non sembra seriamente intenzionato a impegnarsi per risollevare le sorti dell’Agnesi, se non preferendo alla storica produzione di pasta quella di  sughi per conto di altre aziende, che le venderebbero con un altro logo e non con lo storico marchio – ha concluso – e l’eventuale produzione alternativa verrebbe quasi certamente dislocata fuori regione o comunque in impianti diversi da quello Agnesi. In questo modo sarebbe assai improbabile ricollocare i lavoratori dello stabilimento imperiese».

Per la giunta ha risposto l’assessore allo sviluppo economico Edoardo Rixi, il quale ha sottolineato che dal 13 novembre scorso, data dell’ultimo incontro incentrato sui problemi della Agnesi e al quale hanno preso parte anche l’assessore al lavoro Berrino ed il sindaco di Imperia, non sono arrivate altre comunicazioni dall’azienda. Rixi ha ricordato che la Regione aveva messo in contatto la Agnesi con “LigurCapital” relativamente all’idea dell’azienda di diversificare la produzione, coinvolgendo imprese locali. Ma, secondo quanto detto dall’assessore,  dal 13 novembre si attendono riscontri da parte della Agnesi. Rixi ha rimarcato la volontà della Regione di sostenere il brand  legato al territorio regionale,  ma ha rimarcato che è necessaria la volontà e l’azione dell’azienda. «Siamo in attesa di un riscontro ad una nostra iniziativa di incontro», ha ribadito Rixi sottolineando che anche gli enti locali hanno sollecitato in tal senso la Agnesi.

Salvatore, nel sottolineare la necessità di agire affinchè l’azienda resti attiva sul territorio, ha anche  proposto che si vari una norma che eviti speculazioni edilizie nei siti industriali dismessi

 

Situazione dell’Ente Parco di Portofino

Luca Garibaldi (Pd) ha illustrato un’interpellanza relativa alla situazione del Parco di Portofino. In particolare il consigliere ha rimarcato che il Consiglio dell’Ente  è giunto a scadenza l’8 settembre 2015 e che, secondo la legge regionale, il Consiglio deve essere costituito con decreto del presidente della giunta regionale e deve essere composto  da quattro rappresentanti della Comunità del Parco e da un rappresentante della Regione Liguria. Garibaldi ha ricordato che nella deliberazione del 22 settembre, la giunta ha individuato il proprio rappresentante, i componenti della Comunità del Parco hanno individuato i propri rappresentanti il 7 ottobre  ed hanno indicato anche la loro preferenza per la figura del Presidente del Parco. Inoltre la prima commissione  consiliare, dopo  un primo rinvio, ha espresso il 19 ottobre 2015 parere favorevole sul nominativo proposto dalla Giunta regionale. Garibaldi ha aggiunto che il  Presidente della Giunta regionale ha provveduto a nominare il proprio rappresentante regionale con decreto il 26 ottobre 2015, a seguito della decadenza del Consiglio.  In tale decreto il Presidente della Giunta regionale ha assunto le responsabilità dell’organo decaduto. Garibaldi, infine, ha chiesto i motivi per cui non abbia proceduto entro i termini alla ricostituzione del Consiglio dell’Ente Parco e all’individuazione del Presidente.

Su mandato del presidente della giunta regionale, Giovanni Toti, ha risposto l’assessore alla comunicazione istituzionale, Ilaria Cavo, ricordando che la legge regionale prevede che il Presidente del Parco sia nominato con decreto del Presidente della Giunta regionale tra i componenti del Consiglio, all’atto della relativa nomina, sentita la Comunità del Parco.  Con nota del maggio 2015, la Regione ha richiesto alla Comunità di procedere alla designazione dei quattro componenti del Consiglio  di sua competenza, invitando al tempo stesso  a non anticipare alcuna indicazione sul nome del presidente del Parco. In una nota del 9 ottobre la Comunità comunicava oltre ai nominativi  dei suoi rappresentanti, anche la decisione di esprimere il parere non vincolante sulla nomina del Presidente, riportando  l’esito della votazione  segreta effettuata. La Regione ha formalmente designato il proprio rappresentante con Decreto del Presidente della giunta numero 47 del 26 ottobre. Con questo decreto il Presidente non ha assunto alcuna funzione, compito  o potere sostitutivo nei confronti dell’Ente parco. A tal proposito Cavo ha evidenziato che ai sensi dello statuto la gestione dell’Ente Parco è affidata in via esclusiva al direttore a cui spetta l’adozione degli atti e provvedimenti  amministrativi, compresi tutti gli atti che impegnano l’Ente verso l’esterno, nonché la gestione finanziaria tecnica  e amministrativa mediante autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane strumentali e di controllo. Il direttore è responsabile in via esclusiva  dell’attività amministrativa, della gestione  e dei relativi risultati”. Cavo ha quindi ribadito: «Si ritiene che  l’attività dell’Ente, quindi, non sia impedita dall’assenza temporanea dell’organo Consiglio  e del Presidente».

