Published On: Mar, Feb 16th, 2016

Al via il Contratto di Fiume per l’Entella. L’Entella danneggia il mare di tutto il Tigullio. Centinaia di frane nel bacino del fiume. Entroterra ligure, il più disabitato d’Italia

Nuovo passo in avanti per la realizzazione del Contratto di fiume per l’Entella, termine che indica un lavoro comune per l’unico bacino fluviale ligure, visto che quello di Albenga (torrente Neva e fiume Centa)  è poco esteso, mentre quelli del Magra a Levante e del Roja a Ventimiglia sono bacini di confine.

L’incontro che si è tenuto questa mattina nella sala Giunta del Comune è un passo verso la costruzione di una unità di intenti di ben 19 comuni, Regione, CM, e diverse associazioni.
Il sindaco Levaggi ha rammentato che si tratta di un fiume salvabile, “nonostante le costruzioni demenziali degli anni ’60 e ’70, che in una fase di espansione demografica ed economica hanno certo salvato molte famiglie, ma senza rispetto per l’ambiente e la sicurezza, oltre all’estetica e alla funzionalità”.

La Regione, ha aggiunto Levaggi, sta andando avanti anche sul bacino del fiume Magra (particolarmente splendido alla foce).
E’ importante che tutti i Comuni dell’entroterra si uniscano al lavoro comune, sottolinea Levaggi (proprio oggi dovrebbe aggiungersi il Comune di Carasco), “perché risolvere i problemi alla foce è inutile se poi non si lavora su tutto il percorso a monte”.
Sarà molto importante l’incontro di giovedi 18 presso l’Istituto Agrario Marsano di San Colombano -aggiunge l’architetto Mauro Davì dell’associazione Contratto di Fiume per l’Entella, animatrice del progetto.
Diversi i nodi:
1. – la formazione della Segreteria tecnica, che vedrà la partecipazione di Silvia Soppa (Istituto Nazionale di Urbanistica), del geologo Sergio Tucci; dell’agronomo Antonio Batolla, di Sergio Poggi della Società Economica, di Maugeri di Lega Ambiente, di Marisa Bacigalupo del GAL, dell’ingegner Castelli e dell’arch. Davì.

2.- le adesioni dei comuni e delle associazioni del territorio coinvolto (includendo anche Santo Stefano d’Aveto, come suggerito da Giorgio Canepa, presente all’incontro).

3.- In base alle adesioni si dovrà lavorare sulla qualità dell’acqua (rif. Direttiva UE 260 sulla depurazione): i torrenti Lavagna, Sturla e l’Entella non hanno valori confortanti sotto il profilo chimico e per la presenza di colibatteri. Una cartina alquanto sconvolgente è stata presentata questa mattina: si deduce che l’acqua dell’Entella impatta (negativamente) su tutto il mare sottocosta, da Bogliasco a Riva Trigoso.

In rosso l'area marina coinvolta dalle acque dell'Entella

In rosso l’area marina coinvolta negativamente dalle acque dell’Entella

4. – Un altro argomento riguarda lo sviluppo di agricoltura e turismo, dato che il bacino dell’Entella si estende su 7 SIC (Siti di Interesse Comunitario), oltre alla val d’Aveto – più collegata al Tigullio che al suo bacino idrico di riferimento.

5. – Frane e dissesto idrogeologico. Per dirla in sintesi estrema: le frane sono centinaia, e crescono esponenzialmente (vedere l’area in rosso):

contratto fiume per l'entella frane

 

 

6.- Nell’incontro di giovedi a San Colombano, prima sessione della Segreteria tecnica e del Tavolo di concertazione per definire le azioni da intraprendere. Sarà presente il delegato del presidente Toti, consigliere Claudio Muzio.
Entro la fine di maggio dovranno essere definiti azioni e finanziamenti regionali e UE.

7.- La Liguria è la regione più disabitata d’Italia nel suo entroterra, che è meno abitato dell’Aspromonte calabrese.
Lo scompenso con la alta densità della costa è evidente, e crea danni ambientali. Recenti studi nazionali dicono che l’abbandono dell’entroterra è un fattore economico fondamentale per invertire la decrescita.

contratto fiume per l'entella densità abitativa

Di seguito il documento rilascitato oggi alla stampa.

Presentazione del dossier preliminare sul contratto di fiume Entella e le sue vallate
Giovedì 18 febbraio 2016 è stato organizzato un incontro pubblico all’Istituto Agrario Marsano a San Colombano Certenoli per presentare il Dossier preliminare sul Contratto del fiume Entella e il suo bacino imbrifero.

E’ un’occasione molto importante perché, dopo anni di convegni, dibattiti e incontri finalizzati alla sensibilizzazione sui temi della valorizzazione del territorio e delle problematicità ad oggi non ancora risolte, si è arrivati alla redazione di  un documento condiviso  che si propone di essere la base di partenza per  l’elaborazione di scelte strategiche nella gestione dell’intero bacino idrografico.

Il dossier è stato elaborato dal Comitato per il Contratto di Fiume Entella e il suo bacino insieme a Legambiente e all’Istituto Nazionale di Urbanistica della Liguria, con il Patrocinio del Comune di Chiavari che, fin dagli esordi del Comitato si è proposto quale comune capofila per l’elaborazione di questo importante strumento concertativo.

