Published On: Mar, Feb 19th, 2013

Arci Caccia: priorità per il prossimo Governo gestire i rischi idrogeologici

Come avevamo già ribadito più volte (l’ultima a proposito della terza frana a Cavi di Lavagna), non si può più accettare il calo di attenzione da parte degli Enti locali e centrali rispetto alla manutenzione ordinaria e alla prevenzione.
Quattro giorni fa c’è stato in contemporanea anche questo appello che trasmettiamo integralmente e che ci è stato segnalato dall’Ente Parco di Portofino.

Arcicaccia ha firmato un appello ai candidati premier per chiedere la mitigazione del rischio idrogeologico in Italia. Associazioni e ordini professionali (tra cui Legambiente, Coldiretti, Anci, Consiglio nazionale dei geologi, Consiglio nazionale degli architetti, Consiglio nazionale dei dottori agronomi e forestali, Consiglio nazionale degli ingegneri, Consiglio nazionale dei geometri, WWF, Touring Club Italiano, Slow Food Italia e Federparchi),  chiedono 3 impegni concreti da mettere in campo all’inizio della legislatura: semplificazione normativa per l’identificazione chiara delle competenze e delle responsabilità, risorse economiche, nuovo approccio tecnico scientifico promuovendo la partecipazione attiva di tutte le parti interessate, dando priorità non più alle opere di difesa convenzionali ma a misure che restituiscano più spazio ai fiumi e più in generale portino sia riduzione del rischio che benefici all’ambiente.

“L’anno che si è appena concluso – dice ancora la lettera – ha evidenziato in modo inequivocabile che le conseguenze dei cambiamenti climatici su un territorio reso drammaticamente vulnerabile dal dilagante consumo di suolo e dalla mancata o errata manutenzione, oggi costituiscono un elemento da cui non si può più prescindere. Serve quindi un’azione urgente ed efficace per la mitigazione del rischio, stabilendo  strumenti e priorità d’intervento e risorse economiche adeguate, senza dimenticare le attività di informazione e formazione dei cittadini su questi temi. Un approccio che superi la logica di emergenza che ha caratterizzato questi ultimi dieci anni, mettendo in campo una politica integrata che coinvolga tutti i soggetti interessati per passare dalla logica della riparazione a quella della prevenzione, con indubitabili positive conseguenze anche sul piano economico”.
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