Garibaldi ha ribadito che a suo avviso non ci sono motivi che impediscano la nomina del presidente del Parco e che la mancata nomina ha semmai un significato politico.

 

Sbloccare il cantiere per l’autosilos all’ospedale San Martino di Genova

Matteo Rosso (Fratelli d’Italia-An) ha presentato un’interrogazione con cui ha chiesto alla giunta di intervenire per sbloccare i lavori per realizzare il parcheggio sotterraneo presso l’ospedale San Martino di Genova. «I lavori – ha ricordato Rosso – sono iniziati nel 2007 e prevedevano la realizzazione di un silos da 420 posti auto ma, ad oggi, tutto è bloccato.  Lo stop ai lavori ha lasciato un’enorme voragine che occupa uno spazio vastissimo e ciò comporta forti disagi e rende arduo trovare posteggio nei pressi dell’ospedale». In aula il consigliere ha ribadito il disagio ormai decennale che devono subire i pazienti e il personale sanitario che ogni giorno raggiungono il san Martino mostrando le foto del cantiere sistematicamente allagato in caso di piogge.

Per la giunta ha risposto l’assessore Scajola su mandato dell’assessore alle Infrastrutture Giampedrone. Scajola ha ribadito che la competenza per «questa vicenda vergognosa» e del Comune di Genova e ha ricostruito l’iter del progetto, finanziato dalla Regione con 2 milioni e 270 mila euro (il 70% della cifra verrà recuperato in 25 dall’inizio della gestione), a fronte di un costo complessivo di 10 milioni di euro. Il Comune aveva stipulato una concessione con la società Saba spa e l’avvio dei lavori, dopo ripetute proroghe, risale al giugno 2007: a seguito dell’avvio era stata erogata una prima quota di 681 mila euro, le successive rate «verranno erogate al Comune al raggiungimento del 50% dei lavori e alla conclusione dei lavori». Tuttavia – ha aggiunto Scajola – il cantiere è fermo da 2012 per problemi di natura tecnica e amministrativa, «il Comune ha chiesto una ulteriore proroga, al momento non concessa, a causa dell’incertezza della situazione che tuttavia pare in evoluzione perché da recenti contatti con il Comune risulta che la Concessionaria abbia rescisso il contratto con l’impresa costruttrice per procedere ad un nuovo appalto e concludere i lavori». Scajola ha assicurato che solo se verrà fornita una tempistica certa sulla conclusione dei lavori la «Regione valuterà se concedere la proroga richiesta. In caso contrario dovrà essere avviata la procedura di revoca del finanziamento e il recupero della somma già erogata».

Rosso ha ringraziato l’assessore dei dati che ha fornito e si è dichiarato sconcertato per la cifra già spesa finora per un cantiere fermo da tre anni.

