Published On: Mer, Giu 19th, 2019

Attacco aereo a deposito di petrolio ENI-Libia: grosso guaio per l’Italia

Intanto
sul sito del CORRIERE della Sera, primo giornale italiano, alle ore 16;30, non solo non c’è traccia del bombardamento degli impianti della Mellitah oil & Gas, ma le notizie PIU’ IMPORTANTI SONO QUESTE:

  • Maturità 2019
  • Botta e risposta tra Bianca Berlinguer e Rinaldi
  • Toto traccia latin-greco al classico
  • Rita e Nando Della Chiesa: “Tema su nostro padre…”
  • Silvio, il iceale che prende solo 10…
  • Cinema America…
  • Trump…
    … Veramente sconfortante. Qui parliamo di miliardi e miliardi di futuri mancati guadagni per tutti gli italiani (non solo per ENI: tutti abbiamo almeno un motorino, accendiamo i fornelli)…
    In compenso su REUTERS -agenzia inglese ma in edizione italiana- la notizia c’è. Purtroppo con uno strafalcione galattico:
    CO-PROPRIETA’, invece di |Comproprietà|. Non solo non ci sono più l’Italia e gli italiani di cui parlavano nel Risorgimento (“Fatta l’Italia, bisognerà fare gli italiani…”).
    Non c’è più nemmeno la lingua italiana: “CO-PROPRIETA’… appunto “

    Inutile: se un popolo non ha né cranio né altro, ma solo dei corbezzoli, non c’è da cavare un ragno dal buco…

DICHIARAZIONE DI FEDERPETROLI
“Nonostante il conflitto in atto in Libia, anche per noi del settore è una notizia che ci lascia non indifferenti e ci costringe a questo punto a bloccare qualsiasi tipo di operazione in Libia”. Queste le parole del Presidente di FederPetroli Italia – Michele Marsiglia a seguito dell’attacco aereo di ore fa ad un Deposito della Mellitah Oil & Gas (partnership ENI/NOC).
Continua Marsiglia “Siamo in contatto costante con alcune rappresentanze a Tripoli per conoscere maggiori dettagli, in primo luogo va espressa la nostra vicinanza alle famiglie degli operatori che sono rimasti coinvolti in questo brutto e devastante accaduto. Nelle prossime ore avremo maggiori dettagli sulla presenza dei materiali del deposito e l’ammontare della consistente perdita. Quando una fazione o l’altra arriva ad attaccare la risorsa strategica petrolifera di un paese, vuol dire che la situazione non ha più controllo e, questo può essere solo in primo passo ed avvertimento su eventuali attacchi ad infrastrutture strategiche della produzione petrolifera in Libia”.
“Un attacco alla Libia ma in primis un forte segnale di attacco all’Italia, essendo ENI primo ed unico partner con l’azienda petrolifera nazionale National Oil Corporation (NOC)- Attendiamo ulteriori aggiornamenti nelle prossime ore”.