Published On: Mer, Set 3rd, 2014

A pochi giorni dal via alla Città Metropolitana di Genova. Cosa è, passo per passo

Pubblichiamo un’analisi sullo stato dell’arte della città metropolitana di Genova, a poche settimane dalle elezioni del Consiglio, fatta dall’Assessore Giorgio Calabrò, ex vicesindaco di Sestri Levante. L’analisi è uscita sul sito della lista civica Sestri al Centro.

Credo sia questo il momento più opportuno per diffondere qualche informazione aggiuntiva rispetto a quanto riportano i media circa la “Città Metropolitana” di prossima formazione e far conoscere il nostro pensiero al riguardo.
La Città Metropolitana è un Ente locale previsto dalla legge e dalla riforma dell’ordinamento degli Enti locali. Il territorio della città metropolitana coincide con quello della provincia omonima quindi la città metropolitana di Genova in pratica sostituisce la Provincia di Genova.
Gli organi della Città Metropolitana sono:
– il sindaco metropolitano
– il consiglio metropolitano
– la conferenza metropolitana
Il Sindaco metropolitano è di diritto il Sindaco del Comune Capoluogo. Il Consiglio metropolitano dura in carica cinque anni. In caso di rinnovo del consiglio del comune capoluogo si procede a nuove elezioni del consiglio metropolitano entro 60 giorni dalla proclamazione del sindaco del comune capoluogo.
Il 28 Settembre 2014 si svolgeranno le elezioni del consiglio metropolitano indette dal sindaco del capoluogo (elettori saranno i Consiglieri dei Comuni della Provincia di Genova) e quindi s’insedierà il consiglio metropolitano (formato da 18 membri) e la conferenza metropolitana (quest’ultima formata da tutti i Sindaci della Provincia). Entro il 31 dicembre 2014 il consiglio metropolitano approva lo statuto.

Lo spirito del legislatore è stato quello di sostituire le Provincie con le Città Metropolitane con la finalità principale di far risparmiare risorse alla finanza pubblica e per tali ragioni sono stati messi in atto alcuni criteri – alcuni dei quali molto discutibili – che vanno in questa direzione:
a) in primo luogo gli amministratori che saranno eletti non percepiranno alcuna indennità di funzione: in pratica il Sindaco di Genova che sarà anche il Sindaco della Città Metropolitana avrà la sola indennità derivante dalla sua funzione di Sindaco della città di Genova. Lo stesso trattamento sarà per gli altri componenti la Giunta. Tale fatto si può anche condividere se a far parte della Giunta Metropolitana saranno Sindaci e Assessori/Consiglieri che già percepiscono l’indennità di funzione nei rispettivi Comuni; appare meno comprensibile pensare che un consigliere comunale (il cui gettone di presenza è veramente ridicolo; a Sestri Levante un consigliere percepisce a seduta 20 Euro lordi) eletto nel Consiglio della Città Metropolitana, gravato da responsabilità decisionali non percepisca nulla per la sua nuova funzione. Non credo che la politica possa essere riservata ai soli pensionati o a coloro che dispongano di un reddito autosufficiente. Almeno questo pensiamo noi.
[In pratica si passa da un eccesso di spesa a un eccesso di tagli, ndr.]
b) un’altra osservazione che viene spontanea è questa: potranno il Sindaco di Genova e gli altri Sindaci che siederanno nel Consiglio metropolitano e che avranno responsabilità di governo (Giunta) dedicare il tempo necessario per governare anche un ente di così grande importanza qual è la Città Metropolitana?
c) un’altra ancora: non aver previsto l’elezione diretta da parte dei cittadini elettori sicuramente farà risparmiare risorse allo Stato ma è altrettanto vero che ciò costituisce un regalo concesso ai partiti, specie a quelli più grandi, che si metteranno d’accordo e decideranno a tavolino le designazioni dei consiglieri metropolitani senza tenere conto che la stragrande maggioranza dei gruppi consiliari che siedono nei comuni sono espressione di liste civiche che più hanno richiamato l’interesse della gente;

d) ancora: la città metropolitana dovrà essere l’organo pianificatore e di sviluppo di grande importanza strategica e quindi sarà necessario che tutto il territorio metropolitano sia adeguatamente rappresentato e difficilmente questo principio troverà applicazione. Con il sistema dei Collegi la Provincia dava rappresentanza a tutto il territorio;
e) infine occorrerà conoscere quali saranno le funzioni della Città Metropolitana, quali settori/funzioni saranno “assorbiti” dalle Regioni e soprattutto sapere su quante risorse potrà contare la Città Metropolitana perché da ciò dipenderà il futuro del nostro territorio, già di per sé molto fragile e, da sempre – specie per i piccoli Comuni – fortemente “provincia-dipendente”.
Insomma è una “partita” molto difficile da giocare e occorre veramente molto ottimismo per non intravvedere un peggioramento nei servizi.
provincia genova comuni

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