Published On: Mer, Nov 27th, 2013

AMT pubblica, un fallimento rinviato. A Firenze Renzi ha “privatizzato” ATAF in un anno

Il mantenimento del monopolio pubblico dei trasporti è smentito dal fatto che è un sistema fallimentare. AMT di Genova con quasi tutto il trasporto pubblico è in deficit (cioé il biglietto viene pagato due volte dal cittadino onesto).

Ma a Firenze Renzi ha saputo realizzare almeno un miracolo -per gli standard preistorici italiani. Ha privatizzato la ATAF (per quanto in maniera pilotata con FS, come volevano fare in Liguria).

La privatizzazione ATAF è stata realizzata velocemente, a 1 anno dall’annuncio, attraverso procedura di gara internazionale. Chi mastica di diritto amministrativo sa che questa procedura è particolarmente severa. Hanno partecipato consorzi nazionali ed esteri. Piuttosto incredibilmente, per una procedura pubblica, non sono stati presentati ricorsi dai concorrenti, segno che la gara era stata costruita e gestita correttamente. Ha vinto un consorzio guidato da FS, con altre aziende pubbliche, private e cooperative. FS nel 2012 confermava un bilancio attivo consolidato, e quindi ha autofinanziato la sua quota d’acquisto. La nuova proprietà ha aumentato lo standard di servizio e messo in mobilità poco meno del 25% dei dipendenti per esubero. Nonostante i sindacati e i giornali, Renzi ha portato a casa l’operazione. “Se si mettessero in mobilità il 25% dei dipendenti del comparto pubblico (non licenziandoli, quindi), molti problemi sarebbero risolti”.
La soluzione quindi non è lo sciopero (anzi). La soluzione è il cervello.
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  1. Redazione ha detto:

    Il miracolo c’è, e basterebbe guardarlo in faccia, gentile (non molto) tramviere di Firenze. E’ questo: che a Firenze c’è “qualche” speranza che il trasporto pubblico (tale è anche con proprietà privata) stia in piedi, mentre a Genova l’orizzonte attuale predice una cosa soltanto: il fallimento. Un fallimento peraltro che sarebbe persino migliore della situazione attuale, cui provvedono i cittadini per mezzo di tasse e nuove accise. Quanto ai tagli nelle società “pubbliche” di Genova, ROma etc., chiedere ai colleghi…
    Magari (usando il cervello) provare a chiedere delle società sane, efficienti, che puntino al ricavo come si fa da che mondo e mondo, invece che difendere un modello in mano alle Caste, potrebbe farci fare un passo in avanti. Pubblico (come a Londra) o privato (come a NYc), non importa.

  2. Mykros ha detto:

    Questo è un tipico caso in cui vorrei essere capace di compiere un prodigio e di risuscitare il vero Mykros. La sua fertile penna ne avrebbe da scrivere su questa sinistra che privatizza più della destra e su tutti questi elogi all’ex sindacalista CGIL Mauro Moretti che viene elogiato per aver distrutto le ferrovie italiane in cambio di pingui compensi. Il tramviere di Firenze ha le idee chiare, peccato che con questi non abbia la minima possibilità di metterle in pratica.

  3. Un tramviere di Firenze ha detto:

    Sono d’accordo con voi, la soluzione è il cervello. Dote che, a mio giudizio, non è molto presente in chi ha scritto questo articolo. La privatizzazione di ATAF non è un miracolo, è un atto contro la volontà dei fiorentini, che nei referendum del 2011 avevano espresso parere contrario sulla privatizzazione dei beni pubblici essenziali, come il TPL. Oltretutto, nel presente articolo, affermate anche il falso, perché ricorsi ve ne sono stati, sia da parte di Arriva che da parte di RATP. Inoltre, gentili amici del Tigullio, che ne sapete se il servizio è migliorato o no? Io, per ovvi motivi di opportunità, non mi pronuncio, ma vi assicuro che non è così, come non mi sembra una soluzione mettere in mobilità la gente, cosa che, peraltro, è altrettanto falsa, visto che nessuno è stato messo in mobilità, ma sono stati incentivati gli esodi ed alcuni lavoratori sono stati trasferiti in altre aziende del gruppo, non necessariamente nel circondario di Firenze (Valtiberina, ma anche Veneto e Lombardia). Chi è rimasto a Firenze, invece, ha visto la sua pausa minima ridursi da 25′ a 15′, e il periodo massimo continuativo alla guida innalzarsi da 4 ore a 4 ore e 30 minuti. Tutto questo senza considerare che nel 2014 la storica azienda fiorentina verrà chiusa e divisa in tre pezzi, ove i lavoratori saranno costretti a condizioni ancora più dure e punitive, decisamente incompatibili con uno scenario come il traffico cittadino di Firenze. Sì, perchè vedete, cari amici del Tigullio, io non conosco a fondo la situazione genovese, ma a Firenze il problema maggiore è la mancanza di velocità commerciale (sapete cos’è?), problema che si rimedierebbe in gran parte con le corsie protette. Chiedete al vostro amico Renzi se le ha fatte, prima di privatizzare l’azienda. Qualora vi rispondesse di sì, sappiate che le uniche due corsie dell’amministrazione Renzi, escludendo quella della Stazione obbligata dalla chiusura di Piazza Duomo, sono totalmente inutili, visto che anche in loro assenza si trovavano in punti non soggetti a traffico congestionato, ed una delle due è persino pericolosa, poiché gli altri mezzi tagliano la strada al bus. E trovo francamente discutibile pure celebrare il risultato “nonostante sindacati e giornali”: i secondi NON HANNO FATTO NIENTE contro Renzi e per fermare l’operazione, i primi, oltre a TENERE SEMPRE UN ATTEGGIAMENTO COSTRUTTIVO E RESPONSABILE, non esistono per rompere le scatole, ma per DIFENDERE I LAVORATORI, i quali oggi, a causa della scellerata privatizzazione targata Renzi, dove non si è voluto neppure inserire una clausola sociale a difesa di occupazione e normativa, rischiano, oltre al posto di lavoro, oltre a condizioni lavorative notevolmente peggiori, pure di perdere 5.000 Euro di salario annuale. Cervello imporrebbe di sentire tutte le campane, prima di fare un articolo.

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