Published On: Mer, Lug 8th, 2020

Autostrade liguri al delirio: la colpa principale è del Ministero dei Trasporti?

A giudicare dagli ultimi comunicati dell’Ufficio stampa di AISCAT, l’associazione che riunisce 18 società concessionarie autostradali, il Ministero dei Trasporti, che fu peggio che catastrofico sotto la reggenza Toninelli, non scherza neanche oggi.
C’è da dire che forse ora dovrebbero partire anche le ispezioni anti incendio.
Controlli -sia chiaro- che vanno bene, ma che sembrano PIU’ un’imposizione tirata fuori dal cilindro oggi per motivi politici e per forzare la mano ad ASPI, che una richiesta avanzata per il bene pubblico. Perché oggi i controlli devono svolgersi in armonia e non contro un servizio che è comunque insufficiente a coprire i bisogni infrastrutturali della Liguria. Le autostrade costiere infatti sono straducole a due corsie, in gran parte fatte di viadotti e gallerie, mentre il collegamento principale col Nord padano e l’Europa, resta la vecchia camionale fascista Genova-Serravalle-Milano, detta anche “Capelli dritti” per le sue curve abominevoli. DI seguito il comunicato AISCAT:

L’aggiornamento della circolare del 1967 sulle ispezioni in galleria, approvato dalla Ministra De Micheli in totale autonomia e senza alcuna consultazione preventiva, è del tutto confuso e inadeguato.
Il Ministero non solo agisce in ritardo, confermando la precedente assenza normativa, ma con la circolare odierna si limita a introdurre la possibilità di utilizzare, durante i monitoraggi, tecnologie che siano validate da un ente universitario, preoccupandosi però di chiarire subito dopo che tale novità non modifica l’attuale assetto dei controlli, e quindi sembrerebbe completamente inutile.

Come se non bastasse, la nuova circolare non scioglie in modo chiaro ed evidente il nodo che sta bloccando da settimane la Liguria, senza evidenziare se sia necessario smontare e rimontare o meno le onduline ogni tre mesi o una volta l’anno. L’auspicato e necessario aggiornamento normativo non supera quindi la particolarità del problema ligure – territorio dove lo scorso 29 maggio sono state imposte modalità di sorveglianza delle gallerie uniche in tutta Italia [LA DATA DA’ MOLTO DA PENSARE, NDR] a carico di un solo concessionario – e non fornisce alcuna indicazione in merito alla necessità di programmare in modo sostenibile le attività di controllo sulla rete.

Proprio per evitare di dover adottare regole incerte e dalla dubbia utilità, Aiscat aveva chiesto per tempo al MIT di condividere preventivamente con i concessionari i nuovi standard da introdurre, poiché sono questi ultimi poi a doverli applicare sul campo. Una normativa chiara era peraltro già stata introdotta con le linee guida del Cetu (il qualificatissimo organismo di controllo delle gallerie del Governo francese) approvate dal MIT stesso e diffuse a tutti i concessionari lo scorso 20 maggio, subito prima che il Dicastero mutasse improvvisamente le regole per la sola Liguria e solo per Autostrade per l’Italia, gettando la regione nel caos.

A tal proposito richiediamo con urgenza un incontro al Ministero già nelle prossime ore con la volontà di definire una normativa che concretamente non lasci dubbi all’interpretazione, per evitare, finché in tempo, di estendere il caos ligure a livello nazionale.

“Fino ad oggi dal Governo non sono arrivate risposte esaustive, soluzioni in grado di mettere la parola fine a questo stallo” ha dichiarato il Direttore Generale di Aiscat, Massimo Schintu, “per questo chiediamo al Ministro De Micheli di ritirare l’attuale circolare e di fare chiarezza una volta per tutte, superando quelle disposizioni ondivaghe che hanno causato la paralisi del sistema autostradale ligure, mentre non è chiaro cosa debbano fare gli altri nostri associati o gli altri operatori viari a livello nazionale. Servono regole ben definite che stabiliscano in maniera inequivocabile tempi, modalità, destinatari e responsabilità in materia di gallerie per programmare in modo sostenibile e sicuro l’esecuzione delle doverose attività che ricadono sotto la responsabilità di chi gestisce le arterie autostradali. Un simile percorso di collaborazione si è appena concluso con l’emanazione da parte del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici delle nuove linee guida per il monitoraggio di ponti e viadotti, definite con autorevoli enti accademici e con il concorso di tutti i concessionari. Non vedo perché non si possa fare lo stesso con le gallerie”.

I concessionari, in questo ennesimo contesto di confusione nelle regole da applicare, non possono assumersi alcuna responsabilità circa gli effetti che l’applicazione della circolare odierna possano generare sul traffico sulle arterie autostradali nazionali.