Published On: Mar, Apr 9th, 2019

Allarme tubercolosi in Italia: dopo il caso della maestra in Veneto, nuovo caso in una scuola di Savona

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Speriamo che la questione cominci a destare un minimo di preoccupazioni a livello di Governo della Sanità Pubblica.
La malattia sembrava scomparsa dall’Europa da molti decenni. Vale la pena di capire che cosa sta succedendo anche per evitare accuse ingiuste a qualche monatto.

A Savona è già stato effettuato il test Manteaux a 26 compagni di classe, 27 docenti e 2 operatori scolastici. Entro venerdì tutti i 69 studenti e personale istituto sottoposti al test.

La Vicepresidente di Regione Liguria ha indirizzato una lettera al ministro della Salute per informarla del caso di tubercolosi registrato a Savona, delle condizioni della 14enne colpita dalla malattia e delle azioni intraprese in relazione al programma di sorveglianza sanitaria avviato dalla Asl nei confronti degli insegnanti, degli alunni e dei loro genitori. Intanto oggi il personale medico della struttura di Igiene della Asl2 ha incontrato tutti i genitori dei compagni di classe della paziente: i genitori hanno potuto chiedere tutte le informazioni sulla malattia e sulla sua trasmissione, confermando che nessun compagno della ragazza presenta sintomi riconducili alla malattia.

“Il caso è sotto controllo, è circoscritto – afferma la vicepresidente di Regione Liguria e assessore alla Sanità – e la situazione è sorvegliata attentamente da parte dell’Asl.

UN ALTRO CASO DI TISI IN UNA SCUOLA PRIMARIA DEL VENETO
Il caso riguarda una maestra di Motta di Livenza, che da un anno accusava dimagrimento e una tosse ostinata. Nel 2019 certo non poteva pensare a una malattia, ma ha pensato a un tumore “senza speranza” e ha ritardato le analisi perché temeva una conferma ai suoi timori.

Invece si trattava di un’infezione di TBC. “Si trattava di un quadro clinico imponente che ricorda le epidemie dell’Ottocento», ha detto il dottor Sandro Cinquetti del Servizio d’Igiene e sanità pubblica di Treviso.
La tisi ha colpito prima un alunno, poi due, poi dieci.
A un mese e mezzo dalla scoperta sono ora in tutto 36 i soggetti contagiati, dei quali 21 fanno parte della stessa classe della maestra. Dopo la positività ai test però solo nove hanno sviluppato la malattia, ma -a quanto dicono le autorità sanitarie- senza essere a loro volta infettivi. Si trovano quindi nella condizione di latenza.

Infatti non tutti i contagiati sviluppano la malattia: il batterio può rimanere quiescente per anni. Questa condizione si chiama «infezione tubercolare latente» e riguarda circa un quarto della popolazione mondiale. Attualmente l’unico vaccino a disposizione contro la tubercolosi – spiega l’Istituto Superiore di Sanità – è il bacillo di Calmette-Guérin, efficace solo nei bambini.
È tra le prime dieci cause di morte nel mondo: nel 2017 dieci milioni di persone sono state infettate dal “bacillo di Kach” (lo scopritore). I morti sono stati 1,6 milioni.