Published On: Gio, Feb 27th, 2014

Addio a Elena Bono: se ne va un pezzo di storia culturale del Tigullio

E’ morta, all’età di 93 anni, la scrittrice Elena Bono, erede di una grande famiglia e rappresentante di una vita culturale a Chiavari e nel Tigullio, che andrebbe ricostituita. Parliamo del Tigullio che ospitava Nietzsche (sulla Ruta), Rosa Luxemburg (a Sestri Levante), Wagner, H. C. Andersen e un‘infinità di artisti e scrittori, tra i quali ci piace includere anche il grandissimo Eugenio Montale (il cui paese avito -Montale- è dalle parti di Sesta Godano).

Da sottolineare anche la storia familiare: dal padre, insigne grecista e latinista, e preside del liceo classico Delpino, alla nobile e tigullina parentela da parte di marito con due Padri dell’Italia: Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi. Ricordiamo che Chiavari è sede di un importante Museo del Risorgimento.

Avendola conosciuta di persona, per quanto brevemente, vorrei sottolineare la sua grande umanità e dolcezza di comportamento. R.I.P.

I funerali si terranno domani, venerdi 28 febbraio, alle 15:30 nella Cattedrale N. S. dell’Orto a Chiavari. La messa sarà tenuta dal Vescovo della diocesi di Chiavari.

Biografia              

Elena Bono nasce a Sonnino, nel Lazio, il 29 Ottobre 1921. Figlia di un noto studioso di letteratura classica, Francesco Bono, e di Giselda Cardosi, vive la sua prima infanzia a Recanati dove, fin da bambina, avverte il primo misterioso legame con l’animo poetico del Leopardi, che lei subito chiama confidenzialmente “Giacomino”. A dieci anni si trasferisce con la famiglia in Liguria, a Chiavari, dove scrive le sue opere di poesia,teatronarrativacritica.

Particolarmente importanti, negli anni della sua formazione, sono le figure del padre, Francesco Bono (insigne grecista e latinista, e preside del Liceo F. Delpino) e della nonna materna, Elena Saltarelli, originaria di Pescasseroli, paese natale di Benedetto Croce e amica della ricchissima famiglia di Luisa Sipari, madre di Benedetto Croce. La Bono rileva a questo proposito che Benedetto Croce cita membri di entrambe le famiglie nel suo libro “La storia del regno di Napoli” (Ed. Laterza, 1925).

Il 21 Febbraio 1959 Elena Bono sposa Gian Maria Mazzini, giovane imprenditore e critico letterario, appartenente ad un ramo collaterale della famiglia di Giuseppe Mazzini (e legato da lontana parentela, attraverso un determinato ramo della famiglia Puccio di Chiavari, anche a Giuseppe Garibaldi). Per suo marito la Bono ha scritto due poesie che, assieme ad altre dedicate ai propri familiari più stretti, sono state raccolte nella recente pubblicazione Poesie Opera Omnia (Ed. Le Mani, 2007) sotto il titolo di “Piccola Via Crucis di Famiglia”.

Nell’esaminare la biografia della Bono, è necessario soffermarsi sul periodo 8 Settembre 1943 – 25 Aprile 1945, quando, giovanissima, in seguito al bombardamento di Chiavari, dovette sfollare aBertigaro (Comune di Borzonasca), sull’Appennino ligure. Si trovò a stretto contatto con leformazioni partigiane di quella zona, cui diede un contributo di informazioni per quanto riguardava soprattutto l’avvistamento di rastrellamenti. Suo quotidiano riferimento era l’Avvocato Enrico Raimondo di Genova, anch’egli sfollato in quel luogo, e che, nell’immediato dopoguerra, fu il primo Presidente della Provincia di Genova appena liberata.

Nell’Aprile del 1991, uno speciale del TG1 intitolato “Resistere oggi”, curato da Pierluigi Varvesi, le dedica un’intera puntata. Fra gli intervistati, l’allora Senatore Paolo Emilio Taviani, e il regista e maestro di Teatro Orazio Costa Giovangigli.

Nel 2000, la Federazione Volontari della Libertà, nella persona dell’allora suo presidente Senatore Paolo Emilio Taviani, volle onorarla con la consegna ufficiale di una medaglia nella Prefettura di Genova.

Buona parte della produzione letteraria di Elena Bono è di fatto ispirata al tema della resistenza, intesa nella sua accezione non solo storica ma anche esistenziale ed universale, testimoniata nella raccolta di Poesie “Piccola Italia” e nei romanzi della trilogia “Uomo e Superuomo”: “Come un Fiume come un sogno”, “Una valigia di cuoio nero”, “Fanuel Nuti – Giorni davanti a Dio”.

Elena Bono è stata tradotta in inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo, svedese e greco.

Scrittrice di punta della casa editrice Garzanti negli anni ’50 assieme al giovane Pier Paolo Pasolini (pubblicò fra gli altri la raccolta di liriche I GALLI NOTTURNI e il romanzo MORTE DI ADAMO, che fu tradotto in diverse lingue e venne considerato un capolavoro da critici e uomini di cultura dell’epoca quali Emilio Cecchi e Nazareno Fabbretti), nonostante i molti e prestigiosi riconoscimenti ricevuti, Elena Bono vive da ormai mezzo secolo una condizione di inspiegabile, per qualcuno “misterioso”, oblìo. A partire dagli anni ’80 la casa editrice LE MANI, di Recco (www.lemanieditore.com), pubblica tutta la sua vasta produzione letteraria.

Attualmente, fra i principali critici conoscitori ed estimatori dell’opera di Elena Bono troviamoGiovanni CasoliElio AndriuoliElio GioanolaRoberto TrovatoFrancesco de NicolaStefano Verdino.

Fra i registi che hanno messo in scena le sue opere teatrali si annoverano nomi come Salvatore CiullaDaniela ArdiniUgo GregorettiPino ManzariCarmelo RificiSophie Elert.

giornalisti televisivi che più si sono interessati a lei, realizzando interviste e servizi speciali sulle sue opere, sono Pierantonio Zannoni (TG3 RAI Liguria) e Stas’ Gawronski (RAI Libro Educational,Cult Book).

Nel Dicembre del 2004 le è stata conferita l’onorificenza di Commendatore della Repubblica Italiana.

Elena Bono

Elena Bono

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