Published On: Mer, Set 9th, 2015

Al via il 2° Festival della Comunicazione di Camogli

Dopo il successo dello scorso anno, che ha portato (quasi) per la prima volta in Liguria il tema della semiotica, della retorica e della linguistica, oggi le materie più importanti da studiare e da conoscere insieme con la geografia-geopolitica e alcune facoltà scientifiche.
Tutti sappiamo che la Comunicazione è alla base di ogni attività umana ( e di ogni pensiero, come scriveva Epitteto: “Non i fatti ma le opinioni muovono gli uomini“), eppure in Liguria e Italia non sa che Umberto Eco è uno scadente romanziere mentre invece è un eccellente critico (“Alla ricerca della lingua perfetta” è un saggio strabiliante) e un ottimo semiotico. Già, ma cos’è la semiotica? Lo sanno pochissimi studenti, forse subissati da documentari sui panda del Belucistan a scuola, e dai giochini sullo smartphone o dai corsi in palestra, a casa…

A Camogli è in arrivo la seconda edizione del Festival della Comunicazione, con nomi prestigiosi, come il linguista Tullio De Mauro – di scuola De Saussure, precedente alla semiotica formalizzata da Peirce. Appuntamento oggi alle 17:30 in Piazza Ido Battistoni con De Mauro, che parlerà de “Il linguaggio degli italiani dall’Unità d’Italia a oggi”.
Il Festival proseguirà fino a domenica con i seguenti “comunicatori”:
Venerdi: Piero Angela, Edmondo Bruti Liberati, Stefano Bartezzaghi, il ministro Roberta Pinotti, Monica Maggioni, Mauro Moretti, Ferruccio De Bortoli, Carlo Freccero, Aldo Grasso, Aldo Cazzullo, Mario Calabresi e Giorgio Conte.
Sabato: Gherardo Colombo, Piercamillo Davigo, Furio Colombo, Marco Tullio Giordana, Massimiliano Fuksas, Carlo Freccero, Natalia Aspesi, Gad Lerner, Pierluigi Battista, Corrado Augias, Pupi Avati e Marco Travaglio; domenica infine saranno ospiti Mario Tozzi, Roberto Cotroneo, Beppe Severgnini, Concita De Gregorio, Uto Ughi, Enrico Ghezzi, Andrea De Carlo, Umberto Eco e Federico Rampini.

Preoccupa la presenza a Camogli di molti magistrati, una categoria che non dovrebbe “comunicare”, ma giudicare.
C’è una sorta di epidemia globale, la politicizzazione infinita, un tema che ormai dilaga e ci deforma i pensieri, a cominciare dalle religioni oggi quasi tutte trasformate in gigantesche ONG in cui si vende benissimo il “Bene”, mentre le chiese (cristiane, musulmane e forse anche buddiste e induiste) fanno politica a più non posso.
Evangelizzare e non deformare, separare la politica dalla fede, erano invece alcuni degli obiettivi del messaggio cristiano, almeno fino alla falsa e falsificata “donazione di Costantino”.
CAMOGLI RETI 2

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