Published On: mar, Mag 16th, 2017

Al via il restauro del ponte di Santo Stefano (che ha 2 arcate: foto)

Pubblichiamo una nota sul ponte di Santo Stefano a Sestri Levante, inviataci da Martino Tassano, consigliere comunale M5S e appassionato di archeologia e storia locale.

In questi due ultimi anni raramente mi sono espresso sul nuovo ponte installato alla foce del Petronio, sia sulla sua soggettiva bellezza (in quanto esteticamente può piacere o meno), che sulla sua oggettiva utilità (in quanto un ponte a sola arcata di sicuro favorisce il defluire delle acque, sebbene il principale problema per il regolare scorrere di quest’ultime risulti sempre essere il mancato dragaggio dell’alveo del torrente).

Tuttavia voglio sottolineare lo stato di abbandono, incuria o dimenticanza di uno dei ponti che maggiormente rappresenta la nostra città, sia sotto l’aspetto monumentale che quello storico, in quanto l’Antica via Romana da qui transitava: il famoso ponte di “Santo Stefano”.

Non tutti sanno che l’edificazione del ponte risale al Settecento, dopo la distruzione del precedente a tre arcate. L’attuale avrebbe due arcate, una delle quali però è stata “sapientemente” affogata nel cemento armato (vedi immagine).

Indiscutibile la bellezza architettonica della struttura, oggetto d’interesse da parte del Movimento 5 Stelle di Sestri Levante nell’anno 2015, anno durante il quale, a seguito di un sopralluogo, evidenziammo lo stato di mancata manutenzione delle sue opere murarie, con il rischio di possibili crolli sia dei parapetti, che della sovrastante edicola votiva.

L’Edicola -così come l’intera opera- fu oggetto di una nostra mozione, con la quale chiedevamo l’impegno all’intero Consiglio Comunale affinché si intervenisse urgentemente con l’avvio di un restauro conservativo, appurato che la stessa Edicola Votiva risultava preoccupantemente inclinata a sud e, quindi, prossima a possibile e definitivo crollo.

Ovviamente l’intero Consiglio Comunale approvò l’ordine del giorno della nostra mozione e, forse non tutti sanno che quest’anno a bilancio sono stati stanziati 26000 Euro per il restauro di quest’ultima.

L’amore per il proprio comprensorio e la propria città in questo caso ha dimostrato come vi siano punti sui quali tutti, indifferentemente dall’ideologia politica, unitamente convergiamo. [Nota di merito per una città che, come tutta l’Italia, è passata dal fascismo al fazionismo, NDR].
L’augurio è di constatare a breve l’avvio delle opere di restauro conservativo alle parti accessorie di questo ponte, da secoli fulcro della storia del nostro paese, in quanto solo da qui, via terra, tutti passavano per raggiungere Roma: aristocratici, borghesi, militari, pellegrini e viandanti.”
Martino Tassano

L’arcata “incementata”