Published On: Lun, Nov 28th, 2016

A Chiavari non serve una pista di atletica, ma un centro sportivo internazionale

Arriva una nuova soluzione per la Colmata di Chiavari. Urge serio dibattito.
L’area è importante e molto estesa, per cui è bene che ci si pensi con attenzione prima di spendere denaro pubblico e privato con iniziative “spot” tanto al mucchio. Servono invece opere strutturali.
In quell’area il CIV, Tonino Gozzi e una buona parte dell’opinione pubblica chiavarina voleva realizzare un grande centro sportivo, con annesso Centro congressi e alcuni spazi commerciali. Poi la pessima situazione economica ha bloccato la proposta.
Ora si ipotizza la realizzazione di una pista di atletica. Ciò -di per sé- è una splendida iniziativa: in tutto il Tigullio non c’è una pista di atletica. Cosa mai possiamo combinare alle Olimpiadi, con infrastrutture che anche in questo settore sono tornate ai livelli dell’Ottocento rispetto al resto del mondo?
Ben venga la pista di atletica, ma senza che questa sia un’opera singola, un centro di costi che non avrebbe ricadute né sull’economia né sul turismo.
Si torni a pensare a un centro sportivo vero e proprio, con un centro congressi oppure no (il Centro congressi potrebbe andare nel Tribunale vecchio?), il tutto legato al porto (mercato dell’usato nautico etc.). Un centro internazionale con piscina olimpica, pedane per la scherma, campi da tennis in grado di ospitare eventi internazionali, pista di atletica, e lo sport legato al mare.
Il resto -secondo noi- è fuffa.

Oggi un Comunicato di Partecip@ttiva saluta con positività la pista di atletica. Sembra proprio che si richieda giustamente un progetto più complessivo, condizione per noi fondamentale.
Scrive il consigliere Canepa:
“Credo che questa idea vada nella giusta direzione di utilizzare la “colmata” , rendendola “viva” a beneficio di tutta la città, magari completata anche da una pista esterna progettata con concetti diversi onde poter essere utilizzata in modo più “aperto e completo” sia da sportivi che da comuni cittadini. Pur tuttavia, su questa ipotizzata pista indoor, rimangono grosse perplessità: come spesso succede a Chiavari, sembra un intervento “spot” che non e’ integrato in una visione globale di tutta l’ area al fine di rendere questa zona “viva e produttiva” per Chiavari. Quindi prima di prendere in considerazione ipotesi quale e’ questa, e’ necessario che si predisponga una visione globale del “fronte mare”, con attività’ che ne permettano un maggior utilizzo per la città, non limitandolo al solo parcheggio. La struttura dovrebbe avere 1200 posti a sedere : benissimo, ma non e’ chiaro come saranno incrementati gli attuali posti disponibili, posti oggi utilizzati come “polmone di sosta” per chi si reca, o abita, nel centro. La progettazione di qualsiasi intervento deve (imperativo) prevedere sotto la stessa posti auto dedicati, non dimenticando aree di verde a completamento (magari anche sistemati sopra la struttura).  Una struttura indoor come proposta non può limitare il suo utilizzo, come “richiamo” per Chiavari, a poche manifestazioni nell’ arco dell’ anno, per cui e’ necessario che l’ uso venga esteso anche ad altre attività (sport ma non solo) che occupino l’ intero anno solare, anche in estate e quindi con accorgimenti tali da renderla vivibile in ogni stagione dell’ anno. Ben vengano queste iniziative, ma devono essere correttamente gestite condividendole con i Cittadini, e non tenute nel “cassetto” come pare sia stata questa presentata all’ Amministrazione in Marzo. E poi una preoccupazione : non vorrei che questa iniziativa possa essere usata come “cavallo di Troia” per far accettare il depuratore in colmata…”
chiavari cartina 2016 copia