 

Mettere in sicurezza il Rio Maggio, nel Comune di Arcola (SP)

Francesco Battistini (Mov 5 Stelle) ha illustrato un’interrogazione, sottoscritta anche dai colleghi di gruppo Marco De Ferrari, Alice Salvatore , Andrea Melis, Gabriele Pisani, Fabio Tosi,  per chiedere alla giunta se il Comune di Arcola, nella cui competenza territoriale ricade il tratto terminale del Rio Maggio (che scorre parallelo alla strada provinciale 331 nel tratto fra Lerici e la strada SS432 fra Arcola e Ameglia), abbia mai comunicato alla Regione  o alla Protezione Civile «lo stato di assoluto degrado in cui versa questo corso d’acqua e le strutture edili che in un qualche modo vi gravitano». Il consigliere ha domandato, inoltre, di intervenire affinché il Rio Maggio e la popolazione che risiede nella zona siano messi in sicurezza ricordando che l’abitato, nel tratto a monte, ricade in “Zona Rossa” cioè ad elevato rischio idraulico. Il consigliere ha ricordato che lo straripamento del fiume già nel 2010 aveva provocato l’allagamento di Romito Magra (SP): «Il Rio Maggio nel tratto terminale, che attraversa la parte più densamente popolata della frazione di Romito Magra, – ha aggiunto – scorre tombinato sino quasi alla foce con il fiume Magra e la tombinatura è stata realizzata con travicelli e pignatte in laterizio armate con una armatura leggera in ferro. Ho verificato personalmente – ha concluso – che l’alveo del rio Maggio non è adeguatamente manutenuto e sono presenti numerosi detriti naturali anche di grandi dimensioni e rifiuti. Anche nella parte tombinata si evince una situazione manutentiva di assoluta incuria».

Per la giunta ha risposto l’assessore Scajola su mandato dell’assessore alla Difesa del suolo Giacomo Giampedrone. L’assessore ha precisato che il degrado  del tratto terminale del fiume è legato alla necessità di una manutenzione che compete al Comune. Alcuni contributi sono stati erogati negli anni dalla Provincia della Spezia mentre i contributi del 2015 saranno oggetto della programmazione regionale. Il degrado della parte tombinata  è di competenza – ha aggiunto l’assessore – dei proprietari frontisti o dei concessionari. Il progetto preliminare di un canale scolmatore a Romito Magra, redatto  nel 2008 da Comune di Arcola, è stato inserito fra gli interventi ammissibili al piano triennale degli interventi in difesa del suolo ma – ha spiegato – non ha copertura finanziaria perché le scarse risorse disponibili sono state indirizzate alla messa in sicurezza del Magra. L’adeguamento del tratto terminale del rio, infine, è inserito nella progettazione preliminare elaborata dalla provincia della Spezia per adeguare gli argini del Magra a Romito.

Battistini ha chiesto la documentazione cartacea e si è riservato di verificare, insieme ai membri del comitato sorto nella zona,  e valutare nel merito quanto sarà realizzato ribadendo l’urgenza degli interventi a protezione del centro abitato

Attivare un liceo musicale presso il Liceo Statale “Giordano Bruno” di Albenga.

Angelo Vaccarezza (Forza Italia) attraverso un’interrogazione ha chiesto alla giunta di modificare il dimensionamento delle rete scolastica, assegnando alla provincia di Savona un liceo musicale nel Liceo Statale “Giordano Bruno” di Albenga già dall’anno 2016/2017. Questa collocazione, secondo Vaccarezza, «andrebbe incontro alla necessità assoluta di avere nel ponente ligure un indirizzo musicale andando a riequilibrare il rapporto tra  domanda e offerta formativa nell’intero territorio della Liguria, in modo tale da dare una risposta agli studenti che saranno altrimenti costretti a lunghe trasferte per usufruire dell’indirizzo». Il consigliere ha ricordato che la deliberazione del Consiglio provinciale di Savona sul “Piano di dimensionamento della rete scolastica. Piano dell’offerta formativa” aveva respinto la richiesta di attivazione dell’indirizzo musicale inoltrata dal Liceo Statale “Giordano Bruno” di Albenga, perché non era coerente con le linee guida espresse in Regione e ha rilevato che il Settore Sistema Scolastico – Educativo Regionale – con una nota dell’1 ottobre 2015 ha invitato le amministrazioni provinciali a programmare eventuali interventi di modifica agli attuali Piani solo se si configurano come strettamente necessari rinviando sostanziali modifiche alla primavera 2016 per rendere possibile il confronto fra gli enti locali e le esigenze espresse dai territori.

