Published On: Ven, Apr 21st, 2017

Ascom Rapallo-Zoagli, Costanzo si dimette: «Città piena di turisti e negozi chiusi a Pasqua e Pasquetta, serve una scossa forte»

Affidare alle pagine del Secolo XIX la comunicazione delle proprie dimissioni: questa la scelta di rottura e denuncia fatta da Rocco Costanzo, da ieri ex-presidente di Ascom Rapallo-Zoagli al termine di un periodo in carica iniziato nell’ottobre 2015. Sempre che le dimissioni non vengano respinte: intorno al caso si è creato infatti un piccolo giallo, dopo che lo stesso Costanzo aveva respinto, appena due settimane fa, la richiesta di dimissioni avanzata dalla vicepresidente Loriana Rainusso, che si ritrova oggi a commentare stupita la scelta del collega. Dimissioni che andavano discusse in sede d’assemblea, aveva detto allora Costanzo, ora dimissionario “senza passare dal via”.

Passaggio che comunque si preannuncia obbligato, nelle parole dello stesso Costanzo: «Porto la mia decisione in sede Ascom, ora. Mi dispiace che gli associati lo verranno a sapere così, dal giornale, ma è necessario dare una scossa forte», si legge nell’articolo del Secolo; «Non ci si può sempre lamentare e poi restare chiusi a Pasqua e Pasquetta, con Rapallo piena di gente. I ristoranti hanno fatto tre turni, c’erano code pazzesche. E nel mentre: i negozi, le pasticcerie erano chiuse, alla sera. E molti negozi anche al pomeriggio».

Insomma, alla base delle dimissioni vi sarebbe lo sdegno di fronte all’imprevista indifferenza dei commercianti rapallesi nei confronti delle reiterate proposte di apertura festiva e serale avanzate da Costanzo nel corso dell’ultimo anno; un regime di aperture straordinarie che a Santa Margherita e Sestri Levante sembra avere successo, ma che a Rapallo non incontra la cooperazione degli esercenti, finendo per “sprecare” le ottime statistiche di presenze turistiche.

Una problematica apparentemente opposta a quella sollevata dai sindacati autori della protesta contro l’apertura pasquale all’outlet di Serravalle, caso col quale Costanzo sottolinea la differenza di situazione: «A Serravalle hanno fatto bene i dipendenti a scioperare. Qui non siamo l’outlet, siamo Rapallo. Se non si sta aperti quando c’è turismo, cosa facciamo? Si chiede all’Ascom di organizzare iniziative, manifestazioni, cose che neppure competono al sindacato e poi quando c’è da dare un servizio c’è chi rimane chiuso?».

Molte polemiche coi commercianti, quindi, ma senza perdere di vista il consueto spauracchio delle cattive politiche statali e comunitarie: «Faccio un passo indietro, affinché si facciano assieme non uno, ma due passi in avanti. Io non sono arrabbiato con i commercianti che hanno tenuto il negozio chiuso. Ho parlato con alcuni di loro: fra tasse, il costo del personale in più è durissima. È lo Stato che ci stritola, il problema: se uno tiene aperto e quel poco che guadagna lo deve versare in tasse, bollette e tutto il resto, chi glielo fa fare?».