Published On: Ven, Feb 17th, 2017

Appuntamento con il mito, sabato 18: Mauro Bonazzi e “Il mito di Atene”

Il mito è tutto: il linguaggio della Bibbia e degli altri testi sacri di tutte le religioni mondiali è basato sulla struttura mitica della narrazione. Tutto è mito (“racconto”, in lingua greca), anche se troppo poche persone e cose sono “mitiche”. Le storie dei miti greci sono il fondamento della letteratura e della filosofia, oltre ad essere bellissime in sé.
La riscoperta del pensiero e dei testi greci (dovuto al trasporto a Firenze, per salvarli dalla conquista ottomana, dei testi greci antichi custoditi a Bisanzio) è stata la base del Rinascimento italiano, il periodo più glorioso e il lascito mondiale più importante dell’Italia.
“Il mito di Atene” è il tema del primo “Appuntamento con il Mito” del 2017.  La seguitissima rassegna culturale a cura di Raffaella Fontanarossa ed Enrico Rovegno, con la collaborazione di Carlo Alberto “Betto” Bonadies e Sergio Audano, basata sugli incontri con importanti personalità del mondo culturale e artistico.
Sabato 18 febbraio, alle ore 17.30. nella sala presidenziale della Società Economica (via Ravaschieri 15 a Chiavari) Mauro Bonazzi, professore di Storia della Filosofia Antica presso l’Università di Milano, interverrà su “Il Mito di Atene”.  

“Atene è nell’immaginario comune il punto di elaborazione di molte delle esperienze intellettuali e culturali dell’età moderna, dalla filosofia, alla democrazia, alla giustizia. Il dialogo non sempre facile tra antico e moderno passa anche attraverso le molte rielaborazioni dei grandi principi che ancora oggi costituiscono, al netto delle molte mitizzazioni anche ideologiche elaborate nel tempo, il baluardo di ogni civiltà autenticamente democratica. L’intervento di Bonazzi prende spunto dal suo ultimo libro “Atene, la città inquieta” (Einaudi) dove si legge:

Si ripete spesso che la tradizione europea e occidentale affonda le proprie radici nel mondo greco. Si dimentica di precisare, però, che non esiste una Grecia unica, marmorea, solenne e olimpica. Lo aveva scritto Platone e lo ha ripetuto Friedrich Nietzsche: c’è la Grecia dei filosofi e quella della tradizione. Omero o Platone? Partendo dal problema della giustizia – della sua importanza e dei suoi limiti – l’obiettivo del libro è ricostruire le coordinate concettuali che stanno alla base di due mondi cosí vicini e cosí lontani. Se i filosofi cercheranno di mostrare il senso, l’ordine e la bellezza del mondo – la sua razionalità, in una parola –, ad accomunare gli altri, da Omero a Sofocle e Tucidide, è piuttosto la consapevolezza che la realtà è qualcosa di ambiguo, da cui è impossibile ricavare indicazioni di valore o regole di comportamento. E questo a sua volta conduce a interrogarsi su cosa sia quell’essere sfuggente che è l’uomo: un animale inquieto, che non avendo un posto fisso nel mondo è sempre proteso alla conquista della natura, ma è allo stesso tempo esposto al rischio di commettere errori fatali. Qual è il senso della nostra esistenza? Di questo si discuteva ad Atene.

Mauro Bonazzi insegna Storia della filosofia antica presso l’Università degli Studi di Milano. Ha insegnato anche a Clermont-Ferrand, Bordeaux, Lille e all’École Pratique des Hautes Études di Parigi. Specialista del pensiero politico antico, di Platone e del platonismo, tra le sue pubblicazioni ricordiamo: I sofisti (Carocci, 2010), Platone, Menone e Fedro (Einaudi, 2010 e 2011), À la recherche des Idées. Platonisme et philosophie hellénistique (Vrin, 2015), Il platonismo (Einaudi, 2015) e Atene, La città inquieta (Einaudi, 2017).

Raffaello, La scuola di Atene (1509-1511)

La Tempesta, Giorgione

Goya, Il Colosso

Il gruppo del Laooconte