Published On: Mar, Giu 18th, 2013

Accordo di libero scambio Usa e UE

L’accordo di libero scambio tra Usa e Ue rappresenta per l’Italia la speranza di poter invertire il dominio dell’idiotacrazia. Soprattutto di questo si tratta. Si parla di “centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro” sui due lati dell’Atlantico. L’accordo verrà impostato tra un mese, intanto è il caso di fare alcune considerazioni sul rapporto tra Europa e America e sulle alternative che l’Italia potrebbe avere per evitare di restare per sempre in una stalla senza fieno.

Nel dopoguerra si è diffuso in Europa la weltanschauung dell’antiamericanismo. Un male assurdo, perché ogni luogo comune contro un intero popolo è razzista e qualunquista: si passa dai “meridionali” ai “terroni” e dagli “ebrei” ai lager. Noi europei non dovremmo dimenticarcene, visto ciò che è successo non molti decenni fa…

L’antiamericanismo non era casuale: era alimentato da un lato dalla destra estrema e dal nazionalismo gollista, che odiavano gli angloamericani perché avevano vinto la guerra contro il nazifascismo, liberando l’Europa occidentale. D’altro lato c’erano i filo-sovietici, che utilizzavano l’antiamericanismo perché preferivano in buona fede il tetro impero sovietico di Mosca o perché erano pagati da quello.

Dal 1989 quella alternativa è stata affossata, con la Caduta del Muro di Berlino e la riunificazione della Germania. L’Europa sembrava avviata a una stagione di pax augustea e prosperità rinascimentale. Invece le guerre sono esplose subito, con centinaia di migliaia di morti in Serbia, Bosnia e Kossovo, con l’esplosione del terrorismo e della guerra nel Caucaso. Anche l’economia andò alla guerra. Si prenda l’Italia: già nel 1992 ci fu una crisi paurosa, con il prelievo forzoso di contante da tutti i conti correnti da parte del Governo, con la svalutazione della Lira etc. etc.

Da quel momento l’Italia ha dovuto subire continui diktat da parte dell’Europa, che pure ci ha salvato mentre però, dall’altro lato, contribuiva alla nostra decadenza. Per esempio l’introduzione dell’euro ha chiuso la partita delle auto italiane: prima le Audi e le Bmw tedesche erano molto più care, a causa del cambio lira-marco, ma dal 2001 il cambio non ci ha più difeso, senza alcun correttivo di sorta. La Germania -non più divisa- era diventata troppo grande per le altre economie, riproponendo antichi incubi europei.

Ma se siamo destinati a essere un popolo “dominato indirettamente”, la domanda provocatoria da farsi è: Si stava meglio sotto gli americani, o si sta meglio sotto la cappa del binomio Berlino-Mosca? Perché di questo si tratta, di pragmatismo e convenienza. Senza cadere nell’antieuropeismo populista che emerge nel centrodestra (Berlusconi) e nelle sinistre extra Pd (Grillo, Vendola in parte, i movimenti). Perché uscire dall’euro per ricominciare con la lira è un delirio puro, ma uscire dall’euro per entrare nell’orbita monetaria degli USA è una provocazione non del tutto irrealistica.

L’America dei Kennedy esercitava un potere politico anche duro e forse ci tese qualche trappola, quando alzammo troppo la testa, ma dal punto di vista economico ci ha permesso di crescere e prosperare, in cambio di un appoggio politico che oggi possiamo giudicare più che conveniente anche per noi (Craxi e la Dc degli anni ’70 furono i primi a deviare, cercando accordi con gli arabi -inclusi i flussi migratori- in nome del petrolio)…

L’America di Obama è riuscita a invertire l’ennesima decadenza dipinta dai profeti di sventure dell’America, che continuano dall’Europa a sbraitare contro una nazione dove l’Iva non esiste, e dove il cittadino non è un suddito né un oggetto di burocrazia.

L’alternativa è tra intelligenza e imbecillità burocratica. E noi in Italia eccelliamo: in questi giorni abbiamo visto esempi raccapriccianti. Per esempio andare con una lenza e il proprio figlio a cercare di prendere un pesce da uno scoglio è vietato. Serve un patentino, tra l’altro gratuito, quindi inutile. Lo hanno chiesto “gli ambientalisti” e il legislatore ha eseguito la richiesta senza distinguere tra il padre che porta il figlio una decina di volte a pescare, e chi invece fa strage di orate e mormore.

Nei giorni scorsi la Guardia di Finanza è andata nei bar per multarli. Perché? Per quale reato? Diffondevano musica della radio nell’aria. Senza pagare i diritti di autore. Vietata la musica nei bar. Capisco che in un supermercato sia necessario mettersi in regola con la SIAE, ma nel baretto di periferia… Nemmeno in 1984 di Orwell…

La differenza tra Obama e gli eurocrati si capisce subito. Parlando dell’accordo abbozzato nell’appuntamento irlandese del G8, Obama ha precisato: “Abbiamo resistito alla tentazione di un accordo al ribasso”, facendo capire che c’è chi vola alto e c’è chi vola sottoterra: per esempio l’Europa che fa la protezionista dei suoi (pessimi) film) e vuole chiudere la libera circolazione del settore audiovisivo. La stessa follia che fece l’Italia di Andreotti, il quale vietò le coproduzioni con Hollywood, ammazzando per sempre il cinema italiano, che era il secondo al mondo fino agli anni ’70. Iniziarono allora i “finanziamenti al nostro cinema” che hanno affossato il “nostro” cinema e -in parte- le casse dello Stato. Un capolavoro da Premio Oscar autarchico.

 

obama

Europa 2021

Europa 2021

 

Leave a comment

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>