Published On: Gio, Lug 19th, 2018

Archeologia: incontro pubblico sulle iscrizioni indecifrabili rinvenute in val Cichero

Il primo incontro pubblico sulla scoperta -avvenuta in un luogo impervio sui monti della Val Cichero- di un grande masso “con testo incomprensibile”, sarà presieduto sabato 21 luglio a Bedonia (Pr) dal prof. Giovanni Mennella, studioso di epigrafia antica e docente all’Università di Genova, che d’intesa con la Soprintendenza si è assunto l’impegno di esaminare e studiare questa singolare testimonianza di tempi lontani di cui è difficile la datazione, al momento.

L’annuncio ufficiale, per il quale interverrà anche la Soprintendenza, sarà dato dopo che saranno terminati i necessari rilievi e saranno state formulate le prime ipotesi interpretative dei tantissimi segni incisi sulla roccia. Cosa non semplice perchè, a quanto finora è dato di sapere, non esistono altri esempi consimili, quanto meno in Italia.

La scelta  di dare l’annuncio a Bedonia è stata quasi una scelta obbligata perchè il prof. Mennella, appunto sabato mattina alle 10, aprirà con un suo intervento la “giornata di studio” che la sezione “Tigullia” dell’Istituto di Studi Liguri (di cui è presidente) ha in programma presso il Centro Studi Mons. Casaroli nel contesto degli scambi culturali tra il Tigullio e la Val di Taro.

Dopo la grande risonanza che il ritrovamento dell’enigmatico masso ha avuto sui media genovesi sarebbe infatti ben difficile sottrarsi alla curiosità di chi vorrà saperne qualcosa di più, per cui il prof. Mennella ha ritenuto opportuno dare, seppure in maniera ufficiosa, questo primo annuncio e azzardare una prima possibile ipotesi sulla funzione del masso e delle incisioni.

Fin d’ora tuttavia si può dire che questo ritrovamento, avvenuto in modo alquanto avventuroso e anche grazie all’apporto di un gruppo di volontari di Cichero che hanno aperto a fatica un passaggio in un folto intrico di vegetazione, diventata quasi una giungla piena di rovi, in seguito al progressivo abbandono dei terreni e dei pascoli,  è destinato a portare, al pari della scoperta del cippo confinario romano sul Ramaceto avvenuta due anni or sono, nuove conoscenze sulla vita delle popolazioni che tra protostoria e romanità abitavano l’entroterra del Tigullio. 

Gli scambi culturali con l’oltre Appennino costituiscono una felice occasione per dare l’annuncio di scoperte recenti nei rispettivi territori. Lo scorso anno fu Angelo Ghiretti, direttore del Museo delle Stele di Pontremoli, a illustrare in anteprima. e anch’egli a Bedonia, i ritrovamenti d’epoca romana avvenuti nei pressi del Passo della Cisa. Sabato sarà il prof. Mennella a ricambiare con la notizia della scoperta del masso sui monti di Cichero.

Ma anche le tre relazioni previste nel programma della mattinata sapranno suscitare vivo interesse per i temi che saranno trattati. Osvaldo Garbarino parlerà dell’architettura eulitica, cioè “della bella pietra” che caratterizza certe costruzioni di antica origine che ancora si trovano nei piccoli centri della nostra montagna, Barbara Bernabò ricorderà i Fieschi e i Landi, le due nobili famiglie che si contendevano il possesso del territorio, mentre Vito Basso affronterà il tema sempre pieno di fascino dei pellegrini che transitavano sulle strade dell’Appennino o sostavano negli hospitali.

Va detto che l’niziativa delle “giornate di studio” è frutto della collaborazione fra l’Istituto di Studi Liguri Sezione “Tigullia”, la Società Economica di Chiavari, il Centro Studi Cardinal Casaroli con l’apporto organizzativo del Centro Culturale del Lascito Cuneo di Calvari.

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