Published On: Mar, Mar 17th, 2015

Antonio Gozzi arrestato in Belgio per corruzione e tangenti in Congo

Incredibile arresto per corruzione di Antonio Gozzi, presidente della multinazionale dell’acciaio Duferco (3000 dipendenti) e di Federacciai (Confindustria), oltre che della squadra di calcio Virtus Entella che milita in serie B.

Tonino Gozzi è stato arrestato a Bruxelles -sede storica delle acciaierie Duferco- dalla polizia belga nell’ambito di un’indagine per corruzione internazionale. I reati sarebbero riferiti infatti alla Repubblica democratica del Congo.

Infatti la Duferco (fondata dalla famiglia chiavarese Bolfo, di cui Gozzi è Amministratore Delegato, o CEO secondo la dizione internazionale) avrebbe pagato delle tangenti ad alti ufficiali congolesi. Il Congo è una nazione ricchissima di risorse minerarie.  La notizia è stata diffusa da Ticino News (Duferco ha la sua sede legale in Svizzera). Arrestato anche un altro dirigente di Duferco, Massimo Croci.

Duferco (che ha anche molte altre attività e società che fanno parte del gruppo) nega ogni addebito. La vicenda era iniziata a febbraio con l’arresto del sindaco di Waterloo Serge Kubla, avvenuto il 24 febbraio. Croci e Gozzi si erano recati a Bruxelles proprio per rispondere come “persone informate sui fatti” a un invito della magistratura belga in merito all’inchiesta avviata a febbraio. Ma è arrivata la doccia fredda dell’arresto. Duferco ribadisce come “inammissibile” il modo di agire della magistratura belga.

Duferco ha acciaierie in tutto il mondo, dal Belgio al Brasile e in decine di nazioni nel mondo, incluso il Congo, ex colonia belga. Dal 2014 il capitale Duferco ha come azionista di maggioranza la Hebei Iron & Steel Group. I cinesi sono da 20 anni molto attivi in Africa nel settore minerario e in quello delle infrastrutture: agiscono facendo leva su tangenti e altre forme di corruzione, ma “così fan tutti“, in Africa.

I fatti
Suona incongrua la presunta mazzetta da 20.000 euro, che sarebbe stata pagata dal sindaco Kubla a Chantal Muzito, moglie dell’ex premier congolese. Si tratta di una cifra troppo bassa per giustificare una corruzione internazionale per conto di troppe persone interposte, anche se si parla di un “acconto” su una cifra successiva mai pagata che sarebbe stata di 500.000 euro.

Secondo la stampa belga, degli “intermediari congolesi avrebbero convinto Serge Kubla e un fiscalista belga legato a Duferco, Stéphan De Witte, che un investimento del gruppo nella Société nationale de loterie (Sonal) avrebbe “facilitato” le attività del gruppo in RDC. Dopo l’arresto, l’ormai ex sindaco ed ex ministro Kubla è stato rilasciato, mentre Stéphan De Vitte sarebbe “sparito” o forse addirittura assassinato, secondo la sua famiglia.

Il ruolo di Stephan de Witte – La magistratura di Bruxelles ricerca una ricchissima congolese, che si fa chiamare  Principessa Odette, che sarebbe legata a Kubla. La “principessa” sarebbe stata l’amante di Stephan de Witte, figura di contabile professionalmente legato sia all’ex sindaco di Waterloo sia alla Duferco. De Witte in particolare si sarebbe occupato di riavviare e acquistare (secondo la magistratura per conto di Duferco) l’unica acciaieria congolese di Maluku, vicino a Kinshasa, che era stata costruita da Italimpianti nel 1974 e ora è in rovina.

Secondo la magistratura, Stephan de Witte sarebbe stato visto per l’ultima volta nel giugno 2014 a Kisantu, zona turistica a sud di Kinshasa, che è un giardino botanico molto importante frequentato dai cinesi.
A fine 2013 la gestione dei giardini di Kisantu viene affidata alla principessa Odette Maniema Krempin -che ha un progetto di sviluppo turistico, il Promo Kisantu Garden, basato sulla realizzazione di grandi infrastrutture. Secondo Paris-Match, RTBF e Libre Belgique Odette Maniema Krempin nomina come Direttore del parco botanico di Kisantu proprio il suo presunto amante Stephan De Witte.
Oggi Stephan de Witte è sempre introvabile, e sua moglie in Belgio ne ha denunciato la scomparsa.

