Published On: Gio, Mar 9th, 2017

A Calvari il ricordo di Cucciolo che morì gridando Viva l’Italia con 9 partigiani

Sabato 11 Marzo a Calvari in ricordo dei partigiani caduti si svolgerà una cerimonia rievocativa presso la cappelletta del bosco delle Paie. Sarà anche presentato il libro sulla Brigata Caio, presso la sede del Lascito Cuneo.

La cerimonia si svolge ogni anno dal 1946 a oggi. Il 2 marzo 1945 furono fucilati 10 partigiani. Curata in passato dal Circolo Partigiano “Bisagno”, viene ora organizzata dal Comitato permanente per la Resistenza presieduto dal sindaco di Genova Marco Doria con la collaborazione del Comune di San Colombano Certenoli. Dopo la messa in suffragio dei Caduti e il saluto del sindaco  Giovanni Solari prenderà la parola per l’orazione ufficiale Enrico Pignone, consigliere della Città metropolitana.

 La fucilazione  dei dieci partigiani avvenne per rappresaglia. Due giorni prima, il 28 febbraio, a Calvari, in un agguato a metà di salita Castello era stato ucciso l’alpino della “Monterosa” Aldo Ronconi. I dieci avrebbero dovuto essere fucilati il giorno dopo, la sera del 1° marzo.  Erano già stati trasferiti dalle carceri di Chiavari a Calvari con un camion scoperto che sostò per un’ora al centro del paese ma vennero poi riportati a Chiavari  perchè, non essendo stata ancora emessa la sentenza di morte,  il comandante del plotone di esecuzione si era rifiutato di procedere. La sentenza fu emessa infatti il giorno 2 dal Tribunale speciale della “Monterosa” e l’esecuzione avvenne la sera stessa. Chi era presente quando i dieci partigiani scesero dal camion per incamminarsi lungo la mulattiera che porta al Bosco delle Paie (dov’era stato approntato uno spiazzo abbattendo alcuni alberi) pote’ notare tra essi anche Rinaldo Simonetti “Cucciolo“, un ragazzo di Certenoli poco più che diciottenne. Tra i dieci partigiani della sera precedente “Cucciolo”  invece non c’era. L’interrogativo che a più di settant’anni dal tragico evento non ha mai avuto risposta è “chi ha sostituito? di chi ha preso il posto?”  Si sa, per averlo riferito don Giuseppe Minetti, l’arciprete di Certenoli chiamato sul posto per confortare i fucilandi, che Rinaldo lo salutò con un lungo abbraccio e  poi cadde gridando “Viva l’Italia“.
Come ebbe a notare Ennio Flaiano, in Italia non c’è spazio per la Libertà: in ogni Paese e in ogni piazza c’è una targa dedicata a chi è morto “per la Libertà”, come se chi sta dalla parte della Libertà sia destinato a morire e a null’altro. E com’è triste oggi ricordare chi è morto gridando Viva l’Italia. Oggi, chi lo farebbe? Quale “Cucciolo”? In che Paese viviamo?

Sempre nel pomeriggio di sabato 11 marzo, alle 15, al Lascito Cuneo di Calvari sarà fatta dal giornalista Massimo Lagomarsino la presentazione del volume di Bruno Garaventa “La Brigata Caio”.  Per l’occasione al Lascito Cuneo saranno esposti giornali dell’epoca, tra i quali la “Fiamma Repubblicana” con la sentenza di morte dei dieci partigiani fucilati nel bosco delle Paie.

Partigiani