Published On: Mar, Mag 26th, 2020

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DELIRI IN ARRIVO
Certo che non è facile “improvvisare” politiche pubbliche di sicurezza. Tanto più con le cerebrodimensioni medie del Paese (non parlo solo dei politici).
Comunque si possono facilmente individuare i passaggi critici. Stranamente, i punti difficili nella gestione di:
a) scuole alla riapertura;
b) spiagge alla riapertura…
…sono quelli di cui meno si parla. Di cosa si parla? Di quanto denaro pubblico si rischia di spendere (male), di polemiche tra i partiti etc.
Mentre invece…
PER LE SCUOLE
uno dei punti critici è la distanza di sicurezza tra alunni, pur con la mascherina addosso.
Un calcolo approssimativo mi fa pensare che ogni classe con 25 alunni più armadi e cattedra dovrebbe essere grande almeno 50 mq.
Poi ci sono le MENSE. Metti 1000 bambini in tre mense. Serve una mensa di almeno 1,2 ettari (passaggi, cucine), oppure 3 più piccole…
ALLORA?
Mangio in classe o in cortile, al sacco. E’ la cosa più sensata. Ma… a) che fine fanno i lavoratori delle mense? (Vanno in cassa integrazione… e giù debito pubblico e immiserimento in più); b) i genitori protesterebbero?
PER LE SPIAGGE
PER QUELLE LIBERE ARRIVANO GLI STEWARD “VOLONTARI” E/O I “REDDITI DI CITTADINANZA”.

  • E perché dovrebbero essere incentivati a fare i bagnini aggiunti, senza denaro?
  • Sarebbero in grado di farlo?
  • SE arriva un bagnante, che si porta l’ombrellone da casa o dalla città di provenienza, e che si piazza in spiaggia dalle 9 di mattina alle 8 di sera… tanti altri cittadini restano esclusi.
    ALLORA, come si fa in certe piscine di città, bisognerebbe che OGNI bagnante possa stare “soltanto” 3 ore a occupare la pozione di spiaggia. Giusto, MA chi farebbe rispettare questa regola? Non lo steward.
    INOLTRE, sugli scogli, ci si dovrà portare il kalashnikov e combattere per la conquista di ogni roccia?