Published On: Lun, Mar 25th, 2013

Approvazione del rendiconto 2012: ritardo ingiustificabile

costa-capurroRAPALLO. S’infittisce l’epistolario a mezzo stampa tra Armando Ezio Capurro ed i suoi colleghi di maggioranza. Che sia un segno tangibile di frizioni interne mai sopite o quantomeno di una comunicazione interna che stenta a decollare? Scorrendo l’ultima missiva del professore emergono così apparenti lungaggini sull’iter di approvazione del rendiconto 2012.

“Nella mia qualità di presidente del consiglio vorrei poter adempiere alla convocazione del consiglio comunale nei termini di legge per l’approvazione del rendiconto anno 2012 – scrive Capurro – ma alla data odierna non ho ancora avuto alcuna notizia al riguardo”.

Il testo unico degli Enti locali prevede che la delibera consigliare debba avvenire entro il 30 aprile e che la proposta debba essere messa a disposizione dei componenti dell’organo consiliare almeno venti giorni prima dell’inizio della sessione.

“Salvo errori, il rendiconto non è stato ancora approvato dalla giunta, né è stato consegnato ai revisori per le loro verifiche –  scrive Capurro – Secondo le buone tecniche contabili, è consigliabile redigere  il rendiconto dell’anno precedente ( 2012) prima del bilancio preventivo 2013 (la cui approvazione dovrà giungere in Consiglio entro il 30 giugno) onde poter programmare in base ai risultati conseguiti”. 

Visto che, secondo i dettami del T.U.E.L. , l’iter è ancora lungo il professore decide di suonare preventivamente il campanello d’allarme. Occorre infatti allegare alla pratica:

  • una relazione illustrativa della Giunta che esprima valutazioni di efficacia dell’azione condotta sulla base dei risultati conseguiti in rapporto ai programmi ed ai costi sostenuti;
  • una dettagliata relazione da parte dei revisori dei conti che deve giungere entro venti giorni dalla delibera di Giunta;
  • e  l’elenco dei residui attivi e passivi distinti per anno di provenienza.

“Ad oggi – rimarca Capurro sottolineando che difficilmente il rendiconto potrà essere approvato entro i termini previsti – nulla è stato deliberato dalla Giunta né tantomeno trasmesso ai revisoriUn ritardo – prosegue – non sarebbe giustificabile e costituirebbe una violazione del testo unico enti locali”.

Poi una serie di dettagliate raccomandazioni e osservazioni a partire dal fatto che, “nei rendiconti, nei preventivi, negli equilibri di bilancio, negli assestamenti generali di bilancio degli ultimi anni, come da me rilevato anche nell’ultimo consiglio comunale del 13 marzo 2013, non si sono, forse, messi in evidenza i corretti importi per spese di energia elettrica, cosa che porterà probabilmente a deliberare importi fuori bilancio”.

“Chiedo al signor Sindaco – conclude il professore per poter programmare i lavori del Consiglio con congruo preavviso e riunire i capigruppo per un esame del rendiconto – di dirmi i motivi ed i responsabili di tale ingiustificato ritardo che potrebbe creare danni alla gestione dell’Ente e se nel rendiconto saranno inseriti con estrema precisione  i residui (attivi e passivi) e se saranno verificate tutte le poste a consuntivo, onde non ripetere la situazione emersa per i costi di energia elettrica”.

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