Per la giunta ha risposto l’assessore alla scuola Ilaria Cavo: «Recepisco le sollecitazioni che arrivano dal consigliere Vaccarezza, però questa richiesta si inquadra inevitabilmente nella scelta di fondo di questa Amministrazione che è stata quella per l’anno scolastico 2016-2017 di non prevedere dei mutamenti sostanziali sia al dimensionamento della rete scolastica, sia al Piano dell’offerta formativa, un indirizzo concordato con la Direzione regionale scolastica».  Cavo ha quindi annunciato una delibera che poi verrà esaminata dal Consiglio regionale che recepirà le decisioni delle varie Province ricordando che la Provincia di Savona ha già respinto la richiesta avanzata dal Comune di Albenga di aprire il liceo musicale. «Noi sicuramente recepiremo, insieme a quella delle altre Province, la posizione della Provincia di Savona tuttavia,  poiché è innegabile che la presenza di un liceo possa essere importante in quella zona proprio perché c’è una carenza di offerta formativa da questo punto di vista, non ci precludiamo  la possibilità, sicuramente per l’anno 2017-2018 di attivare un percorso con l’Ufficio regionale scolastico per arrivare a percorrere questa possibilità». Secondo l’assessore questa volontà potrà essere manifestata dal Consiglio regionale quando la delibera sul dimensionamento scolastico  verrà esaminata dall’Assemblea: «Ribadisco sicuramente l’impegno, a partire dal prossimo anno scolastico di puntare su questa apertura senza escludere una riproposizione del tema nel caso in cui da questo Consiglio arrivasse una richiesta forte, perché già nell’immediato si possa riaprire il discorso con l’Ufficio regionale scolastico».

Vaccarezza si è impegnato a riproporre la questione, accogliendo la proposta dell’assessore, e ha auspicato una soluzione condivisa e arrivare presto a costituire il liceo musicale ad Albenga.

 

Riprendere alla Spezia gli esami abilitanti per autotrasportatori

Stefania Pucciarelli (Lega Nord Liguria-Salvini) ha presentato un’interrogazione rilevando che dal dicembre 2013 nella Provincia di La Spezia, non sono stati più organizzati esami per l’accesso alla professione di autotrasportatore di merci e persone e  «tale carenza, nonostante le ripetute sollecitazioni delle associazioni datoriali, sta causando un grave danno economico ad alcune aziende di autotrasporto. La normativa in materia impone un esame per l’ottenimento della capacità professionale che alla Spezia – ha spiegato – non si organizza da anni. Alcune Province italiane sono riuscite ad assicurare sessioni annuali, mentre altre hanno stipulato convenzioni con associazioni o privati per l’organizzazione dell’esame, delegandone la funzione con la supervisione dei funzionari dell’Ente». Pucciarelli, quindi, ha chiesto alla giunta di intervenire «per porre fine a questa situazione di inadempimento soprattutto nei confronti di disoccupati ed imprenditori che vorrebbero qualificarsi nel settore dei trasporti».

L’assessore ai trasporti, Gianni Berrino ha spiegato che la competenza  in materia è esclusivamente provinciale, ma , poiché non si effettuano più esami dal 2013  «non si può più tollerare questa situazione». E’ stato quindi chiesto dalla Regione alla Provincia della Spezia di convocare una sessione di esami, in particolare l’assessore ha scritto una nota al presidente della Provincia spezzina. Berrino ha rimarcato che le cose, invece, procedono finora regolarmente nelle altre province liguri: «Spero – ha concluso – che mi si dica che sarà fissata al più presto una nuova sessione di esami alla Spezia».

Pucciarelli si è detta molto soddisfatta della risposta dell’assessore, ma non del comportamento della provincia spezzina.

