Published On: Gio, Feb 23rd, 2012

Ampliamento caserma di Riva: domani la proposta dell’associazione Punta Manara Punta Baffe

SESTRI LEVANTE. Un’assemblea pubblica, aperta a cittadini, politici locali, regionali e parlamentari per discutere una valida alternativa all’ampliamento della caserma della Guardia di Finanza. L’associazione Punta Baffe Punta Manara da appuntamento a domani sera alle 21 nel centro sociale di Via Caboto; è attiva dal 2003, quando insomma si iniziava a parlare di recupero dell’area del Cantierino: “Per anni ci siamo battuti perchè il Puc venisse modificato – spiega Mirco Stagnaro – cambiando la destinazione d’uso dell’area, ci siamo opposti all’ edificazione di villette a schiera affinchè fosse mantenuta la funzione pubblica”. La decisione della Regione di procedere all’ampliamento della caserma di via balbi si poteva ampiamente evitare. Secondo gli associati, un aumento di volumi che nessuno vuole, nemmeno l’amministrazione, perchè andrebbe a invalidare l’importante intervento di riqualificazione del fronte mare rivano. Lo scopo della proposta è trovare un’alternativa al raddoppio della caserma attuale che rappresenti una soluzione ragionevole e positiva per gli interessi dei vari soggetti: ciò potrebbe diventare realtà prendendo in considerazione l’area di via Terzi affidata ad Arte per l’edificazione della caserma dei Carabinieri, intervento che non ha mai visto la luce.

Secondo l’associazione, i vantaggi sarebbero molteplici: “risponderebbero sia alla legittima aspettativa della Guardia di Finanza di trovare una sistemazione adeguata e dignitosa per la propria sede e le persone che vi lavorano – si legge in una nota – sia all’altrettanto legittima aspettativa dei cittadini di Riva, che dopo aver atteso per anni una riqualificazione dell’area, non troverebbero mortificate le proprie attese da un intervento invasivo che potrebbe trovare soluzione più funzionale altrove”. Una proposta economico-politica, che arriva dai cittadini prima che dall’amministrazione, che recentemente aveva diramato un comunicato in cui esprimeva totale disaccordo per la delibera regionale che intende dar seguito all’ampliamento. “Il piano regolatore prevedeva già un ampliamento del 50%, abbiamo chiesto i documenti ma sono secretati per cui la carenza di informazione è tanta – spiega Mirco Stagnaro – terminato il primo lotto di interventi sono stati lasciati i piloni, era chiaro che già si pensava ad un possibile raddoppiamento dei volumi”.

 

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