Published On: Mar, Apr 19th, 2016

Acqua pubblica: un disastro, se diventa acqua burocratica. Storia dell’acqua minerale di Velva

La burocrazia sta uccidendo ogni attività nelle campagne. Si prenda il caso di Belpiano in val d’Aveto, ma anche quello di Velva sotto riportato. …Obbligo di tenere solo degli asini di razza certificata (un’ottimo modo per indebolire la specie), con costi esorbitanti da parte di un’associazione nazionale che gestisce l’asineria. Infiniti casi (segnalateceli!) di ordinaria burocrazia. …Per non parlare dell’acqua.

Storia dell’acqua minerale di Velva

Funzione salvifica dell’acqua minerale: fino a 15 anni l’acqua del rubinetto era ottima, poi nelle falde di alcune città del Tigullio vennero rinvenute sostanze derivate da pesticidi. Da allora -anche se le analisi giuravano che tutto era stato messo a posto anche nel Tigullio tutti hanno comprato acqua minerale in bottiglia.
Nell’entroterra non va meglio.

Velva, paese sul crinale della valle del Petronio alle spalle di Sestri Levante, da un secolo circa è meta di villeggiatura estiva. Qui l’acqua del rubinetto era così buona da poter essere venduta come minerale, tanto che alcuni l’avevano fatta analizzare a questo scopo. Qualche anno fa il sindaco, dovendo giustamente ottemperare alle norme europee che impongono la costruzione di vasche per la decantazione e “purificazione”, ha fatto costruire una grande vasca di plastica e cemento dove ora ristagna l’acqua sorgiva del posto. Come previsto dalla Legge di Bruxelles, nelle vasche destinate all’acqua potabile stagnante è obbligatorio introdurre una quantità di biossido di cloro o di ipoclorito di sodio per la disinfezione. Il Sindaco esegue la direttiva paneuropea. Ovviamente l’acqua del rubinetto, ora che ristagna ed è clorata, sa di alghe e di “vecchio”. Di conseguenza anche in questo paese ricco di sorgenti oligominerali gli abitanti scendono nei supermercati della valle per comprare l’acqua minerale nelle bottiglie di plastica, mentre prima l’avevano nel rubinetto, viva, eccellente e gratuita. Solo qualche vecchio ancora esce furtivo con un recipiente in mano per  andarsi a prendere l’acqua nel bosco.

Nessuno dovrebbe rendersi infelice con le proprie mani. Gli eurocrati vengono da lontano, ma venivano da lontano anche i Borboni.

ACQUEDOTTI POTABILI CONSORTILI E PRIVATI. Legge Regionale 21/01/2015 n. 1.

Il Consorzio rurale di Belpiano – Acero Poggio ha avviato un percorso atto alla realizzazione dell’acquedotto potabile a servizio del proprio comprensorio incontrando problematiche comuni a tutti i soggetti che avviino domande di concessione derivazione acqua ad uso potabile.

La normativa vigente penalizza pesantemente queste nostre realtà per una delle poche ricchezze: l’acqua che rischia di diventare invece un onere pesantissimo in relazione alle utenze, ai nuclei particolarmente sparsi .da servire.

Il Consorzio ha scritto quindi una lettera al Presidente della Regione Liguria e all’assessore competente, nonché ai Dirigenti Dr. Bruzzone e Dr. Chiappara per sensibilizzarli su un tema e una materia che ci riguarda direttamente in relazione al proseguo della pratica ed ai costi che dovrebbero essere sostenuti indipendentemente dalla realtà, dal numero di utenze e dagli sforzi che direttamente vengono fatti dai singoli soci e/o soggetti privati, non essendo questa realtà servita da questo servizio primario pubblico.

In particolare si chiede di rivedere i costi previsti ai fini del riconoscimento della potabilità dell’acqua ed indicativamente ammontanti a 3000 Euro a sorgente, facendo anche alcune proposte:

– diversificare le quote da versare, derogare dal pagamento qualora il servizio sia realizzato direttamente con interventi e forme private, aiutare in altre forme dal pagamento di questi costi obbligatori…

Per il Consorzio (35 soci di cui circa 30 utenti effettivi) il costo si aggirerebbe intorno ai 6000 euro per n. due sorgenti importo che per un Consorzio delle nostre dimensioni rappresenta un onere assai gravoso che in parte potrebbe essere invece destinata alla realizzazione delle opere, anch’esse di non esigua entità, escludendo l’atto costitutivo, le spese tecniche, la relazione Sic già sostenute.

Problematica comune a tante realtà non solo dell’ entroterra qualora ogni soggetto in forma consortile o privato debba approvvigionarsi di acqua potabile, dovendo sostenere tale importo, qualora la sorgente non sia nella sua proprietà e il prelievo sia inferiore alla quantità prevista 0,7 lt.   al sec.

Si evidenzia altresì che il ruolo del consorzio è volto a risolvere le annose problematiche locali con lo scopo di preservare il mantenimento del presidio del territorio e il benessere delle persone, aspetti di cui gli Enti superiori e il Governo Regionale dovrebbe assolutamente tenere conto.

Il Consorzio confida in una condivisione degli sforzi che sta facendo concretizzati in azioni che possano sollevarlo da questi onerosi costi non solo a proprio beneficio ma di tutte le realtà liguri.
Grazia Sbarboro -Presidente del Consorzio rurale Belpiano Acero Poggio

Velva (450 m. slm)

Velva (450 m. slm)

 

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