Published On: Mer, Mag 31st, 2017

Addio a Ermanno Martellacci, professore dell’Itis. Tristezza a Sestri e Casarza

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Terribile e velocissimo esito triste dopo un male incurabile (almeno una parte di sofferenze è stata risparmiata) per Ermanno Martellacci, caro amico, persona stimata da tutti e umanissima.
La mala sorte non guarda in faccia a nessuno, e né Ermanno né sua moglie, anche lei deceduta per malattia pochi mesi fa, hanno avuto fortuna con la salute.
La hanno però avuta i loro amici -che li hanno conosciuti e amati- e gli studenti di Ermanno, professore all’Itis Natta di Sestri Levante. Era eccellente sia per competenze (era laureato in architettura) sia perché sapeva comprendere ogni difficoltà dei suoi studenti. Quando costoro non andavano bene, o avevano poca voglia, non nascondeva le sue critiche, ma sapeva capire le cause delle difficoltà e così aiutare i ragazzi a uscirne.
Ma hanno avuto fortuna (è assurdo dirlo, ma è vero) anche loro, gli ancora giovani coniugi Martellacci, per essersi conosciuti e per aver vissuto una vita felice, intensa, ricca di contenuti e non superficiale per quanto ingiustamente breve.

Che altro dire? Un abbraccio ai figli e alla mamma di Ermanno (che ha visto morire prematuramente anche l’altro figlio Federico). Sua moglie aveva fede, anzi una certezza cristiana. La speranza è che Ermanno e la moglie possano ritrovarsi in un futuro, in cielo, ovunque. Che ci sia una ricompensa per chi ha seguito il bene. Che questa speranza sia comune a tutti, laici e credenti, oggi davanti alla certezza della morte.
Ermanno amava il cinema, e solo due settimane fa, quando l’ho incontrato che si trovava accompagnato dal figlio al posteggio di un supermercato, che manco l’avevo riconosciuto, mi ha chiamato per nome. Allora ci siamo abbracciati, e intanto mi ha detto: “Sono come un personaggio di David Lynch”, alludendo al volto che gli si era trasformato. Era ben vivo, e sarcastico col male. Ed è ancora vivo, sì lo è.