Published On: Mer, Set 16th, 2015

A Santa è tempo di bontà, carità, e donazioni. Javier Zanetti ottiene oltre 5000 euro. Il Comune premia gli artisti e gli altruisti. Il Bene si fa in silenzio?

La manifestazione “ZANETTI 4 SANTA” è stata utile: sono stati raccolti € 5.252,62 a favore della fondazione P.U.P.I.
Importi minori ma sempre di tutto rispetto verranno devoluti, grazie alla generosità dei tanti partecipanti ai vari eventi organizzati, alle Associazioni Insieme per Ghigo e Per il sorriso di Ilaria di Montebruno.
L’Inter club ricorda che “…Tutto questo è stato possibile per la “commovente” disponibilità del nostro unico e grande Capitano Javier Zanetti e di sua moglie Paula.
Insieme agli amici Cristiano Galati e Alberto Baldi voglio quindi ringraziare l’Amministrazione del Comune di Santa Margherita Ligure, la Società Progetto Santa Margherita compreso tutto lo staff di Villa Durazzo e gli sponsor privati.
Infine un plauso ai volontari dell’Inter Club “Giovanni Ferretti” ma anche alle tante persone di altra fede calcistica che, con il loro lavoro gratuito, hanno permesso che questo piccolo-grande sogno si realizzasse“.

Zanetti ha fatto bene a mettere il suo nome e la sua faccia per raccogliere fondi: è un grande non solo sul campo.
In altri casi però molti dimenticano il consiglio evangelico di non fare suonare le trombe davanti a chi ha fatto del bene…

Racconterò una storia, raccontata da una signora di origine siciliana. La chiamerò S.
Negli anni tra il 1943 e il 1950 in Sicilia vi era una fame totale. S. era una bambina, ed era nata dopo altri 5 fratelli, che erano vissuti solo con la madre per 4 lunghi anni, perché il padre era prima andato a lavorare in Eritrea, e poi era stato coscritto nel regio esercito per la guerra contro l’Abissinia. Per 4 anni aveva scritto lettere e mandato assegni a casa. Ma lettere e assegni erano rimasti bloccati alla Posta. La madre non sapeva scrivere, e per 4 anni non era riuscita a mettersi in contatto col marito. Aveva tirato su i figli in maniera miracolosa (era una famiglia protestante, molto credente), ma -per esempio- le sorelle erano cresciute senza mai aver avuto un giocattolo, nemmeno una bambola di pezza. Alla fine, la madre aveva scritto direttamente al Comando militare in Abissinia, chiedendo notizie del marito, e gli aveva anche fatto scrivere una lettera: “Tutto avrei pensato, ma non che abbandonassi i tuoi 5 figli“.
Il padre era stato rintracciato, e alla fine gli assegni erano arrivati a casa, tutti in una volta.

Nel dopoguerra la situazione non era migliore, però arrivavano gli aiuti delle missioni americane. Ma -oltre a quelle- vi erano anche gli aiuti dei singoli. Ve ne era uno in particolare, un emigrante abruzzese di nome Rocco il quale -sbarcato in America una decina di anni prima- aveva pregato dicendo: “Fammi trovare un buon lavoro, e tutto il guadagno lo donerò ai bisognosi italiani”. Aveva aperto un negozio di barbiere, e poi di parrucchiere a Filadelfia, e inviava tutto il suo guadagno alle chiese evangeliche italiane.
Un pacco arrivò anche alla famiglia di S., e nel pacco c’era anche un paio di scarpe che sembrarono meravigliose a S., che si decise a scrivere una letterina a Rocco chiedendogli come mai -non solo aveva messo nel pacco un paio di scarpe per lei importanti, ma aveva “anche indovinato l’esatta misura adatta ai suoi piedi”.
Rocco le rispose dicendo che era stato un angelo in un sogno a dirgli di mettere quelle scarpe con quel numero in quel pacco.
Rocco poi da anziano era rientrato in Italia, ma nessuno aveva saputo nulla di lui: si era nascosto, non aveva fatto chiasso…

Ecco ora un Comunicato stampa del Comune di Santa Margherita:

A Santa Margherita Ligure vivono persone che, nel corso del tempo, hanno donato tanta parte di sé e del proprio tempo alla collettività. Persone che hanno saputo interpretare la loro vita con – a seconda dei casi – senso civico, solidarietà sociale, creatività artistica. Persone che oggi, magari in età avanzata e con difficoltà di autosufficienza, non ottengono più quel riconoscimento pubblico che prima avevano e che non andrebbe loro sottratto per gratitudine verso ciò che sono state e verso quanto hanno compiuto.

L’Amministrazione ha deciso di individuare alcune di queste persone e di tributare loro un riconoscimento, di nessun valore venale ma di certo valore simbolico: una pergamena che racconti le ragione della riconoscenza della città nei loro confronti, che verrà consegnata con l’abbraccio di un breve momento di festa. Un modo per non dimenticare, per riappropriarci della storia di alcuni cittadini legati in modo speciale a Santa Margherita Ligure.

Abbiamo iniziato oggi, lunedì 14 settembre 2015 h 15.30 con Tito Bonato (suonatore di fisarmonica, artista del cuoio), presso l’Istituto Pellerano Rainusso (Pii Istituti Riuniti) di Via Buonincontri.

tito bonato

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