Published On: Mer, Feb 12th, 2020

Ambiente: il governo dorme, ma si muovono le aziende. Ecco la ecobag per i surgelati

Avvertenza: questo NON è un articolo sponsorizzato: vogliamo solo valorizzare chi DAVVERO opera per l’ambiente, perché ne abbiamo abbastanza di chiacchiere

Il minestrone della Valle degli Orti di FRoSTA è il primo surgelato in busta con packaging sostenibile: un impegno concreto per la riduzione della plastica superflua. Meno 70% di plastica e meno 40% di CO2 prodotta.
Arriva per la prima volta nel banco freezer e nelle cucine degli italiani l’ecobag per surgelati. Attraverso un mix di materiali studiati ad hoc, FRoSTA, azienda di surgelati pioniera nell’ambito della produzione responsabile, lancia sul mercato italiano il primo packaging sostenibile, realizzato a ridotto impatto ambientale e riciclabile nella carta.
Una rivoluzionaria e importante innovazione tecnologica, tutta italiana, sviluppata per il settore dei surgelati, storicamente vincolato, soprattutto nel caso delle confezioni in busta, all’uso esclusivo della plastica per gli imballaggi.
Cuore della sfida è la riduzione di quest’ultima e la creazione di una busta a base di carta che, nel freezer, è in grado di conservare al meglio le proprietà, il gusto e la qualità del prodotto finale.
L’Italia è il primo Paese a lanciare sul mercato questo packaging sostenibile e il primo prodotto FRoSTA a beneficiare dell’ecobag è il Minestrone Valle degli Orti.

L’impatto ambientale è stato valutato misurando la CO2 footprinting del Minestrone Classico Valle degli Orti e tenendo in considerazione tutte le fasi del processo produttivo fino all’arrivo nelle case dei consumatori.
Il risultato dello studio ha mostrato che l’uso della carta come componente principale di una confezione ha vantaggi in termini di emissioni di CO2 rispetto al precedente imballaggio totalmente in plastica PET / PE.
Un ruolo essenziale nell’imballaggio di carta FRoSTA è proprio la mancanza, durante la lavorazione e rifinitura della confezione, della fase di sbiancamento, che evita l’utilizzo di molte sostanze chimiche.
MA COME È FATTA LA ECOBAG?
Il nuovo sacchetto di imballaggio è composto da cellulosa e da una minima
quantità di PE.
La carta è grezza, priva delle sostanze chimiche solitamente utilizzate per il
trattamento dei packaging, e riduce al minimo l’impatto ambientale dei processi produttivi.
Nello strato interno viene inserito un sottile film plastico che protegge il prodotto: si tratta di una percentuale minima, che permette di rimanere all’interno dei parametri per lo smaltimento nella carta e che in fase di riciclo viene separata attraverso appositi processi.
L’intero processo di produzione è certificato da ATICELCA (Associazione tecnica italiana cellulosa e carta) che valuta il grado di riciclabilità di materiali e prodotti a prevalenza cellulosica, cioè carta e cartone.

A partire da questi principi FRoSTA ha lanciato la campagna #UnAltroModoPer, per raccontare che esiste un altro modo per scegliere cibo 100% naturale, utilizzando le risorse della natura senza alterarne gli equilibri e che mira a raccogliere tra il pubblico e i consumatori piccole e grandi idee che raccontano #UnAltroModoPer scegliere, consumare e riciclare.
Sempre da questo punto di partenza nasce anche il progetto dell’ecobag: fare la propria parte per la salvaguardia del pianeta.
FRoSTA è da molti anni pioniere nel settore dell’imballaggio sostenibile tanto che già nel 2013 ha eliminato l’alluminio dalle confezioni. Con la nuova confezione di carta, FRoSTA compie un ulteriore passo avanti.