Published On: Lun, Mag 27th, 2019

Analisi del voto per il Parlamento europeo

Inizierei andando controcorrente: il 3% di +Europa non è disprezzabile.
L’unico voto inutile di queste elezioni era quello per tutti gli altri partiti.

Histoire du PD. I media hanno confuso la realtà con la speranza o la hanno mascherata?

Il PD attuale non rappresenta la realtà. Vive altrove.
Vedi il voto in tutta Europa, o l’esaltato “Modello calabrese di Riace“, dove il voto sancisce una Sinistra al 2%, un PD al 17, mentre a Riace la Lega è il primo partito col 30,7%… Ma allora cosa ci raccontavano i media?
Per non parlare di Lampedusa candidata al Nobel per la pace, dove la Lega prende oggi il 45,8% dei suffragi. Ma allora cosa raccontavano i media?
Se ci si fa caso, l’immigrazione ha deciso il voto nel sud Europa (esclusa la Spagna, dove fu ridotta anni fa da governi socialisti con qualche mitragliata contro gli scafisti e col muro di Ceuta e Melilla). In Francia, Italia e Grecia le destre si sono salvate grazie alla campagna di comunicazione vaticaneggiante delle sinistre. Apparire oggi è più che essere. Priva di un Minniti, oggi nell’opinione pubblica la sinistra (che con Renzi aveva il 40%) oggi appare non “pro” immigrati, ma addirittura pro “criminali immigrati”. Il che -ripeto- è uno sfacelo per gli immigrati stessi, prima che per il Pd & Co.

I LIBERALDEMOCRATICI SONO IL FUTURO IN EUROPA, MA IN ITALIA?
A +Europa contesto una comunicazione troppo basata sulla “fascistizzazione” dei pentaleghisti. Ammesso che ciò sia vero -ma anche Rampini ha detto che è sbagliato- un libdem deve concentrarsi sulle proposte per risolvere economia e sicurezza, non deve fare come quegli ultrademocratici più Micro che Mega, i quali denigrano e disprezzano coloro che loro stessi accusano di essere denigratori e razzisti.
E’ pur vero che gli ignoranti votano male. Ma dare degli ignoranti e dei fascisti ai periferici di Roma o Canicattì non serve a far loro cambiare idea. Si diventa come i radical chic, non come i post radicali.
Il mio auspicio –visto che in UE i liberaldemocratici vanno bene, e questa è la buona notizia della giornata– è che si continui il progetto di +Europa, invece di ricominciare da zero per l’ennesima volta, con una suicida fatica di Sisifo.

ALTRA NOTA SULLA TRIADE PD-BERGOGLIO-STAMPA
Il PD (che aveva il 40% con Renzi) non doveva scegliere un funzionario che sembra uscito da una riunione del Politburo del 1972 (parlo dell’immagine pubblica, del meme di Zingaretti, non delle sue idee, che comunque…).

Io dico e confermo che la comunicazione sull’immigrazione del PD e del Papato ha fatto più male agli immigrati di Orban, di Trump, di Putin o del più turboleghista italiano.
Dico e confermo che le politiche di comunicazione della Triade Stampa mainstream, PD e Papato hanno dato più voti a Salvini e alla Meloni rispetto a quanto hanno saputo fare gli spin doctor e i policy maker del leader leghista e della leader di FdI.

MODELLI DI LEADER
Oggi per le masse vi sono tre modelli di governo.
Il primo è una “democratura in cui il Parlamento ha funzioni sempre minori”. Ciò non significa (tranne che in Russia, dove siamo a una semidittatura) di per sé un deficit di democrazia, quanto la necessità di rifondarla nell’età delle masse 4.0 (e le masse sono pericolose, se agiscono come nelle rivoluzioni giacobine, sovietica, maoista, fascista e nazionalsocialista).
Il secondo modello è regressista e inefficiente.
Il terzo modello è il migliore, ma deve diventare appetibile per masse che sempre vogliono dei leader totalitari, comunicatori, decisionisti, oppure incapaci e indecisi a tutto).

1. Il leaderismo hard è basato sul RAPPRESENTANTE DELLE MASSE, e si evidenzia ovunque nel mondo (Putin, Trump, Maduro, Castro, repubbliche dell’Asia centrale, Salvini etc.). Vince anche perché crea una nuova aristocrazia: gli “Oligarchi”.
Funziona (non parlo di contenuti) molto meglio del parlamentarismo, ma di solito va in direzioni sbagliate. Ditelo agli elettori italiani (Berlusconi non è stato rappresentante delle masse ma delle imprese monopoliste, alquanto simbiotiche col capitalismo di Stato di matrice socialista).
2. IL LEADER FUNZIONARIO
Zingaretti esprime questo modello, che appare fuori dal tempo e quindi inadatto a rispondere ai tempi e ai temi imposti da una società basata sulla velocità e da collegialità ristrette e pragmatiche. Il funzionarismo si lega al mondo delle grandi ideologie. Per questo è fuori tempo massimo, anche se in Italia le ideologie dominano ancora la nostra incultura politica.
3. LEADER CHE DIVENTA TALE PERCHE’ COMPETENTE E CAPACE
E’ il modello che dovrebbe imporsi anche nell’Italia della partitocrazia sempreverde. Ha la missione di sburocratizzare la società come l’azione legislativa e di governo.
Se appoggiato da idee liberaldemocratiche, può dare risultati positivi anche a economie profondamente disastrate come quella italiana, riducendo il salasso del debito pubblico, che è -sappiatelo- il frutto marcio dell’incesto tra partiti ed elettori, con partiti che elargiscono denaro e lavoro improduttivo a elettori sempre pronti a vendersi al primo lacché del popolo, al primo Caos boy.
Il primo problema da superare, se si vuole tornare al modello aristotelico del governo dei migliori -non per casta ma per capacità- è il contrasto alla corruzione e alla incapacità degli eletti che si sposa perfettamente con la “piccola” corruzione degli elettori “furbi”. Che sono tanti. Vedi film L’ora legale…

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