Chantal Muzito ha negato di aver mai incontrato il sindaco belga, e Gozzi non è mai stato in Congo. Tuttavia il sistema di corruzione di Muzito è alquanto evidenziato dai media belgi. Si tratta però di capire se davvero si può dire che Kubla sia stato un intermediario di Duferco. E’ tuttavia vero che i congolesi si dichiarano “non stupiti per l’affaire Kubla-Muzito“.

Garantismo necessario
Il contesto è quello che ha visto in Italia l’ENI e i suoi vertici coinvolti per tangenti in Algeria. Va detto che in Africa (e in Italia, si veda lo scandalo sulle Grandi Opere) per ottenere appalti, un visto sul passaporto e qualsiasi altra cosa si “deve” pagare qualcuno, un impiegato, un poliziotto, un magistrato, un politico.
Viceversa non c’è business, in nazioni in cui il libero mercato non è mai arrivato, e vince la corruttela tra politica e imprenditoria corporativa, in un sistema che vive grazie alla mancanza di concorrenza su cui si basano tutte le nazioni anglosassoni e del nord Europa, in cui la corruzione non è contrastata solo dal rigore della legge, ma anche dalla forza della democrazia del mercato.

La notizia è una vera bomba per il Tigullio, dove Gozzi è radicato e stimato, a Chiavari ma non solo, se si pensa alle sue apprezzate proposte per il rilancio del comprensorio, che riguardano tutto il Golfo. Si spera che l’inchiesta del Belgio non blocchi le attività di Gozzi nel Tigullio, non solo quelle legate allo sport, ma soprattutto quelle per il rilancio dell’economia.

Chantal Ngalula Muzito, moglie dell'ex premier del Congo

Chantal Ngalula Muzito, moglie dell’ex premier del Congo

Antonio Gozzi

Antonio Gozzi

 

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  1. Redazione ha detto:

    Gentile Maini, come abbiamo scritto ieri, la magistratura belga non è quella italiana del caso Tortora, e ha riconosciuto il proprio errore (di fatto, se non formalmente) rilasciando Gozzi e Croci. Il che non toglie i nostri comuni dubbi su questo uso ormai universalizzato del potere giudiziario sulla pelle delle persone (e siamo il Paese di Beccaria!), né l’angoscia per una voglia di impiccare tutto e tutti, purtroppo voglia fascistoide esaltata e incrementata dalla stampa ogni giorno di più. Il crimine è insito nella natura umana, e anche la corruzione non è cresciuta (purtroppo). L’unico modo per combatterla è creare anche in Italia il Libero mercato, mettendo le aziende su basi di pura opportunità, evitando così che ci sia sempre l’amico del politico etc etc. Nei Paesi dove la corruzione non è così teatrale si usa la concorrenza, più che il giogo della legge, che poi impastoia tutto e tutti senza risolvere il problema alla radice.

  2. moreno maini ha detto:

    Certo che a leggere certi commenti viene da pensare…..intanto c’è modo e modo di esprimersi senza dover usare per forza, turpiloquio, offese gratuite,insulti,ecc. Probabilmente chi usa certi epiteti conferma la propria etica, il proprio modo d’essere ed inoltre conferma anche la tipologia di persone che, di norma, frequenta. Un bell’ambiente davvero ! Chi insulta non offende la persona a cui certe frasi sono indirizzate, ma offende la propria intelligenza, ammesso che ne abbia una. Nel merito la storia ci insegna che prima di vomitare sentenze occorre aspettare. La cronaca è piena di innocenti condannati ancor prima che sia stata emessa una sentenza. Le sentenze poi che si contraraddicono tra di loro ai vari gradi di giudizio, sono uno spiacevole spaccato di come la giustizia viene applicata. Di certo fa impressione il recarsi in Belgio per essere sentito come testimone e trovarsi nella veste di imputato e formato. Non mi posso eprimere sulla vicenda perchè, come tutti, non ne so nulla se non quello che ho letto sui giornali e, mi si permetta, è solo cronaca più o meno condita. Il mio parere sarebbe solo l’ennesimo sproloquio di chi parla senza sapere di cosa parla. Di certo ho una convinzione: preferisco un colpevole libero piuttosto che un innocente in carcere.Meditate….meditate. Auguro a Gazzi di uscire a testa alta da questa incresciosa vicenda.

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