Published On: Lun, Giu 12th, 2017

Analisi del voto in Liguria e Italia: centrodestra ok, M5S bocciato, Pd rimandato

Indicazioni chiare dal voto amministrativo di domenica: in Italia manca un’alternativa forte, come in Francia, dove Macron ha stravinto (al ballottaggio otterrebbe 430 seggi circa su 577, mentre il centrodestra gollista prenderebbe circa 100 seggi. Socialisti e sinistra di Melenchon sono irrilevanti, con meno di 40 seggi -ne avevano 360-. Pochissimi seggi andrebbero ai lepenisti).

Il riferimento alla Francia non è casuale.
1. Infatti -se Renzi avesse incarnato un cambiamento liberal-socialista, come ha fatto Macron- il suo programma di rinascita dal fango della burocrazia e del partitismo avrebbe mantenuto lo stesso risultato straordinario delle ultime elezioni europee. Invece il Pd -da un lato guarda allo sviluppo economico 4.0, dall’altro è legato a chi vuole guidare lo sviluppo economico essendo contro lo sviluppo economico postcapitalista. Il Pd non può dipendere da Bersani & Pisapia, che hanno molta eco nella stampa ma fanno perdere voti: la proposta di nuove primarie fatta da Pisapia due giorni fa era una barzelletta da -1 milione di voti per la sinistra.
Siamo a giugno, mese di adempimenti fiscali. In tutto l’anno le nostre aziende sono chiamate a oltre 1100 adempimenti fiscali, e quasi 1000 sono pagamenti. E’ una barbarie. Come ci si può sorprendere se le buste di plastica che usiamo arrivano dal Vietnam, dove tasse e costo del lavoro sono competitive? Chi vuole riportare le aziende in Italia deve tener conto che proporrebbe la moltiplicazione esponenziale dei costi di quasi tutti i prodotti per i cittadini meno ricchi, e non solo delle buste di plastica…
2. Se il M5s, invece di incarnare l’eterno ritorno del masaniellismo,  avesse puntato sodo non sulle parole di disprezzo nei confronti degli altri partiti (disprezzo che non serviva, visto il basso livello di apprezzamento popolare che negli anni scorsi si erano conquistati sinistra e destra), ma sulla costruzione di un progetto economico-politico credibile, avrebbe vinto comunque e ovunque. Invece M5S non ha un’idea vaga (socialismo welfarista? capitalismo temperato? liberalismo?) dei suoi riferimenti in tema di economia sociale. Non ha nemmeno un’idea sul modello di Stato. Per esempio vuole ancora le due Camere legiferanti, che ha un modello di efficienza alla Ceausescu, come solo in Romania ancora avviene?

3. Dati i punti 1 e 2, è ovvio che solo il centrodestra sia uscito rafforzato dalle amministrative 2017. Come nei manuali di strategia di Sun Tzu, al centrodestra targato Toti è bastato stare seduto alla riva del fiume per veder passare il cadavere dei suoi nemici (Renzi è vivo ma rischia grosso se non si dà una mossa non populista, ché oramai in Italia persino il populismo è deceduto…). Il centrodestra dovrà ripetere il modello ligure, che è vissuto di un equilibrio sottile tra il lib-lab Cameron-Blair di Forza Italia, e il conservatorismo classico delle altre componenti. Il busillis in Liguria è stato risolto dalla presenza di persone aperte e pragmatiche. A livello nazionale potrebbero invece prevalere gli interessi di parte, mandando così a bagno la coalizione. Se le coalizioni litigano tra di loro, non possono certo far prevalere gli interessi degli elettori tutti. In tal caso vengono punite velocemente. Lo sappiano.

A livello nazionale, due indicazioni: la nuova legge elettorale dovrà essere maggioritaria. Il modello dei sindaci va bene (maggioritario a doppio turno). Si ricordi che in Francia si vota oggi come 150 anni fa. Idem in tante altre nazioni. Noi vogliamo cambiare la legge per non cambiare nulla. Gattopardi.

I dati in Liguria
Analisi del voto a Genova

Bucci (centrodestra) 38,70%
Crivello (centrosinistra) 33,43%
Pirondini (M5S) 18,09

Il Pd paga pegno (ma potrebbe ancora stringersi a coorte?) per
a) la prevalenza del vecchio dalemismo;
b) un conservatorismo economico che ha prodotto fantascientifici disastri. A parte il caso AMIU-IREN, si pensi alla collina di Erzelli e a Blu Print, cioé al vizio di costruire cattedrali della cultura e dell’Eventismo, senza valutarne la resa in termini di posti di lavoro e di guadagno. Il Pd oggi, quando si occupa di cultura, contribuisce alla crescita del disavanzo nazionale. Il modello è Londra: musei gratuiti e in attivo;
c) il fallimento del sindaco uscente Doria, pur onesto ed efficace in alcune cose, che non si è nemmeno ripresentato per il secondo mandato.

Chiavari
Levaggi (centrodestra) 38,31%
Di Capua (civiche, agostino) 31,97%
Cama (centrosinistra) 14,92%

Paradossalmente, Chiavari può essere una piccola delusione per il centrodestra, che temeva Di Capua, e a ragione, anche se al ballottaggio Levaggi può stare tranquillo, visto che Di Capua non pescherà certo voti da Cama.
Cama era un buon candidato con una buona squadra, ma ha pagato la mancanza di una direzione netta del Pd (vedi punto 1 a livello nazionale, sopra). Inoltre doveva creare policy molto forti per cercare di scalzare i suoi avversari: la proposta di fare un altro museo/sala conferenze etc. nel vecchio Tribunale non è credibile. Serviva un progetto meglio comunicato ed elaborato su tutta la città, e anche sul campo della cultura, dove la sinistra chiavarese potrebbe contare su personalità di valore. Pensiamo a “Betto” Bonadies, che forse non ha tempo né modo di fare l’assessore o il consigliere, dovendo lavorare all’Einaudi di Torino, ma che certo ha delle idee forti e vincenti.

A Chiavari, e non solo al centrosinistra, servirebbe un tavolo di confronto permanente che “sfrutti” il contributo delle personalità che ci sono, per attivare un rilancio che Chiavari può ottenere.

La Spezia
Peracchini (centrodestra) 32,33%
Manfredini (centrosinistra) 25,27%
Forcieri (civiche) 9,28%

A La Spezia, terra del ministro Orlando, il centrosinistra potrebbe far convergere i voti di Forcieri? E’ il Comune più “swinging” in Liguria.