Published On: Ven, Giu 14th, 2019

Alitalia va a Lotito. Cambiamenti climatici, perché tutti parlano di auto e nessuno calcola l’inquinamento di navi e aerei?

Le istituzioni, spinte da demagogia ambientalista, si accaniscono, da oltre 20 anni, contro le auto mentre su aerei e navi, enormemente più inquinanti, domina la mancanza di regole e un silenzio assordante. 

Il turismo di massa ha sostituito il cosmopolitismo elitario con l’overtourism che vediamo in atto a Roma o Venezia o nelle Cinque Terre (ma non a Portofino o Santa Margherita ligure, dove un certo equilibrio è stato ottenuto). La globalizzazione delle merci ha sostituito il capitalismo industriale (nel mondo vi sono oggi 50.000 navi per le merci, tra cargo, petroliere, portacontainer).
Deriva da ciò l’aumento esponenziale del traffico su navi e aerei.

Umanità Gioconda, accecata dal troppo guardare senza vedere.

Tracciamento navi

Un Boeing 747 consuma 4 litri di carburante al secondo.

Tracciamento aerei in volo

Il nodo non è impedire alle masse di recarsi a Bali per non vederla, a un costo -a pensarci bene carissimo… Altro che low cost, per qualche foto e una camera d’hotel! Molti turisti infatti vanno a migliaia di km. di distanza per stare in un resort dove si nuota e si gioca, ma come se fosse un film, senza toccare terra e senza vedere il mare in cui si nuota.

C’è una mediazione tra turismo di massa e vivere nell’etica ambientalista come nel turismo vegano, o rinchiusi in massa come nella Berlino Est sovietica? Si può aggiungere allo slow food uno slow travel, evitando lo spostamento continuo e -a volte- poco sensato di miliardi di persone e di miliardi di tonnellate di merci da un capo all’altro del mondo?

C’è una dimensione sensata del trasporto?

Così non si va avanti: il tempo e la distanza spariscono, le culture si assomigliano, spariscono popoli e lingue, aumentano conformismo, odio e idozie di massa. Sul New York Times, un dato di Science: ciascun passeggero che fa un viaggio di 4.000 chilometri in aereo produce emissioni che provocano lo scioglimento di tre metri quadrati di ghiacciai artici.

Su nave è anche peggio: le emissioni per chilometro sono tre-quattro volte superiori a quelle degli aeroplani, e la flotta mondiale è infinitamente al di sotto dello standard EURO 4 imposto anni fa alle automobili.
Le navi trasportano soprattutto merci. Ma siamo sicuri che non si possa in parte seguire i sovranisti economici almeno in una delle loro pochissime cose sensate, cioé prendere i limoni e i pompelmi in Sicilia anzicché in Argentina e Sud Africa?
Riducendo le tasse alle filiere “cibo” e “vestiario”, e risparmiando sul (pur basso) costo di trasporto, si restituirebbe all’ambiente qualcosa, se non tutto il carico di CO2 e particolato, e anche se non tutto il cambiamento climatico è prodotto dell’inquinamento.

Per navi e aerei non si tratta solo di CO2. Sia le turbine a reazione dei velivoli, alimentate a kerosene, che i grandi motori diesel navali (che usano olio combustibile poco raffinato, il ”bunker oil”), a differenza delle auto, emettono quantitativi enormi di idrocarburi (HC), ossido di carbonio (CO), ossidi di azoto (NOx), ossidi di zolfo (SOx), particolato (PM), anidride carbonica (CO2), poiché sono del tutto privi di dispositivi assimilabili ai catalizzatori ed ai filtri anti-particolato. La CO2 non è un gas inquinante, né tanto meno tossico, ma ha un effetto serra come il vapore acqueo presente in atmosfera (le nuvole) che è di gran lunga l’elemento naturale ad effetto serra più diffuso.

Mentre le auto hanno avuto un ideologicissimo e ideoillogicissimo nemico negli Stati e dei Media mondiali, stranamente il comparto aereo ha ottenuto il permesso di triplicare il traffico fino al 2050 (lo nota il Sustainable Development Commission del governo UK).

