Published On: Mer, Gen 9th, 2019

A Genova il 15% dei passeggeri dei bus AMT non paga il biglietto. Gli italiani e il trasporto pubblico. Etica e politica.

Profondo disagio a Genova, non solo per la disoccupazione galoppante, la crisi, il crollo del ponte Morandi, le infrastrutture inesistenti, mal fatte o mai fatte: i PRIMI controlli a tappeto effettuati sui bus della società partecipata comunale AMT hanno dato il 14,7% di evasione del pagamento.

Su 759 verifiche, 112 passeggeri sono risultati privi di biglietto. I controlli sono stati eseguiti sulle linee 18, 18/, 20, 35, 35/, 36, 36/, 37, 39 e 40 nell’arco della mattinata. Solo 32 dei sanzionati hanno pagato la multa di 41 euro. I controlli a tappeto continueranno anche su altre linee.
Appare singolare che avvengano solo nel gennaio 2019, dopo decenni di crisi di AMT.

Si deve dirlo: con un’azienda privata non sarebbe successo. Se il pubblico badasse soltanto a controllare con attenzione e senza tangenti che le aziende private gestiscano i servizi necessari senza vessazioni maggiori, allora avremmo un sistema di trasporti nazionale serio (si pensi al successo e ai prezzi di FLIXBUS). Si noti bene tra l’altro che il “sistema pubblico” costa il doppio di quanto appare, perché PRIMA ci fa pagare un biglietto basso, ma DOPO vampirizza tutti i cittadini, tassandoli ogni anno per ripianare i pesanti debiti di AMT, di ATAC e delle altre società “pubbliche”… Gli italiani di ogni colore però preferiscono che il trasporto sia pubblico e (quindi) “giusto”… Forse una parte dei connazionali preferisce l’inefficienza del sistema pubblico perché così possono evadere…?
…Temiamo di sì. Oggi chi raccomanda la bellezza e santità del “trasporto in mano ai cittadini” è peggio che ipocrita, e un partito che si basa sulla morale è immorale. L’etica dev’essere dei singoli, delle famiglie, dei gruppi, delle comunità.
Se finisce in mano ai partiti, questi la utilizzeranno a proprio uso e consumo. Sono nati così i nostri patatrac.