Published On: gio, Set 20th, 2018

Appello europeista di Cacciari: la prima riunione nel Tigullio

Lo scorso 2 agosto, dalle pagine de “La Repubblica”, Massimo Cacciari ha lanciato un appello per la costituzione di un movimento europeista, in risposta alla crescente forza dei partiti sovranisti all’interno del vecchio continente. In particolare Cacciari ha evidenziato i rischi di una netta vittoria del blocco euroscettico alle elezioni europee del prossimo anno e invitato i sostenitori del progetto europeo ad unirsi e contrastare attivamente l’ascesa sovranista.

L’appello è stato recepito anche nel Tigullio e alcuni volontari, interessati e membri e dirigenti di partiti del centro-sinistra locale si sono dati appuntamento ieri pomeriggio nella sala riunioni della Croce Verde di Chiavari, per un primo incontro in cui conoscersi e confrontarsi sui temi lanciati da Cacciari.

Va subito detto che l’assemblea, sicuramente partecipata e appassionata, denunciava un’età media esageratamente alta (e quindi, inevitabilmente, non elevate risorse energetiche e una visione della società non sempre al passo coi tempi) e l’atmosfera non era delle più ottimiste: in Italia e in Europa le semplici ricette dei populisti stanno incontrando grande favore presso l’opinione pubblica e i partiti progressisti arrancano, inchiodati ai propri errori del passato, dilaniati da lotte intestine, in grande confusione sul proprio futuro e pure sul concetto stesso di sinistra politica.

Vari sono stati gli argomenti discussi: dalla tenaglia che Trump e Putin stanno stringendo sull’Unione Europea all’azione del nuovo governo italiano, ma ciò che più ha tenuto banco, ovviamente, è stato il dibattito sullo stato delle forze progressiste: i governi a guida PD hanno fatto bene, ma sono stati travolti dalla Storia con le sue pulsioni di azione e reazione, oppure la caduta del centro-sinistra si deve a molti errori commessi durante gli scorsi cinque anni, o ancora è da imputare alle troppe divisioni interne o all’incapacità di comunicare con i cittadini in maniera efficace?
Ma soprattutto, quale direttrice deve seguire il progressismo nel futuro, a cominciare dall’appuntamento europeo dell’anno prossimo? Continuare nel segno del liberismo blairiano oppure tornare a mettere in discussione il sistema economico stesso, andando a modificarlo per incidere con più forza sulle disuguaglianze sociali?

A questo è ovviamente legato il tipo di campagna elettorale da mettere in campo per tentare di riconquistare quelle centinaia di migliaia di voti che avevano regalato al centro-sinistra (e in particolare al Partito Democratico guidato da un allora arrembante Matteo Renzi) un risultato straordinario alle europee del 2014.

Non ha dubbi Luca Garibaldi, esponente di spicco del PD locale e consigliere regionale: “Per anni abbiamo smussato gli angoli, cercando di tenere in piedi un sistema che stava crollando. Poi quando è crollato la gente ha attribuito solo a noi le colpe di tanti, ma stiamo sbagliando strategia. Stiamo spiegando a chi non ci ha votati perché non lo ha fatto invece di farcelo dire da loro, invece di chiedere loro che cosa abbiamo sbagliato. Abbiamo inseguito la destra in campo economico e sulle politiche migratorie, allontanandoci dalle persone. Ora siamo all’opposizione e dobbiamo distinguerci nettamente dai nostri avversari. Occorre ripartire da un’opposizione radicale, nei modi e nei contenuti”.