Più fondi all’ Istituto Giannina Gaslini di Genova

Marco De Ferrari (Mov 5 Stelle) ha illustrato un’interrogazione, sottoscritta anche dai colleghi di gruppo Alice Salvatore, Francesco Battistini, Andrea Melis, Gabriele Pisani, Fabio Tosi, in cui ha chiesto alla giunta di ripristinare il contributo regionale di due milioni di euro, tolti dall’amministrazione regionale precedente, e di intervenire nei confronti del Governo per dare un maggiore sostegno economico all’ospedale Gaslini. Il consigliere ha aggiunto: «Si rileva il divario sempre più marcato dei finanziamenti governativi ottenuti dal polo pediatrico genovese, rispetto ad altri ospedali pediatrici nazionali. Fino ad oggi il Gaslini ha ottenuto – ha aggiunto – solo due milioni di euro mentre l’introduzione del finanziamento da due milioni di euro dello Stato al Gaslini è servito alla Regione Liguria per tagliare di analogo importo il contributo regionale». De Ferrari ha ricordato che i parlamentari liguri, lo scorso novembre, hanno presentato un emendamento alla Legge di Stabilità per incrementare le esigue risorse destinate all’ospedale Gaslini grazie al quale l’ospedale  otterrà, per il 2016, finanziamenti extra per tre milioni di euro cioè  meno rispetto ai cinque milioni di euro che la struttura ospedaliera auspicava di ricevere.

Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità Sonia Viale che ha ricordato il contributo statale straordinario a favore dell’Istituto Gaslini di 2 milioni di euro previsto nella Legge di Stabilità per gli anni 2015-2016 e ha sottolineato gli sforzi compiuti dalla giunta attuale per incrementare il contributo statale. Il fondo statale con la legge di stabilità 2016 ammonterà a 3 milioni; per il 2017 e 2018 il contributo sarà di 2 milioni, per attestarsi a 1 milione a partire dal 2019. Viale ha auspicato che questo contributo, ormai fisso, venga incrementato in futuro. L’assessore ha, infine, spiegato, che «nel tavolo interregionale della mobilità sanitaria è stato ottenuto il riconoscimento di una valorizzazione aggiuntiva per le prestazioni di alta complessità effettuate dagli ospedali monospecialistici pediatrici» e ha ricordato l’accordo sottoscritto fra Gaslini e il Buzzi di Milano che prevede un stretta collaborazione in area pediatrica.

De Ferrari ha ribadito la necessità di ripristinare anche fondi regionali destinati anche all’assunzione a tempo indeterminato dei precari.

 Costi del treno diretto Genova – Milano  

Marco De Ferrari (Mov 5 Stelle) ha illustrato un’interrogazione, sottoscritta anche dai colleghi di gruppo Alice Salvatore, Francesco Battistini, Andrea Melis, Gabriele Pisani, Fabio Tosi, con cui ha chiesto alla giunta i dettagli dell’accordo stipulato dalla Regione con Trenord, i costi sostenuti dalla Regione Liguria e le spese sostenute dal’amministrazione  per il viaggio dimostrativo inaugurale del treno Genova – Milano del 28 dicembre scorso. Il consigliere ha ricordato che l’accordo prevede tre “nuove” coppie di treno “veloce” che collegherebbero Genova a Milano «secondo i primi annunci del Presidente Toti, in un’ora senza fermate intermedie. Tuttavia – ha dichiarato De Ferrari  – il tempo di percorrenza annunciato dal Presidente si è tramutato da un’ora a un’ora e trenta minuti, proprio come gli attuali Intercity e impiega più del “Thello” che corre in un’ora e 27 minuti, effettuando fermate  a Voghera e Pavia».

Per la giunta ha risposto l’assessore ai trasporti Gianni Berrino ha innanzitutto chiarito che la Regione non ha speso nulla per il viaggio di prova lungo la tratta Genova-Milano Ha anche detto che sono stati focalizzati diversi aspetti di carattere tecnico, primo fra tutti quello riguardante tre punti della tratta, dove la velocità massima, nelle condizioni attuali, non riesce a superare i 60 chilometri orari, a fronte dei 100 che sarebbero necessari per coprire la distanza Genova- Milano in un’ora.  Berrino ha detto che a fronte di questa situazione, Liguria e Lombardia hanno evidenziato la questione a Rfi, affinché si attivi per trovare le necessarie soluzioni. Nel contempo – ha ribadito l’assessore – il presidenti delle due giunte regionali, hanno già evidenziato al governo l’importanza del collegamento diretto tra le due città, che necessita di fondi e la cui valenza supera i confini regionali e interregionali.

