Published On: Ven, Ago 29th, 2014

Alexander Scriabin: può esistere una musica in grado di distruggere il Mondo?

In tempi di guerra continua e globalizzata, converrà utilizzare l’arma segreta di Scriabin, ovvero: PUO’ ESISTERE UNA MUSICA IN GRADO DI DISTRUGGERE IL MONDO?
L’idea di Scriabin è antipodale -ma non troppo- rispetto a una mia idea letteraria, ferma da dieci anni, dopo il primo tentativo di stesura. La trama consisteva nell’ipotizzare una setta ortodossa russa, negli anni del giogo sovietico, prende le Icone dalle chiese e le salva nascondendole in una montagna vicina ai confini afgani. Nel corso dei decenni i monaci affinano le antiche tecniche di Andrej Rublev, combinandole coi mandala orientali per creare delle icone che siano in grado di convincere al bene le persone e -quindi- di salvare il mondo. Tutto ciò solo “guardando” le icone. Operazione difficile che prevede anche il trasporto in Occidente delle icone-mandala…
L’idea di Scriabin è opposta: creare una musica “maledetta” per compiere una missione salvifica inversa: distruggere il Mondo per salvarlo da se stesso. L’idea romantica è simile in Lautréamont e in Antonin Artaud (“…Prevedo la Distruzione totale con l’Acqua, la Terra, il Fuoco, e con una Stella che occuperà la superficie totale del’Aria dove lo Spirito dell’uomo si è bagnato, predico la Distruzione totale, ma Cosciente e Ribellata” -Tarahumara, 1956). E’ in fondo la base della filosofia nichilista: anarchico alla Dostoevskij, kamikaze e via discendendo…

Parliamo dell’Alexander Scriabin che compose l’immortale Poema dell’Estasi.
Quando morì -nel 1915, cioé nel mezzo del Primo Macello Mondiale- Scriabin stava lavorando ad alcuni accordi e armonie in grado di condurre l’ascoltatore verso la Fine del mondo e gli squilli di tromba dell’Apocalisse di San Giovanni. Ne scrive Dangerous Mind:

The Mysterium and its prelude, the “Prefatory Action,” were, in the words of Scriabin’s biographer Faubion Bowers, “cataclysmic opuses to end the world and its present race of men.” If all went according to plan, the first and only performance would immanentize the eschaton, thereby annihilating space and melting reality; no one would have to pay the band. 

The composer tended to describe his vision in gentler terms: “the whole world,” Scriabin said, would be invited to the performance. “Animals, insects, birds, all must be there.” Artists of all kinds would contribute to the seven-day ritual; the audience’s senses would be dazzled by lights, incenses, textures, music and poetry. Together with fellow Theosophist Emile Sigogne, Scriabin “worked on an absolutely new language for the Mysterium. It had Sanskritic roots, but included cries, interjections, exclamations, and the sounds of breath inhaled and exhaled.

All this may sound life-affirming, but Bowers’ words are unequivocal. “The universe would be completely destroyed by it, and mankind plunged into the holocaust of finality.

Si tratta dell’ipotesi di un olocausto, di un Isacco che sfugge sia a Abraham sia a Dio e si autoimmola, perché forse ha visto nel fondo della Storia gli abissi di Auschwitz.

Scriabin purtroppo morì molto giovane e lasciò (per fortuna?) solo pochi brani della Prefatory Action, il Preludio del Mysterium, l’opera in grado di distruggere l’Universo… Il compositore russo Alexander Nemtin riprese in mano i pochi spartiti inediti e li innestò nella sua versione della “Prefatory Action” nel 1996. Ecco l’idea base della scenografia dell’opera:

“The Prefatory Action would […] be a stage work of immense proportion and conception. Bells suspended from the clouds in the sky would summon the spectators from all over the world. The performance was to take place in a half-temple to be built in India. A reflecting pool of water would complete the divinity of the half-circle stage. Spectators would sit in tiers across the water. Those in the balconies would be the least spiritually advanced. The seating was strictly graded, ranking radially from the center of the stage, where Scriabin would sit at the piano, surrounded by hosts of instruments, singers, dancers. The entire group was to be permeated continually with movement, and costumed speakers reciting the text in processions and parades would form parts of the action. The choreography would include glances, looks, eye motions, touches of the hands, odors of both pleasant perfumes and acrid smokes, frankincense and myrrh. Pillars of incense would form part of the scenery. Lights, fires, and constantly changing lighting effects would pervade the cast and audience, each to number in the thousands. This prefaces the final Mysterium and prepares people for their ultimate dissolution in ecstasy.”

Come la musica (si ascoltino le note qui di seguito), la scenografia prevista sarebbe stata titanica.

Skrjabin_Mysterium_Sketch

Disegno preparatorio di Scriabin

 

Scriabin: Prometeo, parte del Mysterium
Jean Delville, illustrazione del Prometeo, parte del Mysterium

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