Pubblicato il: mar, Apr 18th, 2017

60.000 turisti sul treno Cinque Terre Express a Pasqua. Genova? E’ morta

Ottimi risultati di presenze turistiche in tutta la Liguria. In particolare, nel Levante, sono in crescita sia il Tigullio sia la costa tra Moneglia e Portovenere, con almeno 60.000 turisti che hanno utilizzato il Cinque Terre Express (ma poi ci sono i traghetti dal Tigullio e da La Spezia, e le auto e i camper, oltre ai fanatici del trekking, partiti a piedi da Framura o Spezia, e oltre ai cicloturisti (che hanno dati sempre in crescita).

La cifra di 60.000 viaggiatori su treno è molto alta, se pensiamo che a Capri sono arrivate “soltanto” 40000 persone nelle festività pasquali. Chi avrebbe detto che Vernazza potesse eguagliare o superare Capri e Portofino solo 20 anni fa?
Il dato può incoraggiare le aree che intendono sviluppare il proprio turismo, come quella compresa tra Sestri Levante e Levanto (Baie del Levante).
“Sono molto soddisfatto del bilancio di questo ponte pasquale che ha dimostrato l’efficacia del servizio Cinque Terre Express e dell’assistenza a terra, disposta da Trenitalia, nelle stazioni dei borghi, superando brillantemente un impegnativo test: i  46 treni aggiuntivi che garantiscono un collegamento Levanto-La Spezia ogni mezz’ora, dalle 7.55 alle 20.10, per un totale di 99 convogli sulla tratta, hanno consentito a residenti e turisti di potersi muovere senza disagi, in questo fine settimana che ha visto le nostre Riviere prese letteralmente d’assalto da migliaia di visitatori. Solo nella giornata di venerdì sono stati 15mila i trasportati nella tratta delle Cinque Terre: nei giorni successivi sono cresciuti per un totale stimato di almeno 60mila persone. Da quanto ho potuto apprendere dalla stampa locale, inoltre, noto con piacere che finalmente i benefici del Cinque Terre Express siano riconosciuti anche dai pendolari, dai residenti e dagli operatori, che apprezzano la frequenza del servizio: con un treno ogni 30 minuti, anche in questi giorni di altissima affluenza nei borghi, è stato possibile evitare l’effetto-ingorgo nelle stazioni, garantendo ai turisti e non solo di potersi spostare con adeguata velocità, da e per le Cinque Terre”.  Lo dichiara l’assessore regionale al Turismo e ai Trasporti Gianni Berrino commentando la situazione dei trasporti ferroviari nelle Cinque Terre, tenuti sotto costante monitoraggio nel week end di Pasqua.

GENOVA, UNA DISPERAZIONE ECONOMICA, TURISTICA, DEMOGRAFICA
Diversa la situazione di Genova. Come scriviamo da anni, Genova NON è una città turistica. L’idea, molto balzana, attivata come scoperta dell’acqua calda a partire dalla Giunta Provinciale e poi da quella Comunale della ex sindaca Marta Vincenzi, è stata un fiasco, salvato solo in parte dai numeri dell’Acquario. Genova come capitale turistica ha pure il difetto di sottrarre forza all’income nelle Riviere, e ha l’orrore di aver condannato Genova a inseguire una chimera per decenni -raddoppiando gli errori con la costruzione di grandi cattedrali nel deserto come Erzelli e le aree commerciali di Campi, (e anche il “Fronte mare” di Renzo Piano, per quanto rinfichito dall’inglese Blueprint o Waterfront, ci sembra soprattutto fuffa cementizia, che bypassa ed elude il tema centrale che è invece il rilancio del porto, di cui è condizione obbligatoria la realizzazione del Terzo Valico ferroviario per merci e del passante autostradale “Gronda del ponente”, fantasmizzata da quasi 40 anni.

Anche per il Blueprint (nome che richiama un concorso fallito) c’è lo stesso peccato capitale: fregarsene delle leggi economiche e delle priorità, e puntare tutto sulla chimera turistica e sull’antipatia dei caciccati politici (il segmento regressista del Pd, ma anche di alcune sue controparti) per lo sviluppo di ricchezza e lavoro. Preferiscono lo sviluppo del “sociale”… Con quali risultati, ognun lo vede.
“Politici” che de facto sono contro le infrastrutture sacrosante, perché “contrari al cemento”, ma che poi sono gli stessi che hanno fatto costruire magna cum laude cemento su cemento al posto delle fabbriche.
E’ logico che costoro non abbiano nemmeno saputo ipotizzare al come passare dalla fine dell’epoca ricca della grande industria metalmeccanica, a un’era postindustriale, ma ugualmente manifatturiera e produttiva.

Anche l’hi tech andava pensato in funzione dei posti di lavoro creati: Erzelli e l’IIT sono nate come aree di ricerca solipsistica (pipparolistica, direbbero a Roma). La robotica? E’ un’ottima idea, ma andrebbe accompagnata dalla costruzione di una filiera industriale come quella emiliana, dove i robot vengono:
a) costruiti;
b) venduti nelle fabbriche automatizzate di tutto il mondo.

Invece i geni che hanno progettato la Genova del futuro sognavano in chiave professorale e non economica; pensavano più alla fantascienza che alla mancanza di lavoro delle masse (di cui ai garantiti non frega molto, se non -molto- a parole). Sognavano Blade Runner oppure A.I. di Spielberg (e invece hanno prodotto degli AHI per niente artificiali).
Quindi: popolazione in calo mostruoso; mentre le socialité non sono in grado di gestire la società (basti pensare alla prostituzione e spaccio che si svolgono senza alcun problema a meno di 100 metri dalla sede del Comune, oppure alle puttane schierate in pieno giorno sulle sdraio in piena città (e non più solo nei vicoli, dove il fenomeno è storico).

Genova come città d’arte e come capitale del turismo mondiale non è pervenuta, tra le prime dieci città italiane meta di turismo. Il turismo nelle città italiane ha infatti avuto, a Pasqua 2017, questi dati:

  1. Roma (prima nel 2016)
  2. Milano (terza nel 2016)
  3. Venezia (seconda nel 2016)
  4. Napoli (quarta nel 2016)
  5. Palermo (nona nel 2016)
  6. Catania (settima nel 2016)
  7. Pisa (sesta nel 2016)
  8. Firenze (quinta nel 2016)
  9. Bologna (ottava nel 2016)
  10. Bari (decima nel 2016)

E’ primavera, svegliatevi bambine.

Le Cinque Terre dall’alto, senza masse di turisti