Published On: Mer, Mar 19th, 2014

Associazioni e sindaci della Val Petronio dicono no alla nuova oasi

manifestazione contro oasi faunistica

SESTRI LEVANTE. Associazioni e sindaci ieri in Regione per protestare contro la nuova istituzione di un’oasi faunistica nella zona costiera di Punta Manara, Punta Baffe e Vallegrande. Il comitato “Salvaguardia ambiente territorio e tradizioni”, che accomuna Sestri Levante, Moneglia, Casarza Ligure, Castiglione Chiavarese, ha ottenuto di far sospendere la seduta del Consiglio regionale in corso chiedendo spigazioni in merito al fatto che per la creazione della nuova oasi di 170 ettari, prevista dal Piano faunistico della Provincia di Genova, non è stato tenuto nel debito conto il parerere dei sindaci e degli abitanti, contenuto in un dossier di centinaia di pagine che raccoglie le osservazioni dei quattro Comuni e di 32 associazioni del territorio del Lecante, oltre alle firme dei proprietari e dei conduttori dei terreni prospicienti e interni all’area in questione. L’istituzione dell’oasi porrebbe ulteriori limiti all’attività venatoria e non aiuterebbe lo sviluppo del turismo nella zona, ed eliminarla con inficierebbe la regolarità del Piano.

“Non siamo contro il Piano faunistico venatorio nella sua globalità, solo chiediamo che venga bloccata l’istituzione della nuova oasi che insiste sulla nostra costa, area che non è vocata ad esserlo, priva di selvaggina o fauna protetta – spiega Marco Stagnaro, membro del comitato e dell’associazione Punta Manara – Punta Baffe -. reputiamo molto grave che si siano prevaricate le ragioni di cos’ tante associazioni e di ben quattro sindaci, che rappresentano i cittadini di quattro diversi Comuni: abbiamo ottenuto dall’incontro di ieri che sia creata una commissione che indaghi sul modus operandi con cui si è redatto il Piano”. Perchè istituire un’oasi proprio in quell’area? Perchè non farlo ad esempio nell’interno, tra Bocco di Bargone e Rocca dell’Aquila, come proposto dalle associazioni del territorio? “Temiamo che più che di un’oasi faunistica si tratti di un’oasi “marchetta”, creata per compiacere qualcuno; sta di fatto che la Provincia, dalla quale non ci sentiamo rappresentati, continua a volersi imporre contro la nostra volontà, trattandoci come sudditi, come avvenuto ai tempi del progetto della centrale nucleare in Vallegrande, bloccato grazie all’imponente movimento popolare che vide compatti cittadini, istiuzioni e persino la Curia”.

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