Published On: Mer, Nov 2nd, 2016

A Genova si sfila per il 3 novembre 1943, inizio della deportazione. Le infamie dell’Unesco

Il 3 novembre 1943, con un agguato dentro la sinagoga, iniziò la deportazione degli ebrei genovesi: furono arrestate circa venti persone, ed altri arresti seguirono nei giorni immediatamente successivi. In tutto furono deportate 261 persone, e fra queste furono soltanto 20 i sopravvissuti.

A 73 anni da quei tragici fatti, la Comunità ebraica di Genova, la Comunità di Sant’Egidio, il Circolo Primo Levi e l’Università di Genova hanno organizzato una marcia della memoria, per ricordare una delle pagine più nere della vita della città.
Ma la memoria del passato non deve disgiungersi dai fatti del presente, i quali sono molto preoccupanti, visto che l’Unesco ha approvato un raggelante documento -che ricorda gli anni di hitler, se non nelle tragedie, negli scivolamenti della ragione-. Nel documento dell’Unesco ci si dimentica del fatto che Gerusalemme è una città ebrea (a maggioranza ebraica anche nel 1800), e che il Tempio di Salomone fu abbattuto dai romani e ricostruito come mosche dopo l’invasione araba. Il documento Unesco è una intollerabile vergogna, a pochi decenni dalla Shoah (vedere qui).

Giovedì 3 novembre, alle ore 17.30 a Genova una marcia silenziosa da Galleria Mazzini fino alla Sinagoga di passo Bertora.
Interverranno: il rabbino capo di Genova Giuseppe Momigliano, l’Assessore del Comune di Genova Elena Fiorini, il responsabile della Comunità di Sant’Egidio di Genova Andrea Chiappori, il presidente della Comunità Ebraica di Genova Ariel dello Strologo.

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