Published On: Lun, Feb 11th, 2013

Abdicazione di Benedetto XVI e Celestino V. Nuovo papa il genovese Bagnasco o Bertone?

benedetto xviDifficile non fare dietrologie sulle “dimissioni” di papa Benedetto XVI (il termine usato dai giornalisti italiani è sbagliato, trattandosi di diritto canonico il termine corretto è “rinuncia”, vedere Can. 332 Cod. Dir. Can.).
Pur dando per buone le ragioni dovute alla salute e all’età è il caso -più che di correre dietro alla profezia di san Malachia, per il quale il prossimo sarà l’ultimo papa (Maya & Malachia?)- di ragionare su due elementi: quello del contesto “temporale” della chiesa cattolica e quello del diffondersi dell’intolleranza e dei fondamentalismi (incluso quello pseudoilluminista).
Lo stesso Ratzinger scriveva: “La Chiesa sta diventando per molti l’ostacolo principale alla fede. Non riescono più a vedere in essa altro che l’ambizione umana del potere” (Jeseph Ratzinger, 1977).
La Chiesa cristiana dovrebbe in realtà essere considerata come insieme “invisibile” dei fedeli. Non va confusa con la chiesa storica di Roma “fondata” (in realtà non è così) dall’apostolo Pietro che invece non fu né il fondatore -visto che questi fu Cristo- né il “primo papa”.
Senza ripercorrere i disastri di papa Borgia, che portarono alla Riforma del cristianesimo, converrà ripensare al percorso parallelo tra Celestino V, il papa del “gran rifiuto”, e di Benedetto XVI. Occorre poi ipotizzare quali saranno i successori possibili del papa tedesco, se sarà il genovese Bagnasco o il “genovese” Bertone.
L’ultimo papa ad abdicare fu in realtà proprio un figlio del disastro “monarchico” della Chiesa cattolica, trattandosi di Gregorio XII (in carica dal 1406 al 1415) che visse nel periodo dello scisma d’occidente nel quale regnarono contemporaneamente ben tre Papi (Gregorio XII – a Roma, Benedetto XIII – ad Avignone e l’antipapa Giovanni XXIII). L’Imperatore Sigismondo poi intimò ai tre pontefici di abdicare, ma solo Gregorio XII gli ubbidì.

Celestino V era un monaco eremita molisano, il quale fu tirato a forza nel Vaticano, immaginando che la sua fama di santità e rigore tranquillizzasse la plebe (cominciavano allora i movimenti di santità “eretici”), mentre i cardinali e vescovi potevano essere liberi di governare il Vaticano.
La sua nomina fu caldeggiata dal suo successore Bonifacio VIII e dal re di Napoli Carlo d’Angiò. Preso quasi di peso e portato a Roma dalla grotta dove viveva, Celestino V rinunciò al “trono” dopo pochi mesi.
Il nuovo papa lo prese sotto controllo mentre Celestino era in fuga verso la Grecia e lo rinchiuse nella rocca di Fumone in Ciociaria, dove Celestino morì dopo un anno.   Sulla sua morte si sparsero subito voci e dietrologie. Il cranio di Celestino presenta un “foro” che, secondo alcuni, potrebbe essere la conseguenza di un ascesso di sangue, secondo altri potrebbe essere un chiodo o altro. Due perizie sulla salma datate 1313 e 1888 rilevarono la presenza di un foro corrispondente a quello producibile da un chiodo di dieci centimetri.

Il 5 maggio 1313, 17 anni dopo la morte, Celestino V fu canonizzato e fu sepolto nel Molise. Nel febbraio 1317, le spoglie furono traslate a L’Aquila, nella basilica di Santa Maria di Collemaggio, dove era stato incoronato Papa. Il 18 aprile 1988 la salma di Celestino V fu misteriosamente rubata. Due giorni dopo, venne ritrovata nel cimitero di Cornelle e Roccapassa, frazioni del comune di Amatrice.
A seguito del terremoto dell’Aquila del 2009, il crollo della volta della basilica ha provocato il seppellimento della teca con le spoglie, recuperate poi.
Probabilmente Dante sbagliò quando scrisse:
Poscia ch’io v’ebbi alcun riconosciuto,
vidi e conobbi l’ombra di colui
che fece per viltade il gran rifiuto.

E’ possibile che anche Joseph Ratzinger abbia giudicato impossibile lottare contro i centri di potere del Vaticano e abbia preferito Cristo agli uomini e alle loro lotte, rinunciando così all’altare proprio per fede?
E’ tuttavia possibile immaginare chi saranno i suoi successori. Nella Chiesa vi sono state dure lotte tra diverse fazioni, una delle quali è rappresentata dal “genovese” (in realtà nato a Romano canavese) cardinale Tarcisio Bertone, accusato da più parti anche all’interno della stessa chiesa cattolica. In quanto tale, sarà il reggente provvisorio dello Stato del Vaticano fino al prossimo Conclave, e potrebbe mantenere potere sulla gestione economico-finanziaria del Vaticano anche in futuro.
Un altro “papabile” è il cardinale Angelo Bagnasco, anche lui genovese, una persona che dovrà avere la forza per respingere i nemici della chiesa cattolica, i quali sono, come si è detto, sia interni sia esterni.
Ma il successore potrebbe anche essere un papa nero, un papa africano, continente dove è forte lo stragismo e gli attacchi condotti dagli integralisti contro cattolici e protestanti, soprattutto in Nigeria e Kenya.

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