Published On: Gio, Ago 25th, 2016

A Deiva marina presentazione del libro Eppur bisogna ardir, sulla guerra partigiana nello spezzino

Alle 21 di venerdi 26 agosto, nella Sala consiliare del Municipio, sarà presentato il libro di Giorgio PaganoEppur bisogna ardir. La Spezia partigiana 1943-1945“. Il libro è già stato presentato con grande successo di pubblico a La Spezia, Sarzana, Levanto, Lerici, Sesta Godano, Migliarina, Follo, Yalmozzola,
Pontremoli, Arcola, Sestri Levante, Massa (Memofest), Genova, Pignone, Monterosso, Massa
(Mostra della Resistenza) e Groppo. L’iniziativa è organtzzata dal Comune di Deiva Marina,
dalla locale sezione dell’Anpi e dall’Associazione Culturale Mediterraneo. Interverranno il Sindaco
Gianluigi Troiano e un rappresentante del1a sezione Anpi di Deiva Marina e Framura.
Il libro, edito da Cinque Terre, è una storia della Resistenza nella IV Zona operativa.
La prefazione è di Donatella Alfonso, giornalista di “Repubblica e scrittrice, e prosegue con l’introduzione dell’autore e i tre capitoli “La Storia”, “Racconti e ritratti” e “Facio e
Laura” (si tratta delle pagine dedicate alle figure di Dante Castellucci “Facio”, partigiano ucciso da
altri partigiani, e della sua compagna Laura Seghettini).
Tra i protagonisti del libro ci sono anche i partigiani della Riviera, operanti prima nella Brigata
Costiera e poi nelle altre Brigate ai monti, in primo luogo la “Cento Croci”.
La conclusione è affidata al saggio “La Resistenza e la sua eredità 1945-2015”, una riflessione su
come trasmettere ai giovani la scelta morale e la concezione della politica della Resistenza e su
come far sì che l’antifascismo e la Costituzione siano alla base di uno “spazio repubblicano”
condiviso da tutti gli italiani.

“…Dobbiamo ripartire dalle persone, dalle donne e dagli uomini semplici che hanno fatto la Resistenz4 che sono i protagonisti delle tante piccole storie di questo libro. Ma ripartire anche, più in generale, da1le donne e dagli uomini semplici della nostra storia del dopoguera e di oggi. Non dai poteri costituiti, ma dai germogli che nascono dal basso, dalla società”.
Il titolo del libro è quello di un verso originario di “Fischia il vento”, la canzone più amata dai partigiani ai monti. Giorgio Pagano spiega così 1o spirito che pervade il libro: “L’ardore, inteso come coraggio morale. ò il tema di questo libro. Perché, come disse Robert Kennedy, ‘il coraggio morale è merce più rara del coraggio in battaglia o delf intelligenza’ . Settant’anni fa ognuno si trovò solo di fronte alla propria scelta. Fu la dimensione morale, che Piero Calamandrei indicava come una sorta di impulso diffuso, generato ‘da una voce sotterranea’, a indicare agli italiani la via della ribellione e del riscatto. Le ombre del1a Resistenza, che pure ci furono, non scalfiscono la luce della dimensione morale.
loc eppur bisogna

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