Published On: Lun, Ago 29th, 2016

4 cose da sapere sulla cessione del quinto dello stipendio

Il prestito con cessione del quinto dello stipendio è un’importante tipologia di prodotto creditizio che non tutti i gli italiani conoscono bene. Ecco quindi un articolo in 4 punti che riassume tutte le cose fondamentali da sapere sulla cessione del quinto dello stipendio, scritto con l’aiuto degli esperti di finanziamenti del comparatore online SuperMoney.

1. Cessione del quinto dello stipendio: di cosa si tratta?

Il prestito con cessione del quinto dello stipendio è una forma di finanziamento personale che consente di ottenere una somma in prestito, da restituire attraverso l’addebito della rata mensile direttamente in busta paga. Il termine “cessione”, infatti, sta a indicare il prelievo diretto che viene effettuato sul tuo stipendio, mentre l’espressione “del quinto” serve a specificare il limite massimo della rata di rimborso, che generalmente non può superare un quinto del tuo stipendio netto.

L’importo massimo erogabile che un finanziamento con cessione del quinto può erogare è legato all’ammontare del tuo salario, al TFR e alla tua anzianità lavorativa. Infatti, più aumentano queste tre variabili, più hai possibilità di ricevere somme elevate. Se hai bisogno di somme maggiori a quelle che una normale cessione del quinto può erogarti, in certi casi, le banche ti permetto di elevare l’importo della rata di rimborso fino ad un massimo di due quinti dello stipendio, sempre che il totale non superi 40% del reddito.

2. Chi può beneficiare della cessione del quinto?

La cessione del quinto dello stipendio è una tipologia di finanziamento che si rivolge ovviamente ai lavori dipendenti, ovvero a quelle persone che possono presentare la propria busta paga come garanzia. Possono beneficiarne i dipendenti pubblici statali e i dipendenti privati con contratto a tempo indeterminato e con una certa anzianità di lavoro.

Se sei un lavoratore con contratto a tempo determinato è più complicato, ma puoi accedervi se il tuo contratto non duri meno della durata del prestito. Un lavoratore autonomo, invece, può accedere solo con molte difficoltà a un prestito con cessione del quinto dello stipendio.

3. Quali garanzie servono?

Se richiedi un prestito con cessione del quinto dello stipendio, ti vengono richieste principalmente due garanzie:

  • l’ammontare del TFR maturato;
  • la tua busta paga mensile.

Questi due documenti sono sufficienti per permettere alla banca di analizzare la tua situazione e ritenere che tu possa o meno rimborsare il prestito senza grossi problemi. Trattandosi, in ogni caso, di un prelievo diretto dallo stipendio, il rischio di insolvenza è ridotto a zero.

Inoltre, è obbligatorio stipulare una doppia assicurazione sul credito, che ti tuteli dal rischio che tu perda il lavoro oppure che tu abbia problemi fisici (fino alla morte) e quindi non possa più rimborsare il prestito.

Infine, dovrai anche richiedere il consenso dell’azienda presso a quale lavori, poiché questa si impegnerà a rimborsare il tuo prestito prelevandolo dal tuo stipendio.

4. Quali voci di spesa compongono il prestito?

Esistono diverse voci di spesa per la cessione del quinto dello stipendio e sono quelle tipiche di un finanziamento personale:

  • le spese di istruttoria: servono a coprire i costi di valutazione e gestione della domanda di finanziamento. Nei prestiti con cessione del quinto vengono solitamente versate in un’unica soluzione, al momento dell’erogazione del prestito;
  • le spese assicurative: ovvero il costo delle assicurazioni obbligatorie da stipulare sul credito;
  • le commissioni bancarie: alcuni Istituti ti richiedono anche le cosiddette commissioni bancarie, ovvero dei costi che devono affrontare per erogarti il prestito.
  • il TAN, Tasso Annuo Nominale: : rappresenta il tasso di interesse, espresso in percentuale e su base annua, applicato all’importo lordo del finanziamento. Viene utilizzato per calcolare l’ammontare del finanziamento netto. Nel calcolo del TAN non rientrano le spese accessorie elencate prima oppure le eventuali provvigioni da riconoscere ad eventuali intermediari;
  • il TAEG, Tasso Annuo Effettivo Globale: si tratta di una misura, espressa in termini percentuali e su base annua, del costo complessivo del finanziamento. Diversamente dal TAN, il TAEG comprende tutte le spese accessorie che abbiamo elencato sopra. L’unica eccezione riguarda le spese assicurative, che possono essere discrezionalmente escluse dal calcolo del TAEG.

Fai sempre molta attenzione al TAN e al TAEG: non possono superare determinate soglie, che sono periodicamente determinate dalla Banca d’Italia, altrimenti rischi di essere vittima di usura bancaria.

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