Published On: mer, Apr 19th, 2017

Alimentazione e paesaggi rurali nel Tigullio medievale: conferenza sabato 22

“Olio, vino, castagne, fichi”: l’argomento della conferenza è esplicito: come vivevano e grazie a cosa sopravvivevano i tigullini medievali?
Sappiamo che, fino a inizi ‘900, la demografia e l’economia erano l’esatto contrario di ciò che sono oggi: le valli dell’entroterra erano le sole zone densamente abitate e le più ricche. L’entroterra produceva il cibo necessario: pane, olio, vino, castagne e carne.
In riva al mare, la pesca era praticamente inesistente: ancora a inizi ‘900 i pescatori non mangiavano quasi il poco che pescavano: la loro attività economica principale consisteva soprattutto nella salagione delle acciughe.
Inoltre, la costa era un territorio insicuro: nell’Alto Medio Evo era sotto il controllo della flotta bizantina, che si contrapponeva ai tedeschi longobardi, che lentamente riuscirono a discendere le valli dalla pianura Padana fino al mare.
Ma ancora a inizi ‘800, nel pieno della campagna di Napoleone in Italia, si lamentavano incursioni di pirati saraceni a Riva Trigoso e altrove.

Anche a due passi dal mare ogni casa aveva la sua stalla per produrre latte, formaggi e avere carne.
La zona di coltivazione degli ulivi era quella di adesso: da 0 a 300 metri di altezza. Più in alto, vi erano le castagne (ma sappiamo da documenti che le castagne erano coltivate anche a livello mare, ed esposte a sud, per esempio, nella valle del Fico a Sestri levante), noci e noccioleti, i cereali.
Molto importante era il commercio di olio, farina e sale tra costa e Padana. Il vino era di bassa qualità e serviva come droga contro le fatiche quotidiane.

Olio, vino, castagne, fichi
conferenza di Carlo Moggia – presentazione di Goffredo Ferretto
Associazione Il Bandolo, Sale conferenze Wylab, via Davide Gagliardo 7 – Chiavari
Sabato 22 aprile 2017, ore 17