Published On: Mer, Mar 21st, 2012

Art’inspiaggia: opera collettiva di Gioventù con gli studenti per propiziare la primavera

SESTRI LEVANTE. Dopo gli alberi, le foglie, i ricci di castagno trasformati in vere e proprie opere di Art in nature, un risseu ricco di simboli celtici per salutare l’equinozio di primavera. Non cessa di stupire il progetto ArTura dell’Opificio ceramico di Alfredo Gioventù che quest’anno ha proposto alle classi delle scuole mediedi Sestri Levante anche un laboratorio dedicato allo studio dei sassi che divengono risseu, come esempio di genius loci e di un felice rapporto tra uomo e risorse naturali del territorio. Prima qualche lezione teorica, cui sono seguiti dei laboratori pratici realizzati sulla spiaggia di Renà, nella filosofia della didattica ArTura che consiste nel portare  a termine un’esperienza estetica utilizzando unicamente elementi naturali che si trovano in loco, assemblandoli sul posto e consegnandoli alla loro naturale evoluzione come tutti gli altri elementi dell’ambiente circostante. “Le opere devono vivere giusto il tempo che da loro la natura – spiega Gioventù – vengonio poi lasciate al loro naturale deperimento, ma anche alla friuzione di chiunque e la natura aggiunge loro sfumature, nuovi elementi in maniera armonica”. Ieri mattina 12 allievi delle classi terze si sono dati appuntamento con l’artista per eseguire una installazione dedicata all’equinozio di primavera, da sempre al centro dei riti propiziatori dell’antichità e delle religioni di tutto il mondo: “da sempre l’uomo celebra il ciclo della vita che riprende di colpo, momento importante per la collettività – ha commentato l’artista – l’equinozio di primavera ha a che fare con la rinascita, è il momento in cui l’uomo capisce che per il momento la morte è sconfitta”. Utilizzando un antico simbolo celtico raffigurante il divenire del tempo e partendo come sempre da un centro che simboleggia il punto in cui si congiungono gli elementi, è stato costruito nella spiaggia di Renà un sole fatto di sassi e sabbia del diametro di 6 metri in cui ogni ragazzo ha inserito un proprio disegno che simboleggia un augurio all’arrivo della bella stagione, un gatto, una farfalla, un fiore, degli alberi. La scelta della spiaggia rivana non è casuale, specialmente dopo che le forti mareggiate invernali ne hanno in parte stravolto la naturale conformazione: “questa esperienza, condotta secondo gli schemi di antichi rituali di saluto alla primavera, ha voluto portare alla spiaggia di Renà, che quest’inverno ha vissuto una fase drammatica del rapporto natura – uomo, un augurio ed un auspicio: ci sembrava il luogo più adatto per celebrare la riappacificazione tra uomo e natura”.

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