Published On: Gio, Apr 26th, 2018

Adele: 5 anni al “fidanzatino” che la lasciò morire. Giustizia è fatta?

Se una giovane vita vi sembra poco…” Non c’è punizione possibile per quanto è successo alla giovanissima Adele D.V., morta dopo avere assunto una dose forse eccessiva di ecstasy, un mix di sostanze che comprende le metanfetamine e che provoca aumento della pressione sanguigna e del battito cardiaco. Adele si era sentita male a notte inoltrata in via San Vincenzo a Genova, mentre il suo ragazzo e un altro amico, forse per paura di essere scoperti dalla polizia, non avevano chiamato i soccorsi che avrebbero potuto salvare la diciassettenne. La stavano vedendo morire, quando arrivò un netturbino che -vista la situazione- chiamò prontamente il 118. Purtroppo, nonostante il trasporto al vicino ospedale Galliera, non c’era più niente da fare.

Adesso è arrivata una sentenza, che al solito lascia insoddisfatti per diversi motivi. Sergio Bernardin, 19 anni, che era il ragazzo di Adele, è stato condannato a 5 anni di reclusione e al pagamento di 50.000 euro in favore della famiglia di Adele (il padre e il fratello, la madre era mancata non molto tempo prima, il che aveva reso la giovane chiavarese molto fragile).
L’altro giovane presente -G.R.- è stato assolto, grazie al rito abbreviato, ma deve ancora subire il processo per omissione di soccorso.

L’accusa aveva richiesto una pena di 13 anni. Nessun commento è possibile: di sicuro si dovrebbe migliorare e di molto la comunicazione ai giovani sui rischi che fanno parte -comunque- dell’assunzione di droghe e alcol. Rischi molto gravi per anfetaminici, cocaina, derivati dall’oppio, alcolici, ma presenti anche con l’assunzione di droghe leggere come la cannabis, che rallenta anche in maniera significativa i riflessi e quindi rende pericolosa la guida.

La “multa” da pagare
Una vita di una giovanissima ragazza non ha prezzo. Tuttavia, se un prezzo, al di là di reclusione e coscienza lacerata, si deve pagare, 50.000 euro sono pochi.

Gli anni da pagare
Non c’è numero di anni che tenga: ciò che si dovrebbe fare è il CREARE (fare in modo che ci sia) una coscienza loquace nelle persone che -non solo per colpa loro- sono prive di coscienza.
I giovani sono poco “coscienziosi” per natura, ma alcuni elementi fondamentali sono presenti in tutte le persone normali dai 6 anni in poi. Per esempio, i due sventurati che hanno lasciato morire Adele per paura di essere schedati e finire in cella, dovevano sapere che tra quella paura e la necessità di salvare una vita non c’è ambiguità di scelta. Anche perché adesso pagheranno di più, molto di più.
Allora, se una condanna salvifica può esistere, che la loro condanna sia la nascita di una coscienza infelice: unica strada -tra l’altro- verso la redenzione.