Published On: Ven, Gen 3rd, 2020

Autostrade a pezzi. Raffaella Paita: si cambi ma senza nazionalizzare

Giusta puntualizzazione quella di Raffaella Paita (deputata ligure di ItaliaViva) a proposito della ventilata e pluriminacciata revoca delle concessioni autostradali ad ASPI.
Infatti, se è vero che troppo lassismo è passato sotto e sopra i ponti, è altrettanto vero che questo lassismo riguarda anche i partiti e la partitocrazia, che poco o nulla hanno fatto per le infrastrutture, negli ultimi 30 anni, proprio negli anni in cui la Cina costruiva decine di migliaia di km. di ferrovie TAV, inclusa quella merci tra Pechino-Mosca e Amburgo, e mentre in Europa in pochissimi mesi si costruiva il pnte tra sul Baltico tra Danimarca e Svezia.
Da no in compenso fiumi di chiacchiere e grandi czzte da parte della partitocrazia, che -TRA L’ALTRO- gestisce una buona fetta delle autostrade italiane, e senza risultati migliori di ASPI (visto che sono crollati ponti anche nei tratti statali)…

Dice Raffaella Paita, capogruppo di Italia Viva in Commissione Trasporti alla Camera:
Per un anno e mezzo abbiamo assistito a esternazioni sulla revoca della concessione di Aspi. La sensazione, che ormai è una certezza,  è che ad oggi non ci siano idee chiare sul modello altrernativo di affidamento della gestione”. 

Se la proposta è quella di cambiare il sistema in Italia, allora vogliamo discutere molto approfonditamente sul modello alternativo  che non può in alcun modo ipotizzare una nazionalizzazione. Pensare in questo momento di passare le competenze ad Anas senza aver riformato il tema dei controlli e l’operatività dell’azienda e’ un errore. Così come – sottolinea – è altrettanto urgente una riforma del ruolo di controllo del Mit, riforma che non c’è stata in questo anno e mezzo. Servono regole chiare, controlli chiari, un nuovo rapporto pubblico/ privato. Il modo in cui si sta gestendo, a colpi di decreti e non con una riforma organica la materia concessioria, rischia di provocare due effetti certi: la fuga degli investitori stranieri, che si orienteranno in Paesi dove c’è certezza delle regole, e – conclude Paita – ricadute occupazionali gravissime”.

Svincoli autostradali Cina