De Ferrari ha detto che, visto la situazione, meglio sarebbe concentrare l’attenzione su altre tratte più utilizzate, quali, ad esempio, la Milano-Sestri Levante.e Milano-Ventimiglia.

Rischio “Bail in” in Liguria  

Andrea Melis (Movimento 5 Stelle) con un’interrogazione, sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo, Alice Salvatore, Gabriele Pisani, Marco De Ferrari, Francesco Battistini e Fabio Tosi ha ricordato che il 22 novembre scorso il consiglio dei ministri, ha dato soluzione alla crisi di quattro banche in amministrazione straordinaria, con un decreto-legge entrato in vigore il successivo 23 novembre.  Melis ricorda che il decreto ha anticipato l’entrata in vigore della direttiva dell’Unione europea  e del Consiglio, del 15 maggio 2014 che «non prevede alcuna forma di finanziamento o supporto pubblico alle banche in risoluzione o al Fondo Nazionale di Risoluzione» in quanto il costo del salvataggio dovrebbe essere totalmente assorbito dalle azioni e dalle emissioni obbligazionarie subordinate che sono state “azzerate”. Procedura conosciuta con il termine di “Bail in” che prevede di far assorbire il costo del salvataggio ai creditori meno garantiti. Melis ha chiesto, quindi, alla giunta se si stia monitorando la situazione economica di Carige , alla luce del fatto che in caso di procedura di bail-in «il rischio di azzeramento dei titoli azionari ed obbligazionari subordinati potrebbe avere riflessi probabilmente devastanti sull’economa della regione e sui risparmiatori». Il consigliere ha chiesto, inoltre, se gli strumenti della Regione possano garantire una vigilanza adeguata  sulla situazione dell’ Istituto Carige per prevenire eventuali procedure di risanamento.

Per la giunta ha risposto l’assessore alla tutela dei consumatori Gianni Berrino il quale ha spiegato che la normativa attuale non attribuisce ruoli di verifica e controllo alle Regioni per quanto riguarda il sistema bancario ma la Regione, nel marzo 2012 con una apposita legge ha definito le proprie competenze nella tutela del consumatore demandando alla specifica Consulta, dove sono rappresentate tutte le associazioni del settore riconosciute dalla Regione, le problematiche sollevate dal consigliere.

Investimenti per rilanciare la Bombardier di Vado Ligure

Andrea Melis (Mov 5 Stelle) ha illustrato un’interrogazione, sottoscritta anche dai colleghi di gruppo Alice Salvatore, Francesco Battistini, Marco De Ferrari, Gabriele Pisani, Fabio Tosi, con cui ha chiesto alla giunta di intervenire per risolvere la crisi occupazionale dell’azienda Bombardier, la società che opera  nel settore elettro-meccanico e opera nella progettazione e costruzione di treni, tram, rotabili ferroviari, impianti di segnalamento e sicurezza. Il consigliere ha ricordato il protocollo di intesa siglato fra l’azienda e l’ente con il quale la Regione Liguria si era impegnata a sostenere la ricerca e l’innovazione tecnologica individuati dalla Bombardier Transportation Italy attraverso i Fondi UE Por-Fesr 2014 – 2020. «Tuttavia all’interno dell’azienda, attualmente, si profilano altri ricorsi agli ammortizzatori sociali per almeno settanta operai – ha spiegato – mentre quelli attualmente in cassa nello stabilimento sono una ottantina su seicento in servizio» mentre si attende  la firma dell’accordo di programma per lanciare investimenti per almeno 9 milioni di euro, compresi i 6,5 stanziati dalla Regione.