Il Convegno del 18 febbraio è l’occasione di una analisi del territorio che metterà in comunicazione diversi attori istituzionali in diverse forme sia con carattere orizzontale, tra soggetti istituzionali di pari livello ma che operano in differenti aree territoriali e/o in ambiti di competenza eterogenei e sia di carattere verticale, tra autorità che esercitano i propri poteri su scale territoriali di diversa ampiezza.

Attraverso questi processi di programmazione negoziata si potranno identificare percorsi di riqualificazione territoriale capaci di perseguire il cosiddetto equilibrio delle tre E (ecologia, equità, economia) dove le comunità insediate definiscono in modo condiviso le misure per la riqualificazione dei territori senza minacciare l’operabilità dei sistemi naturale, edificato e sociale da cui dipende la fornitura dei servizi ambientali, sociali ed economici.

Recentemente è stata nominata una Segreteria Tecnica operativa e si andranno a predisporre, a partire dall’incontro di giovedì 18 febbraio, dei tavoli di concertazione.

Questi ultimi rappresentano la sede di concertazione del Contratto attraverso cui si attua la partecipazione diffusa degli interessi locali presenti nel bacino idrografico e ne possono fare parte i rappresentanti di ogni ente e associazione. Hanno il compito di far emergere criticità e problematiche oltre a divulgare, attraverso i propri canali informativi, gli orientamenti maturati e le scelte relative all’attivazione, attuazione e gestione continuativa del Contratto di Fiume.

L’Assemblea si riunirà periodicamente per aggiornare il territorio sullo stato di attuazione del Piano d’Azione e incentivare la partecipazione all’evoluzione del Contratto. L’obiettivo è di affrontare la problematicità della depurazione delle acque alla luce della Direttiva Europea 2000/60 e di rendere sostenibile la rete produttiva industriale e artigianale senza gravare necessariamente sulle realtà dell’area, la gestione del sistema agricolo perché possa svilupparsi  in sintonia con un turismo non più esclusivamente orientato verso i centri balneari, la valorizzazione dei siti di interesse naturalistico e infine le opere necessarie a prevenire il rischio idrogeologico. Queste tematiche saranno affrontate con una cartografia che prende in considerazione l’intero bacino e permette di dialogare a realtà fino ad oggi isolate le une dalle altre.

La Segreteria Tecnica operativa, recentemente attivata, sarà un organo tecnico con funzioni operative col compito di realizzare tutti i passaggi necessari per una corretta e trasparente attuazione del Contratto, gestendo le tempistiche e l’organizzazione generale delle diverse fasi di processo e di progetto. In particolare la Segreteria Tecnica si impegna ad elaborare  analisi territoriali e approfondimenti a supporto delle attività dei Tavoli Tecnici Tematici oltre ad organizzare la gestione delle procedure di monitoraggio del Contratto.

In questo percorso un contributo importante è quello dell’Agenzia di Sviluppo GAL Genovese (ASGG), da tempo  operante per la promozione della crescita economica integrata e sostenibile del territorio dell’Area Metropolitana genovese, che progetta, organizza e gestisce programmi di sviluppo locale concertati con le parti istituzionali ed economiche e che si è reso disponibile con le proprie competenze ed esperienze a collaborare alle fasi operative per l’attuazione del Contratto di fiume dell’Entella.

E’ stata possibile la realizzazione del dossier grazie,  oltre agli amici del Comitato per il Contratto del fiume Entella e alla già citata  Agenzia di Sviluppo GAL Genovese,  ai molti contributi e sostegni:

  • delle amministrazioni comunali di Chiavari, comune capofila, di Lavagna, Ne, San Colombano Certenoli e Cogorno che si sono già attivate e che ci auguriamo siano le prime 5 dei dei 19 comuni componenti il bacino idrografico;
  • l’Istituto agrario Marsano di San Colombano Certenoli;
  • dei docenti della facoltà di geologia dell’università di Genova Sergio Tucci e Marco Elter;
  • delle associazioni ambientaliste di Legambiente e della Lipu,

E un grazie particolare a Cristina Pitruzzella che ha curato la composizione grafica e Raffaella Vernazza, autrice del logo, oltre che della copertina del documento.

Il logo che proponiamo, sintetico ma realistico, usa la metafora dell’albero (i rami sono gli affluenti, il tronco è il fiume, la chioma rappresenta il bacino) che affonda le sue radici nella madre terra (rappresentata dal mare), traendone la vita, ma al tempo stesso la capovolge, perchè è il fiume, raccogliendo acqua dai suoi affluenti, che porta la vita fino al mare.

Con la morte del fiume sarebbe svanito ogni contatto tra quegli esseri abbandonati (…) L’assenza di questo grande moderatore universale, che gettava un ponte fra l’animato e l’inanimato, si sarebbe dimostrata di importanza cruciale. Ciascuna di queste realtà sarebbe presto diventata letteralmente un’isola in un arcipelago prosciugato dal tempo.
G. Ballard, Terra bruciata, Milano 1966

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