Published On: Mar, Dic 20th, 2016

ATP: l’accordo coi sindacati pone fine allo sciopero. Ma i problemi restano

Raggiunto un accordo di massima sulla vertenza Atp, la malandatissima azienda di trasporto pubblico le cui quote appartengono alla Città Metropolitana di Genova e al 48% ad Autoguidovie subentrata questo anno e in minoranza. L’accordo dovrà essere sottoscritto domani dall’assemblea dei lavoratori a Rapallo, ma la questione sembra risolta.
Ciò è vero, ma pro tempore, col solito sistema italiano: iperprotezione a spese pubbliche; prepensionamenti in vista, belle parole… MA in cambio nessuna possibile apertura del mercato del lavoro. A Londra queste aziende sarebbero state chiuse già da anni, ma il subentrante l’avrebbe risanata, e avrebbe riassunto un 70% dei lavoratori. Gli altri non sarebbero a casa, ma con una nuova occupazione, in altre aziende produttive e non in passivo con spesa pubblica, grazie a un mercato del lavoro libero e non bloccato. Le aziende devono essere produttive, e a Londra “persino” i musei sono in attivo. Non è esterofilia, ma informazione.
Noi invece proseguiamo con un mercato del lavoro che è un suk mediorientale, che è in realtà una tomba per l’economia dei lavoratori e di tutti i cittadini che pagano miliardi (a livello Italia) per tenere in piedi un sistema cmarcito da decenni, e che nessuno al mondo si sogna di mantenere in vita, tranne Corea del Nord, Venezuela e altre isole infelici, per non parlare di Haiti. Le aziende devono essere nelle mani delle imprese dei cittadini onesti e capaci, non in quelle di amministratori e politici, anche onesti e capaci, ma impossibilitati a essere dei manager, o a scegliere il management e le migliori policy aziendali. E’ matematica, non altro.
Tra un po’ di mesi, aspettiamoci altri problemi… Magari con l’uscita del privato (che ci sta a fare?).
In parte ha quindi ragione la sinistra “di lotta” che -con Carannante- parla di tradimento e resa.
Scrive Carannante:

Sino a che lo sciopero compatto era in piedi le “autorità” e la città metropolitana non potevano che balbettare, perché i rapporti di forza non consentivano altro. Ora che lo sciopero è stato spezzato da chi doveva guidarlo ecco arrivato “l’accordo”. Fra qualche mese saremo da capo.
Un accordo che umilia 5 giorni di lotta scaricando sul taglio delle linee e sui lavoratori i costi di risanamento, con un colpo annunciato agli organici e al servizio (a proposito degli “interessi dell’utenza”) e sulle condizioni dei lavoratori a cui viene data (forse) una mancia a scadenza.

Verissimo, ma ricordiamo che i vertici di AMT e ATP sono politici e pubblici. Non si può pensare che a sanare dalla malattia siano i virus che l’hanno causata. Quindi: analisi corretta e facile profezia, ma in direzione sbagliata. Probabili simili critiche anche da M5S nelle prossime ore.
Soddisfazione invece dalle istituzioni regionali e metropolitane, a partire dalla maggioranza, con Toti, Berrino, Muzio e Bagnasco che dicono: “La ragionevolezza ha prevalso“.

I punti salienti dell’accordo

L’accordo garantisce il recupero del 30% dello stipendio integrativo, che era stato decurtato nel corso del concordato fallimentare dell’azienda (il punto resta quello di un fallimento evitato con soldi a fondo perdutissimo e con tagli agli stipendi -ora recuperati). La restituzione del taglio allo stipendio avverrà nel corso di tutto il prossimo anno, figurando come voce “premio di produzione alla lotta all’evasione della bigliettazione”. La lotta all’evasione del pagamento del biglietto è un nodo centrale, ma le soluzioni ci fanno rabbrividire: bastano soluzioni semplici e a costo zero: una semplice sbarra che viene aperta solo quando chi sale timbra il biglietto o mostra l’abbonamento etc. etc. Soluzioni in uso in tutto il mondo Kinshasa o Port au Prince comprese. Il fondo della Regione è di 600.000 euro. Se andrà ai lavoratori come saldo del loro credito, che ne sarà della lotta all’evasione?
La Citta’ metropolitana provvederà con l’odiato privato Autoguidovie a ricapitalizzare l’azienda con altri 3 milioni di euro. Contribuiranno anche i Comuni del Tigullio (che stanno decidendo tutti di rinunciare pro tempore alla restituzione del prestito concesso ad ATP, il che dimostra che si tratta di fondi perduti…).
Quanto ai provvedimenti disciplinari di legge (centinaia di euro al giorno per mancato rispetto della precettazione del Prefetto Fiamma Russo Spena), non si sa bene cosa succederà. L’azienda comunque non avvierà procedimenti disciplinari.

L’accordo è stato siglato alla presenza del Prefetto di Genova Fiamma Russo Spena, dal consigliere delegato Nino Oliveri (Città Metropolitana), dall’assessore Gianni Berrino (Regione Liguria), dal presidente Atp Maurizio Beltrami e dalla AD Natalia Ranza, dai rappresentanti sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt, Faisa Cisal, Ugl Fna, Usb.