Per la giunta ha risposto l’assessore allo sviluppo economico Edoardo Rixi

Il quale ha ricordati che è stata approvata dalla giunta regionale una delibera dove sono previsti 6,5 milioni di euro dei Fondi Por Fers 2014-2020 destinati all’azienda la realizzazione di un elettrotreno a due piani (Omneo) a potenza distribuita con caratteristiche innovative che prevede investimenti complessivi dell’azienda per 20 milioni di euro. Rixi ha ribadito l’impegno della Regione per sostenere l’azienda leader del settore: «Pensiamo di avere fatto un buon lavoro ora si tratta di capire – ha concluso  – quali sono le decisioni e le prospettive dell’azienda» Melis si è dichiarato soddisfatto

Riunire il Tavolo della Legalità

Alice Salvatore (Movimento 5 Stelle) con un’interrogazione sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo, Marco De Ferrari, Francesco Battistini, Fabio Tosi, Andrea Melis e Gabriele Pisani ha chiesto alla giunta quando sia in programma  la convocazione del “Tavolo della Legalità per la Liguria”. Il consigliere ricorda che il Tavolo è  stato  istituito con la legge numero 7 del 5 marzo 2012, al fine di  «condivisione e confronto tra esponenti della società ligure sui temi del contrasto alla criminalità organizzata, della sua prevenzione e della promozione della cultura della legalità». Ma Salvatore sottolinea che ad oggi non risulta sia stato ancora convocato.

L’assessore alla sicurezza, Sonia Viale ha innanzitutto puntualizzato che il tavolo deve essere assolutamente convocato, pertanto la Regione, insieme all’Università di Genova, che ne fa parte insieme a molti altri organismi ed associazioni,  hanno deciso di individuare come data utile per un primo incontro il  19 o il 20 di febbraio. L’incontro è stato fissato anche se tre dei differenti organismi che ne fanno parte non hanno ancora provveduto a rinnovare i  rappresentanti. Questi ultimi hanno ignorato le richieste dell’assessorato che ha provveduto il 28 settembre a sollecitare i differenti organismi e le differenti associazioni a procedere al rinnovo. Hanno fatto seguito altri solleciti agli inadempienti, l’ultimo dei quali è del 17 dicembre scorso che, però, come detto non ha ottenuto esito da parte di tre degli organismi interessati.«Ho ritenuto di dovere comunque avviare i lavori» ha ribadito Viale che, come anticipato, ha fissato un primo incontro. L’assessore ha rimarcato l’importanza del Tavolo nell’azione contro le infiltrazioni mafiose per una regione che rifiuta con forza  ogni condizionamento illegale.

Salvatore ha auspicato che i tre organismi inadempienti si affrettino ad individuare i loro rappresentanti velocemente in “corso d’opera”.

Consulta regionale per l’emigrazione ed il frontalierato

Giovanni Pastorino (Rete a Sinistra) ha illustrato un’interpellanza con la quale ha chiesto alla giunta perché non procedere al rinnovo della Consulta regionale per l’emigrazione e per quale ragione la Regione non si adoperi, anche attraverso i Parlamentari liguri, affinché si possa rinnovare la convenzione Italo – Monegasca. Pastorino ha rilevato che la  Regione affronta i temi complessi come l’emigrazione ed il frontalierato, con uno strumento legislativo, la legge regionale 27 del 1993, non più adeguato ai fenomeni attuali e ha sottolineato che nella passata Legislatura, la Consulta regionale ligure per l’emigrazione, è stata convocata solo due volte, nei primi due anni, a fronte di una convocazione che doveva essere quantomeno annuale. La Consulta aveva, inoltre, elaborato un disegno di legge nel 2012 che, secondo Pastorino, avrebbe dotato la Liguria di uno strumento legislativo dove il tema dei frontalieri veniva affrontato in modo più approfondito, riconoscendo al settore specifiche peculiarità, Pastorino ha, quindi evidenziato i problemi dei lavoratori che operano nel Principato di Monaco che, non essendo Paese comunitario, regola il fenomeno con trattati stipulati con gli altri Paesi europei. La convenzione Italo – Monegasca  – ha puntualizzato –  è scaduta da 30 anni «e per questo motivo i nostri connazionali che lavorano in quello Stato sono trattati come lavoratori di serie B».

