Published On: Gio, Mar 29th, 2012

Acqua pubblica, al via campagna di “obbedienza” civile

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Logo campagna obbedienza civile acquaRAPALLO. Al via da domani mattina la campagna di obbedienza civile “il mio voto va rispettato“. A portare l’iniziativa di “Acqua Bene Comune” nel Comune di Rapallo è il comitato “No al depuratore in Ronco” che distribuirà volantini informativi tra i banchi del mercato settimanale. Analizzando il materiale informativo del Comitato Acqua Pubblica Tigullio abbiamo cercato di fornire alcune risposte.

Perché una campagna di “obbedienza civile”? “Perché a differenza dell’antitetica forma di disobbedienza, non comporta una violazione di norme considerate ingiuste bensì “obbedienza” alle leggi in vigore, così come modificate dagli esiti referendari del giugno 2011”.

Quali sono le basi della protesta? “Con la pubblicazione, in data 20 luglio 2011,  del Decreto del Presidente della Repubblica n. 116 è stata sancita ufficialmente la vittoria referendaria e l’abrogazione della norma che consentiva ai gestori di caricare sulle nostre bollette anche la componente della “remunerazione del capitale investito”.

In cosa consiste la protesta? “Semplice, nel pagare le bollette relative ai periodi successivi al 21 luglio 2011, applicando una riduzione pari alla componente della “remunerazione del capitale investito”. Lo scopo principale della campagna di “obbedienza civile” è ovvio: ottenere l’applicazione del risultato che è inequivocabilmente scaturito dai referendum.
Con la mobilitazione attiva di centinaia di migliaia di cittadini ci proponiamo di attivare una forma diretta di democrazia dal basso, auto-organizzata, consapevole e indisponibile a piegare la testa ai diktat dei poteri forti di turno.
Ci proponiamo anche di dare una risposta all’evidente crisi della democrazia rappresentativa dei partiti, ormai diventata impermeabile non solo alle istanze della società, ma persino ai formali esiti delle consultazioni codificate nella nostra Carta Costituzionale, come appunto i referendum abrogativi”.

Quali risvolti ha la “non applicazione” dell’esito referendario sul Tigullio?Con il primo quesito 27 milioni di italiani si sono espressi contro l’obbligo della privatizzazione. Si sta invece delineando la creazione di una grande Multiutility del Nord, il cui primo passo consiste nella fusione tra A2A ed IREN-Idrotigullio. Il Consiglio Comunale di Genova ha già votato contro questa fusione, così si richiede un analogo pronunciamento ai Sindaci ed ai candidati Sindaco alle prossime elezioni nel Tigullio.

Con il 2° quesito referendario si è stabilito di obbligare le AATO a rivedere le tariffe, eliminando il 7% di remunerazione del capitale dalle bollette. Con la ripubblicizzazione dell’acqua si arriverebbe a levare dalle bollette anche l’IVA. Per questo chiediamo ad ogni Comune di istituire una Commissione Permanente Acqua e Beni Comuni, aperta alle Associazioni ed ai cittadini, che informi e dialoghi con la cittadinanza, in particolare col mondo della scuola, e riferisca in Consiglio Comunale. Chiediamo anche a Sindaci e candidati che si impegnino per eliminare il 7% dalle tariffe“.

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