Published On: Mar, Apr 11th, 2017

Arrestato direttore Agenzia Entrate di Genova: tangenziale no ma tangenti sì

A Genova è finito in manette per una tangente il direttore provinciale dell’Agenzia delle Entrate Walter Pardini. Parliamo di Genova, dove non c’è nemmeno uno straccio di tangenziale ma evidentemente le tangenti scorrono come in Puglia o Calabria. Parliamo di Genova dove le autostrade scorrono dentro la città ma dove contro la “Gronda” autostradale ci sono anche cittadini che evidentemente amano lo smog (sono gli stessi contrari alla TAV Merci del Terzo Valico).

Siamo schiavi di diversi orrori:
1. il No alle infrastrutture pubbliche e private (con danni serissimi all’economia e all’occupazione;
2. No al Libero Mercato e Sì al Mercato Guidato dal potere (non solo politico, vedi appunto il caso del Direttore delle Entrate arrestato a Genova);
3. No alle imprese e agli imprenditori liberi.
4. La conseguenza? Una corruzione che si trova solo nel Sudamerica peronista di Argentina o Venezuela, dove le schifezze non sono colpa degli “imprenditori privati” ma colpa di un sistema che premia solo gli amici degli amici, cioé NON la libera concorrenza basata sul rapporto prezzo/qualità, ma l’essere “aiutati” da qualcuno.
Queste sono parole, ma se nulla cambia è forse perché il sistema va bene così alla maggioranza dei cittadini?

E allora avanti così: con la corruzione che si annida nell’Agenzia delle Entrate di Genova, che in teoria dovrebbe combatterla.
L’arresto del direttore Pardini è avvenuto in flagranza di reato (solo per questo possiamo permetterci di citare il caso) ieri alle 23.30 all’uscita del notissimo ristorante della Manuelina di Recco (il posto della “focaccia di Recco”).
La tangente di 7500 euro sarebbe stata consegnata da un avvocato (che sarebbe anche un politico di F.I.) e da due commercialisti, collaboratori della Securpol group, un’azienda nata nel Lazio e dedita a sicurezza e logistica (vedi sotto), che aveva un pesante contenzioso col Fisco. Secondo l’accusa della Procura della Repubblica, l’azienda avrebbe trasferito la sua sede a Genova proprio perché lì avrebbe trovato un terreno più agevole per potere aggirare -con la corruzione, secondo i giudici- la legge e lo stesso Fisco.

Il che è grave: Genova è diventata più corrotta di Lamezia Terme o Napoli, così come il Comune di Lavagna è sotto il controllo del Prefetto per inquinamento tra mafie e politica?

Oggi la Guardia di Finanza (nucleo polizia Tributaria) ha effettuato lunghe ed accurate perquisizioni nell’ufficio del direttore Pardini, in via Fiume. Logicamente, gli investigatori sono convinti che la tangente non è la prima. Arrivato a Genova da un anno da Livorno, evidentemente Pardini era conosciuto anche a Napoli e dintorni.

La SecurPol group è una società di vigilanza privata che nel 2015 ha avuto un fatturato di ben 64.723.000 euro e che è presente col suo servizio di vigilanza in quasi tutte le Regioni italiane (non in Liguria). La società avrebbe deciso di fare un investimento, spostando la sede legale a Genova dal Lazio, sospendendo il contenzioso col Fisco con manovre come quella bloccata in queste ore. Indagato anche un commercialista genovese. Interrogatori previsti per giovedi prossimo. L’agnello di Pasqua, Gesù Cristo, rappresenta anche la Giustizia, che -nella sua versione “laica e terrena”- è troppo spesso crocifissa in Italia e a Genova.