Secondo la IATA, che rappresenta circa l’80% delle compagnie aeree, nel 2018 sono stati 4,36 miliardi i passeggeri, con una media di 107 mila voli al giorno e un incremento del 75% rispetto a 10 anni fa. Stime per difetto hanno quantificato che il traffico aereo di un aeroporto come Fiumicino o Malpensa emetta giornalmente gas inquinanti pari alla quantità di circa 350 mila auto non catalizzate! 
Flightradar24, un sito svedese specializzato nell’osservazione degli aerei, ha registrato il 13 luglio 2018 come giorno più trafficato della storia dell’aviazione. Flightradar24 con 205.468 voli in un solo giorno, record dell’aviazione mondiale ormai già superato.
Secondo il The Telegraph vi sono al massimo 39.000 aerei civili in attività nel mondo.

2018: 185,7 MLN di passeggeri in Italia, mentre il traffico cargo si attesta a 1,1 MLN di tonnellate di merce trasportata. I passeggeri transitati nei 39 scali italiani nel 2018, sono 10,3 MLN in più rispetto al 2017.
Nel 2035 nel mondo viaggeranno in aereo circa 7,8 miliardi di passeggeri.

 “Gli aerei commerciali generano oltre 600 milioni di tonnellate di CO2 l’anno e rilasciano ossidi di azoto (NOx) direttamente nella troposfera, sede dei fenomeni metereologici”, spiegano gli esperti GuyDauncey e Patrick Mazza. Qui si ossidano nell’ozono troposferico che, a quell’altezza, funziona come potente gas serra. In base ai calcoli di Paul Wennberg del California Institute of Technology, il trasporto aereo incide per oltre il 10% (ma altre fonti citano il 13%), sul totale dell’effetto serra da CO2. 1000 kg di carburante consumato producono 3.160 kg di CO2. Ma oltre o ciò bisogna considerare l’inquinamento a terra da ossido di carbonio (CO) e da polveri sottili sospese.

Poi ci sono le navi. Si pensi che secondo un rapporto della ONG Transport & Environmentle navi da crociera inquinano più di tutte le auto europee.
Lo studio ha analizzato 203 navi da crociera di 30 compagnie diverse che hanno navigato nei paesi europei durante il 2017 con l’obiettivo di valutare l’inquinamento prodotto da queste navi di lusso.
Si tratta della quantità di ossido di zolfo, ossido di azoto e polveri sottili immessi nell’ambiente. “Importanti compagnie come Costa Crociere e MSC sono risultate in cima alla lista, con immissioni di ossido di zolfo e ossido di azoto rispettivamente 10 e 15 volte superiori rispetto ai gas emessi dalle auto circolanti in tutta Europa” (vedi qui).

Le compagnie rispondono così:
Il settore delle crociere è stato uno dei primi ad adottare la tecnologia di pulizia dei gas di scarico (EGCS) in 111 navi, riducendo le emissioni di zolfo oltre i limiti previsti dalle regolamentazioni internazionali e di ridurre inoltre le emissioni di particolato. Su altre 42 EGCS è previsto entro pochi mesi. Il settore delle crociere è stato anche uno dei primi ad adottare la propulsione a Gas Naturale Liquefatto (GNL). Oltre il 70% della flotta da crociera mondiale – 152 navi – sono già “dual fuel”, in grado di utilizzare carburanti alternativi come metanolo e biodiesel, nonché i combustibili fossili. Alcune sono persino in grado di trasformare i loro rifiuti alimentari in carburante“.

Bene, ma a parte le navi da crociera, la flotta mondiale -che comprende ben 50.000 navi soltanto per il traffico commerciale- è altamente inquinante?

La risposta, temiamo, è sì. Pensiamo inoltre al resto della flotta mondiale: pescherecci, barche a motore, navi militari, traghetti…

In sintesi, l’ambiente è una cosa troppo importante per lasciarla in mano ai dilettanti. Vedi la plastica e il mare, caso per cui ancora nulla di concreto è in atto.
Navi e aerei sono un macello per il mondo.
Si faccia un calcolo: in Italia ci sono 37 milioni di auto immatricolate, un quinto delle quali ha più di 17 anni. Calcoliamo che in media ne circolino 3 milioni di media al giorno. Se aggiungiamo anche furgoni, camion, TIR e moto, possiamo tranquillamente arrivare a 4 milioni di marmitte in funzione in Italia per 24h al giorno.
Calcolando 5 cm. per marmitta, otteniamo 20 milioni di cm., cioé 200.000 metri di marmitte in azione. Cioé un camino fumante di 200 KM sempre in azione sopra la sola Italia.
Un problema -forse- c’è, alla faccia sia del terrorismo ambientalista, sia del nullismo della politica, sia del negazionismo a priori.