Published On: Mer, Lug 17th, 2013

Addio ai contributi scolastici per le famiglie non abbienti

A questo punto, meglio istituire il sistema in uso presso tutte le altre nazioni sviluppate: libertà alla scuola pubblica, ma anche a quella privata. Tanto la scuola pubblica è comunque cara e NON gratuita. Si pensi soltanto a chi deve pagare quasi un decimo di uno stipendio per due abbonamenti per gli autobus, nel caso di due figli e di un reddito sui 1300 euro. Per non parlare di libri, assicurazioni, diari, quaderni, etc.

Si pensi a una famiglia con due figli e una certificazione di reddito ISEE di 12.000 euro, la quale -a fronte di 1000 euro di spese annue tra libri e abbonamenti- riceveva 100 euro appena.
Ebbene, ora è a rischio anche quel rimborso.
Che fare allora? Mandare i figli a lavorare a 15 anni? Non si può fare nemmeno quello, grazie ai divieti burocratici (nel nord Europa i ragazzi lavorano regolarmente, dai 15 anni in su, senza vessazioni statali né burocrazia: sono più liberi, loro e le loro famiglie. Di conseguenza, sono più ricchi).

Se confermata a livello nazionale, è una notizia vergognosa. Il Welfare, che già era poco efficiente, è di fatto morto: si naviga a vista, e i più poveri sono abbandonati a se stessi, senza nemmeno la speranza di trovare un lavoro.

Niente rimborsi per le mense scolastiche, per il trasporto, per l’acquisto di libri e materiale didattico. La Regione Liguria non ha più ricevuto fondi dallo Stato dal 2011 in poi e ha tagliato, già per il prossimo anno scolastico, i fondi in dotazione ai Comuni per il sostegno alle famiglie con reddito certificato ISEE basso. Sarebbero salvi solo i contributi per i libri di testo. Molto silenzio è caduto sull’argomento, in un Paese in cui si strepita mediaticamente su tutto. I funzionari ai Servizi sociali di alcuni comuni da noi interpellati nulla sapevano.  Abbiamo pertanto intervistato (vedere QUI) l’assessore responsabile di Regione Liguria Sergio Rossetti.

scuolabus

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