Per la giunta ha risposto l’assessore all’emigrazione Sonia Viale la quale ha spiegato che la legge è un valido strumento per l’associazionismo ma è superata rispetto alle nuove esigenze dell’emigrazione; l’assessore ha annunciato che gli uffici stanno predisponendo un nuovo testo base che verrà sottoposto all’esame al Consiglio regionale. Viale ha poi ricordato l’iniziativa assunta dal presidente Toti e dal ministro Franceschini di trasferire a Genova il museo nazionale dell’emigrazione. «Per quanto riguarda la nomina della Consulta emigrazione – ha concluso – mi impegno sempre nel 2016 ad avviare la designazione della Consulta emigrazione, che effettivamente è stata negli ultimi anni trascurata da parte di chi mi ha preceduta. La delega sulla Convenzione italo-monegasca, è del collega assessore Scajola, che sta seguendo la tematica in particolare con tutta la zona al confine italo-francese. Con la comunità ha avviato nel tempo dei contatti e sicuramente l’impegno sarà comune per richiedere ai parlamentari liguri il rinnovo di una Convenzione ritenuta anche da noi importante».

Pastorino, dopo avere ricordato che esiste un disegno di legge dell’attuale giunta in materia, si è augurato che il nuovo testo non venga dimenticato come era accaduto per il disegno di legge predisposto nel 2012 dalla precedente amministrazione.

 Solidarietà al pensionato aggredito al casello di Bolzaneto

Approvato all’unanimità un ordine del giorno, sottoscritto da tutti i gruppi, in cui viene condannata l’aggressione ad un pensionato, da parte di alcuni nomadi sinti, avvenuta il 6 gennaio scorso al casello di Genova Bolzaneto. Nel documento si impegna la giunta “a condannare fermamente l’episodio violento e situazioni analoghe, a continuare a diffondere in tutta la Liguria la cultura della legalità e della giustizia”. Rilevando che i successivi controlli effettuati dalle forze dell’ordine nel vicino campo nomadi avevano subìto intralci, attraverso l’ordine del giorno il Consiglio e la Giunta manifestano “piena e convinta solidarietà ai militari e agli appartenenti alle forze dell’ordine che devono fronteggiare, sempre più frequentemente anche situazioni di scarso rispetto dell’Autorità e di scarsa collaborazione da parte di determinati individui”.

 

Intervenire nel contenzioso Marina Militare- ACAM e tutelare i lavoratori dell’Azienda

Stefania Pucciarelli (Lega Nord Liguria-Salvini) ha presentato un’interrogazione in cui ha rilevato che la Marina Militare Italiana avrebbe un debito insoluto, pari a circa cinque milioni di euro, con ACAM e che «la mancata estinzione del debito renderebbe, per l’anno in corso, difficile per l’azienda erogare regolarmente la tredicesima ai dipendenti. In assenza di un impegno concreto del Ministero della Difesa – ha aggiunto –  difficilmente si potrebbe sperare in una rapida risoluzione della situazione e ciò porterebbe una mancanza di liquidità di ACAM mentre compito della politica regionale è tutelare i lavoratori e le lavoratrici che operano sul nostro territorio». Pucciarelli, quindi, ha chiesto alla giunta se questo debito esista davvero e, in questo caso, di intervenire per risolvere il contenzioso tra ministero e ACAM.

Per la giunta ha risposto il presidente della Giunta Toti  il quale ha annunciato di avere ricevuto assicurazioni dai vertici di Acam che le tredicesime dei dipendenti saranno pagate nelle prossime ore, grazie ad un primo versamento di 2 milioni di euro deliberato dal Ministero della difesa. Toti ha, quindi, annunciato, sottolineando che il ministro della difesa è ligure, che contatterà personalmente il responsabile del dicastero Roberta Pinotti affinché sia avviato un percorso  per saldare tutti i debiti vantati dal Acam rispetto al ministero e ha invitato il Consiglio regionale ad assumere iniziative per sollecitare il pagamento del debito.

Pucciarelli si è dichiarata soddisfatta dell’interessamento del presidente ma ha stigmatizzato la morosità del  ministero.

 Assenti: De Vincenzi, Giampedrone e Tosi.

Testo a cura dell’Uffico stampa di Regione Liguria

Palazzo Regione Liguria in via Fieschi

Palazzo Regione Liguria in via Fieschi

 

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