Published On: Gio, Feb 2nd, 2017

Anche in Liguria si attiverà l’Orso, osservatorio sovraregionale sui rifiuti

I 235 Comuni liguri hanno tempo fino a fine marzo per completare l’inserimento dei dati su “Orso – Osservatorio rifiuti sovraregionale”, l’applicativo adottato quest’anno anche in Liguria.

Si tratta dei dati sui rifiuti urbani, che la normativa nazionale (già a partire dal 2012!… Quindi le milionate di leggi valgono solo per gli ultimi?) prevede siano raccolti in maniera differenziata almeno al  65%.
La stessa normativa prevede che, entro il 2020, almeno il 50% di vetro, carta, plastica, metallo e frazione organica, raccolti in maniera differenziata, siano poi avviati al riciclaggio e recupero di materia o energia.
In totale fa circa il 32% del totale. Alquanto poco… Per fortuna i rifiuti possono essere spediti (anti ambientalisticamente, dato il consumo di petrolio per il trasporto) in Germania o Danimarca o a Montecarlo (anche in Piemonte), dove i nostri rifiuti urbani sono pagati, perché vengono utilizzati per produrre energia.

La Liguria ha fissato ben due obiettivi per questo tasso di riciclaggio e recupero, con tanto di multe agli inadempienti e bonus economici ai Comuni virtuosi: il 45% al 2016 (ad esclusione di Genova, per cui ci si accontenta del 40%) e addirittura 65% al 2020. Genova non fa ancora raccolta differenziata porta a porta… Sono le meraviglie delle aziende pubbliche che pseudo socialisti e pseudo ambientalisti vogliono “salvare”.

Fare il censimento dei rifiuti urbani (uno dei compiti dell’Osservatorio formato da Regione, Arpal, Province e Città metropolitana) non è semplice. La normativa classifica i rifiuti secondo l’origine, in urbani e speciali, e secondo le caratteristiche, in pericolosi e non pericolosi.

Nel corso degli anni ogni regione ha operato in autonomia, generando dati ufficiali non sempre confrontabili. Orso promette di risolvere questo problema, e non solo. Tale strumento permette di tracciare il flusso dei rifiuti in tutte le regioni che lo hanno adottato, e deve essere utilizzato dai gestori degli impianti di trattamento, diventando così anche un efficace strumento di controllo.

Arpal, nell’ambito delle attività svolte come ente appartenente all’Osservatorio regionale sui rifiuti, ha il compito di verificare e validare i dati inseriti dai diversi Comuni. A questo proposito, già da ottobre, sono stati svolti corsi di formazione per illustrare ai tecnici comunali le modalità di inserimento. Il 10 febbraio a Genova e il 13 febbraio a Imperia si svolgeranno gli ultimi due incontri formativi: i Comuni ancora “digiuni” del nuovo sistema possono iscriversi mandando una mail all’indirizzo censimentoru@arpal.gov.it.

Venerdì 31 marzo, senza alcuna proroga, sarà l’ultimo giorno utile per l’inserimento dei dati.