Published On: Gio, Ott 27th, 2016

Arrestato il nipote del pensionato decapitato a Lumarzo. Ecco il motivo della decapitazione

L’arresto del nipote di Albano Crocco, il pensionato di Lumarzo trovato decapitato nei boschi l’11 ottobre, era nell’aria da tempo. Il punto è che gli indizi sarebbero tutti univoci contro il nipote, a partire dal vero motivo della decapitazione che -secondo indiscrezioni- sarebbe dovuta al fatto che il nipote, appassionato di armi, avrebbe “personalizzato” l’arma del delitto (un fucile da caccia), le cui pallottole sarebbero particolari, e quindi l’unico modo per evitare il rinvenimento di una prova fondamentale è stata la rimozione delle stesse in quel modo raccapricciante.
Anche il vantaggio di molte ore, concesso all’assassino è tuttora un problema enorme. L’assassino -chiunque esso sia- ha avuto il tempo di cancellare ogni prova. Ma certo gli indizi e la logica mettono in grave stato di accusa il nipote del fungaiolo massacrato.

L’imputazione è “omicidio volontario con l’aggravante della premeditazione e di sottrazione e soppressione di una parte del cadavere“.

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata firmata dal gip Paola Faggioni sulla base di un’istanza del pm. Dopo di che l’uomo è stato rinchiuso a Marassi a Genova.

 

Le cause della follia omicida risalgono a liti prolungate negli anni. Il fattore scatenente sarebbe stato l’utilizzo da parte di Crocco di un sentiero che attraversa una proprietà del nipote, per arrivare nel bosco demaniale alla ricerca di funghi.
tigullio e fontanabuona